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Elezioni: Campania e Puglia al centrosinistra, Veneto al centrodestra. Meloni non vince più

Elezioni: Campania e Puglia al centrosinistra, Veneto al centrodestra. Meloni non vince più

24 Novembre 2025 Off Di Nunzio Ingiusto

Il partito dell’astensione  cresce ancora, ma a spoglio in corso, Veneto, Campania e Puglia hanno già i nuovi Presidenti: Alberto Stefani del centrodestra in Veneto, Roberto Fico del centrosinistra in Campania, Antonio De Caro del centrosinistra Puglia. Più di un elettore su due non è andato a votare rafforzando quella tendenza già espressa nelle passate elezioni. Dato oltremodo inquietante per oggi e per domani. L’astensione ha interessato le coalizioni principali, mentre per i candidati delle liste minori il voto è stato espresso con più determinazione. Stefani in Veneto , al momento in cui scriviamo,  è al 61,3 % dei consensi, battendo Giovanni Manildo del centrosinistra che si ferma al 31%. In Campania Roberto Fico è al 58% mentre il candidato del centrodestra Edmondo Cirielli è al 36,5%. In Puglia Antonio De Caro totalizza il 66,5%, l’avversario del centrodestra Luigi Lobuono, si ferma al 32,7%. La mancata partecipazione al voto è un segnale che preoccupa tutti i presidenti eletti che nelle prime dichiarazioni si dicono impegnati a lavorare per tutti. Sul piano generale le previsioni della viglia sono state rispettate, giacché in Veneto la Lega ha confermato la guida della Regione, mentre nelle due Regioni del Sud la coalizione del campo largo ha pagato.

Il centrodestra ha sbagliato candidati e strategia al Sud ? La Campania era il  test fondamentale. La  Regione dove il centrodestra presentava un autorevole rappresentante di governo mettendo in gioco anche il prestigio di Giorgia Meloni . Il  fatto che non sia andata bene proietta un ombra scura su Fratelli d’Italia che vede scendere i  consensi.Il partito ha cercato di riprendere il rapporto con il territorio con l’assillo dei dieci anni di governo di Vincenzo De Luca. Ha tentato di delegittimare un singolo esponente che, invece, prima e durante la campagna elettorale ha dimostrato, non senza limiti, il ruolo di dominus di uno schieramento largo, nonostante il passaggio di mano a Fico. Non è accaduto lo stesso in Puglia con un candidato meno ossessionato dalla gestione del centrosinistra ma debole e senza vera storia politica.

Meloni ha sostenuto con comizi e parole vibranti i candidati, ma gli esponenti locali del centrodestra si sono rivelati inadatti a costruire un’alternativa politica pragmatica, in sintonia con i cittadini senza strafare, come hanno fatto, con la figura della premier e la sua forza mediatica. I territori sono una cosa diversa dai palazzi romani o dei vertici internazionali. Il tempo della riflessione arriverà. Intanto stasera ci sono segnali incoraggianti per Elly Schlein, meno per Giorgia Meloni.

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