Elezioni presidenziali in Francia, le ombre del terrore dopo l’attentato di Parigi

Elezioni presidenziali in Francia, le ombre del terrore dopo l’attentato di Parigi

21 Aprile 2017 0 Di Pietro Nigro

Terrore in Francia, l’attentato di ieri sera a Parigi proietta le sue ombre sul primo turno dell’elezione presidenziale francese in programma domenica.

Terrore in Francia, ombre sulle elezioni

Il terrore torna a colpire in Francia, e questa volta allunga le sue ombre sulle elezioni presidenziali francesi, già di per sé imprevedibile e ad alta tensione. Il fragore delle detonazioni di ieri sera sugli Champs Elysees entra di prepotenza nel dibattito elettorale, giunto alla stretta finale in vista del primo turno previsto per domenica 23 aprile.

L’ultimo sondaggio disponibile, quello effettuato da Elabe, risale a giovedì 21, prima dunque che l’attentatore uccidesse il poliziotto sugli Champs Elysees. E le intenzioni di voto degli elettori indicano tuttora Emmanuel Macron in testa, e stabile, con il 24 per cento dei consensi degii interpellati. Marine Le Pen, in calo di 1,5 punti rispetto al 16 e 17 aprile, resta seconda al 21,5 per cento. Subito dietro la candidata del Fronte Nazionale, François Fillon, che con un leggero aumento dello 0,5 per cento arriva al 20, e Jean-Luc Mélenchon, pure in aumento dell’1,5 per cento al 19,5. Insomma, u divario limitato tra i primi te candidati Due giorni prima del primo turno, il divario tra Marine Le Pen, François Fillon e Jean-Luc Mélenchon è a soli due punti e annuncia il primo turno con un risultato molto incerto.

Anche in Francia, ovviamente, la campagna elettorale si interromperà alla mezzanotte di venerdì, e con essa la propaganda e la pubblicazione di sondaggi. Non è possibile sapere, dunque, come si propagherà l’onda d’urto dell’attentato di ieri sul voto di domenica.

Ma è certo che gli spari degli Champs Elysees rimbomberanno ancora per parecchio sugli elettori francesi, mentre anche le forze di sicurezza saranno chiamate a vigilare con attenzione decuplicata sulle operazioni di voto.

La Francia non vuole subire minacce, non vuole intimidazioni, e vuole che le elezioni presidenziali siano svolte nella massima tranquillità. Ma intanto, il primo ministro Bernard Cazeneuve ha già detto che è stata disposta la massima mobilitazione delle forze di sicurezza, e che anche le unità di élite sono state chiamate a rinforzare gli altri 50 mila poliziotti già mobilitati per le elezioni.

Non è chiaro, tuttavia, quanto la minaccia terroristica possa condizionare effettivamente il voto.

Già nel 2012, prima delle elezioni presidenziali, e nel novembre 2015, prima delle elezioni regionali, gli attentati che si sono verificati in Francia non sembrano aver prodotto un vero effetto sul voto, così come i sondaggi non sembrano essere stati influenzati dall’uomo con il machete che a febbraio è entrato nel Louvre.

Ciononostante Marine Le Pen continua ad insistere sui temi della sicurezza e dell’immigrazione. Proprio questa mattina la Le Pen se l’è presa ancora una volta contro gli ultimi due presidenti, colpevoli a suo dire di aver spalancato le porte all’immigrazione incontrollata e più pericolosa. E Fillon, forse preoccupato di non perdere voti a destra, le fa eco, ribadendo che la Francia deve contrastare il totalitarismo islamista.

 

Due candidati per il ballottaggio del 7 maggio

Ma a rendere più complicate le elezioni presidenziali francesi saranno gli esiti del secondo turno, in programma il 7 maggio, al quale saranno ammessi solo due candidati dei quattro attualmente in testa ai sondaggi.

Se al ballottaggio andassero Macron e Le Pen, il sondaggio indica l’ex ministro dell’economia, che per il primo turno viene da tempo accreditato di uno stabile 24 per cento, come favorito con il 65 per cento contro il 35 per della Le Pen.

Ma Fillon, che sembrava essere stato messo fuori gioco dall’inchiesta sull’assunzione della moglie al Parlamento europeo, sembra recuperare terreno e continua ad aggirarsi su quota 20 per cento. E subito dietro c’è Melenchon, che a sua volta sembra essere stata la vera star dei dibattiti televisivi di questi giorni e che, se arrivasse al ballottaggio, potrebbe addirittura vincere un duello con la Le Pen e Fillon ma perderebbe per 41 a 59 una sfida contro Macron.