Emergenza clima: cosa dice l’appello di Papa Francesco e delle altre chiese

Emergenza clima: cosa dice l’appello di Papa Francesco e delle altre chiese

11 Settembre 2021 1 Di Nunzio Ingiusto

Un documento unico che denuncia i mali del Pianeta e getta un’ombra sulle responsabilità dei Paesi ricchi.

Emergenza clima, l’appello di Papa Francesco

Potrebbe avere più successo di cento documenti approvati da capi di Stato e di governo.

L’appello sul clima di Papa Francesco, dell’arcivescovo di Canterbury Justin Welby e del Patriarca Ortodosso Bartolomeo ha aperto uno squarcio negli Stati che a novembre parteciperanno alla Conferenza di Glasgow.

La Cop 26 sarà la nuova, ennesima occasione per cercare di rimediare ai guasti del Pianeta.

Nessun Paese è estraneo al propagarsi della crisi e se non si cambia davvero modo di vivere, le conseguenze sono inimmaginabili.

Il messaggio delle tre autorità religiose è già stato definito storico per la sua chiarezza indirizzata ad ogni tipo di pratica religiosa.

Il mondo avrebbe potuto fare a meno di ricevere questo appello, ma i prossimi anni saranno davvero decisivi.

Difendere il mondo creato da Dio

Sostenibilità, disastri ambientali, crisi climatica, consumo di suolo, tutto trova posto in un quadro allarmante che per le tre autorità religiose è il creato di Dio.

Ci troviamo dinanzi a una giustizia severa: perdita di biodiversità, degrado ambientale e cambiamento climatico sono le conseguenze inevitabili delle nostre azioni, poiché abbiamo avidamente consumato più risorse della Terra di quanto il pianeta possa sopportare”.

Ma siamo anche di fronte a una profonda ingiustizia, ci viene detto, le persone che subiscono le conseguenze più catastrofiche di tali abusi sono quelle più povere del pianeta e che hanno avuto meno responsabilità nel causarle.

Sono le forme di turbocapitalismo ad essere criticate per gli enormi sconquassi.

Ma l’umanità non ha mai camminato unita, al successo e al profitto di pochi si è opposta la povertà di molti.

Povertà ampia. Sulle risorse naturali e sulla salvaguardia del pianeta la partita si è giocata ad armi impari.

Difficile, dunque, non condividere il monito dei religiosi che, beninteso, richiede una riflessione anche dentro la Chiesa.

Papa Francesco in questi anni è stato il più tenace sostenitore di analisi retrospettive che giudichino i comportamenti dei religiosi rispetto alle realtà nelle quali operano.

Proteste a Bogota, Colombia

I giovani e la leadership

A poche settimane dal nuovo vertice la speranza è per un’inversione di rotta.

La religione unisce, ma divide anche. Il messaggio da tenere in evidenza da qui all’appuntamento di Glasgow riguarda soprattutto i giovani.

Per il loro bene bisogna scegliere di mangiare, viaggiare, spendere, investire e vivere in modo diverso, pensando non solo all’interesse e ai guadagni immediati, ma anche ai benefici futuri.

A questo punto il problema è di individuare la vera leadership del cambiamento.

Quanti di coloro che Papa Francesco, l’arcivescovo Justin Welby e il Patriarca Bartolomeo ritengono responsabili della crisi che viviamo, possono rinunciare a consumare risorse, fare profitti, accumulare ricchezze?

Pochi. Talmente pochi che ora hanno il dovere di fare proprio l’appello ed aprirsi ai giovani ed alla scienza.