Economia circolare: basta rifiuti fuori dall’Italia. La nuova direttiva UE, sfida per la politica
12 Maggio 2026Per spingere i Paesi ritardatari a gestire i rifiiuti secondo i principi generale dell’economia circolare l’Ue ha fissato una data: 21 maggio. Da quel giorno non si potranno più spedire i rifiuti all’estero. Stop allo spreco di denaro pubblico per sopperire alla mancanza di infrastrutture idonee.

Tra pochi giorni entra in vigore il Regolamento Ue 1157 che introduce controlli sui movimenti transfrontalieri di rifiuti misti destinati al recupero. Da anni i Paesi che non hanno strutture li mandano all’estero pagando fior di milioni. Una parte della monnezza viene riciclata, un’altra è trasformata in combustibile, un’altra, infine, va a recupero energetico. Non in Italia , purtroppo.
Tonnellate di rifiuti all’estero
Cosa succede nel nostro Paese ? Succede che l’Italia produce circa 30 milioni di tonnellate di rifiuti urbani all’anno. 1, 3 milioni vanno all’estero, soprattutto in Danimarca, Paesi Bassi e Austria, dove si sono attrezzati per trattarli e recuperarli. In alcune regioni, soprattutto al Sud, i rifiuti vanno ancora in discariche ormai sature. Si dice, spingiamo sulla differenziata. Ma la raccolta differenziata non è uniforme sul territorio nazionale. Bisogna prenderne atto e regolarsi di conseguenza, se davvero si vuole procedere sulla strada di un economia circolare.
Risparmiare sulla TARI
La burocrazia centrale o periferica ha rallentato sinora la costruzione di nuovi impianti, anche dove governano partiti di sinistra spesso affianco dei comitati del “NIMBY”: non nel mio giardino.
Ci sono comuni che spendono grandi somme per trasportare i rifiuti fuori regione o all’estero, ma poco se ne parla. Il sistema resta fragile e insufficiente, questa è la verità, dopo anni di campagne e iniziative pubbliche. Perché non si (ri)mette in campo una strategia condivisa riconsiderando anche gli errori commessi ? Perché non si coinvolgono i cittadini facendogli capire che gli impianti servono, che si può risparmiare sulla TARI, che l’Ue non fa sconti e le multe che arrivano in un modo o nell’altro ce le ritroviamo nella tassa rifiuti comunale ?
Le norme contenute nella direttiva sono l’occasione per aprire una nuova “vertenza” in particolare quando non ci sono soldi. La direttiva parla di tracciabilità dei rifiuti, di controlli digitali e di documentazione sulle spedizioni. Le Regioni che usano l’estero come discarica sono le più a rischio di sanzioni e bisogna averne consapevolezza. Conclusione: servono impianti, capacità di decisione e di dialogo sui territori, abbandono di retoriche falsamente greeen. Una bandiera che qualcuno può alzare.


