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Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica
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Elezioni: effetto referendum sfumato. Test per le politiche.  La rivincita di De Luca

Elezioni: effetto referendum sfumato. Test per le politiche. La rivincita di De Luca

26 Maggio 2026 Off di Nunzio Ingiusto

Le elezioni per i sindaci hanno confermato quanto il voto amministrativo continui a rappresentare non solo un momento decisivo per la politica locale, ma anche un indicatore degli equilibri nazionali. Poche settimane dopo il referendum sulla giustizia, il senso di un ribaltone politico alle porte , è sfumato.

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Gli  elettori sono tornati alle urne per scegliere sindaci e consigli comunali, in una tornata che ha assunto il valore di un banco di prova per tutti: centrodestra, centrosinistra e liste civiche. Nuovi arrivi nei municipi e vecchie conferme hanno segnato un  turno elettorale che ha impegnato oltre 6 milioni di elettori.

Tra i risultati più osservati c’è Venezia, unico capoluogo di regione chiamato al voto. Qui il centrodestra ha mantenuto la guida della città, con una vittoria significativa anche sul piano simbolico e politico. Il dato rafforza la lettura di una coalizione di governo ancora competitiva nei grandi centri, nonostante le tensioni emerse negli ultimi mesi sul piano nazionale. Il nuovo sindaco Simone Venturini  tiene la barra della colaizione di governo. A Reggio Calabria il centrodestra conferma le previsioni  della vigilia con l’elezione di Francesco Cannizzaro.

Il centrosinistra, tuttavia, ha mostrato capacità di tenuta e consolidamento in diversi territori. In varie città del Centro e del Sud il voto ha evidenziato una presenza elettorale radicata, mentre in alcuni comuni il confronto tra le coalizioni principali si è rivelato più serrato del previsto.

Accanto ai partiti tradizionali, le liste civiche e personali hanno confermato un ruolo spesso decisivo nella costruzione delle maggioranze locali e nella definizione delle alleanze. Emblematiche a sinistra le elezioni di Vincenzo De Luca a Salerno,  e di “Mirello” Crisafulli a  Enna.

L’elezione di Vincenzo De Luca è sicuramente l’espressione più genuina di un rapporto di fiducia tra amministratori ed amministrati che a Salerno va avanti da oltre 30 anni. Una rivincita quella dell’ex governatore della Campania anche contro il suo partito. D’altra parte se vince, forte soltanto del suo prestigio personale, qualche ragione deve esserci. Inutile e fuori luogo in casi del genere discutere di rinnovamento e di nuovi leader. A sinistra dovranno riflettere dopo aver dato per morto il centrodestra dopo il referendum.

La partecipazione al voto si è attestata su livelli inferiori rispetto alle precedenti amministrative, confermando una tendenza consolidata di distacco degli elettori dalla politica locale. Il calo della partecipazione continua a rappresentare una delle principali criticità del sistema democratico italiano, soprattutto nei comuni medio-piccoli. E qui si impone una riflessione rispetto alle tante liste personali di appoggio ai candidati sindaco.

In molte città nessun candidato ha superato la soglia necessaria per l’elezione immediata, aprendo le porte ai ballottaggi tra quindici giorni. Giorni decisivi, dunque, per ridefinire equilibri territoriali e rapporti di forza tra le coalizioni.

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