Contenuto Pubblicitario
Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica
Contenuto Pubblicitario
Energia: nella generazione fotovoltaica che ne sarà dei rifiuti ?

Energia: nella generazione fotovoltaica che ne sarà dei rifiuti ?

08 Settembre 2026 Off di Redazione Italia Notizie 24

Il boom del fotovoltaico in Italia porta con sé una questione destinata a farsi sempre più urgente: cosa fare dei pannelli a fine vita. Serve un sistema capace di tracciarli, avere impianti sufficienti per trattarli e trovare le risorse per finanziare raccolta e trattamento.

Contenuto Pubblicitario
Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica

Negli ultimi anni le installazioni sono cresciute rapidamente, spinte dagli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) e di pari passo è aumentato il numero di moduli dismessi, che rientrano tra i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). L’invecchiamento degli impianti già installati, unito alla prospettiva di doverne installare molti altri per centrare gli obiettivi del PNIEC, rende necessario ragionare fin da ora su questo fine vita. I pannelli dismessi possono rappresentare una risorsa preziosa, perché contengono materie prime recuperabili, ma solo se esiste una rete di impianti di trattamento adeguata.

Negli anni, la normativa su raccolta e trattamento di questi rifiuti è cambiata più volte, diventando frammentata e complicata da seguire. L’Italia, peraltro, è già oggetto di una procedura di infrazione europea per non aver raggiunto gli obiettivi di raccolta previsti dalle Direttive comunitarie: tra le cause c’è una rete di intercettazione che non copre ancora capillarmente tutto il territorio, a cui si aggiunge un alto numero di operatori informali che alimentano esportazioni illecite o smaltimento abusivo.

Raccolta e gestione dei rifiuti da pannelli

Tra i principali Paesi europei, la Germania è storicamente quella che raccoglie i maggiori volumi di rifiuti fotovoltaici. Nel 2022, però, l’Italia l’ha superata sia in valore assoluto sia in rapporto agli abitanti, distacco ampliatosi ulteriormente nel 2023 soprattutto grazie all’entrata in funzione di nuovi impianti in sostituzione di quelli esistenti. In Italia, tra il 2019 e il 2023, la quota urbana sul totale è comunque cresciuta di sei punti percentuali: nel 2023 le isole ecologiche italiane hanno raccolto poco più di 1.800 tonnellate, molto meno delle circa 5.000 intercettate sia in Francia sia in Germania.

Nel 2023, nei grandi Paesi europei, tra il 94% e il 99% del materiale recuperato è stato avviato a riciclo. Il riutilizzo resta invece poco praticato per ragioni economiche: i pannelli nuovi costano poco e questo scoraggia il riutilizzo di quelli usati, anche perché chi rimette in commercio un pannello riutilizzato si assume tutte le responsabilità sulla sua gestione futura.

Nel 2022, l’Italia ha superato la Germania nell’avvio a riciclo, arrivando a oltre 19mila tonnellate, e ha mantenuto il primato nel 2023 con circa 26mila tonnellate, distinguendosi per una crescita particolarmente rapida. In Italia, il recupero passa oggi attraverso una decina di impianti dedicati, nel Centro-Nord, mentre in Germania e Francia esistono già impianti dedicati di scala industriale.

L’evoluzione delle installazioni dei pannelli

Le installazioni, il numero, la  potenza complessiva e la dimensione media dei nuovi impianti hanno vissuto due fasi di forte crescita: tra il 2009 e il 2011, prima; tra il 2022 e il 2024, poi. Nella prima fase, ha inciso il Conto Energia, che garantiva per 20 anni una tariffa incentivata per ogni kilowattora prodotto. Dal 2014 al 2021 è rimasta stabile, perché il quinto Conto Energia garantiva le tariffe per 20 anni dall’entrata in funzione degli impianti già ammessi. Italia, Francia, Germania e Spagna rappresentano insieme circa il 60% del mercato europeo dei pannelli immessi al consumo. L’Italia resta indietro rispetto agli altri grandi Paesi, ma il divario si sta riducendo grazie alle politiche di incentivazione, come il FER1 e il Superbonus. A livello territoriale, la Lombardia è la regione con la maggiore potenza installata a fine 2024.

Lo scenario del fotovoltaico

Le proiezioni per l’Italia sulla potenza in esercizio – anno per anno dal 2025 al 2050 – mostrano un rallentamento temporaneo delle nuove installazioni di impianti fotovoltaici tra il 2025 e il 2026, seguito da una ripresa netta nel quadriennio successivo. Il quadro che emerge racconta di una crescita davvero notevole dei volumi da gestire con un incremento di quasi trenta volte nel numero di pannelli dismessi ogni anno. Tra il 2025 e il 2050, si assesta in media intorno a un pannello dismesso ogni 3 immessi al consumo.

Si tratta di un cambiamento strutturale che riflette sia il progressivo invecchiamento degli impianti già installati. Oggi la gestione del fine vita dei pannelli fotovoltaici viene finanziata attraverso i contributi che i produttori versano nei trust dei consorzi. Risorse, queste, che devono essere amministrate e mantenute integre per un periodo di tempo molto lungo.

Il rischio è che, in caso di incapienza, spetti alla collettività in futuro doversi fare carico dei costi aggiuntivi di smaltimento. Proprio per questo,la forte crescita attesa delle nuove installazioni rende necessario ripensare fin da ora i meccanismi di finanziamento della gestione del fine vita dei pannelli, in modo da garantire tracciabilità, coperture economiche adeguate e incentivi sufficienti alla raccolta e al trattamento di questi rifiuti.

Articolo di:  Andrea Ballabio, Donato Berardi, Giovanni Dilillo, Giulia Gadani, Nicolò Valle del Laboratorio Ref Ricerche 

Contenuto Pubblicitario
Banner Istituzionale Italpress 666x82