Elezioni, il trionfo del M5s e la legnata alle elites

Elezioni, il trionfo del M5s e la legnata alle elites

05 Marzo 2018 0 Di Marino Marquardt

A elezioni finite, ecco le.prime sentenze del voto degli elettori, che sono diventati pragmatici e che ora si aspettano il rispetto degli impegni presi.

Elezioni, ecco le prime sentenze delle urne

…E alla fine della campagna elettorale più oscena che si ricordi, con gli elettori invischiati nel meccanismo di una Legge elettorale schifosa e a urne chiuse, ecco le inappellabili sentenze del voto:

  1. Renzusconi è morto,
  2. La Sinistra storica è stata cancellata;
  3. Matteo Renzi ha demolito il Pd;
  4. Silvio Berlusconi per la prima volta non è riuscito a rimontare;
  5. Forza Italia ridotta ai minimi storici;
  6. Matteo Salvini fa volare la Lega;
  7. Cancellati buona parte dei Quaquaraquà mediatici del Centrodestra e Centrosinistra;
  8. il M5s trionfa pur senza Beppe Grillo, pur con la cagnara su Rimborsopoli (definizione scorretta e deviante), pur con la cagnara sui candidati impresentabili, pur con la cagnara sulle difficoltà palesate nell’amministrare Roma e Torino. Tutti handicap che i Cinquestelle hanno saputo neutralizzare con la forza della proposta politica e con l’arma della serietà.

Il tutto in una cornice di grande partecipazione al voto. Avevano paventato la desertificazione delle urne. Non è stato così, la gente incazzata non ha voluto perdere l’occasione per far sentire la propria voce e la propria protesta.

Esattamente come avvenne col Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.

Morale della favola, scompare il Frodatore di Arcore; un colpo di spugna sui fraudolenti sondaggi che davano Forza Italia in rimonta e davanti alla Lega; cancellati i menzogneri annunci del Giovanotto di Rignano e del premier in disarmo “Camomilla” Gentiloni, annunci menzogneri che davano il Pd in prodigioso recupero.

Esattamente come parlava nel 2008 Walter Veltroni prima della bastonatura da parte di Berlusconi. Promise di lasciare il Paese, ma poi in Africa non andò.

Finito il tempo degli inganni, delle infantili argomentazioni renziane, del giovanilismo pieraccioniano da provincia toscana; scaduto il tempo degli slogan del flaccido ex Capo Scout tutto testa in alto e petto in fuori.

Da oggi si comincia a fare sul serio. E il rispetto degli impegni sarà imperativo categorico per il M5s.

Guai a sgarrare, tramontata la fidelizzazione partitica, gli elettori sono diventati pragmatici. E non sono più disposti a tollerare e a perdonare. A buon intenditor…