Eppur si muove… All’assemblea nazionale del Pd Zingaretti cerca il rilancio nonostante la zavorra renziana

Eppur si muove… All’assemblea nazionale del Pd Zingaretti cerca il rilancio nonostante la zavorra renziana

13 Luglio 2019 0 Di Marino Marquardt

Eppur si muove… Nonostante il peso della zavorra rappresentata dai renziani e dallo stesso Matteo Renzi, il Pd cerca di uscire dalla invisibilità e dall’anonimato zingarettiano partendo dalla riforma del proprio Statuto e dalla presa di coscienza di essere oggi l’unica vera forza di Opposizione unitamente alle schegge della Sinistra di Nicola Fratoianni. Ne stanno parlando in Assemblea nazionale.

“Il Pd unica alternativa credibile a questa deriva italiana”

“Il Pd è l’unica alternativa credibile a questa deriva italiana”, dice con voce ferma il Segretario Nicola Zingaretti dal palco dell’Assemblea, riunita oggi a Roma all’hotel Ergife.

“Oggi apriamo nuova fase – annuncia il segretario – il primo compito è imporre un’altra agenda, non essere subalterni agli altri, essere proprietari del nostro destino. I Cinquestelle – aggiunge – hanno perso l’anima, sono diventati una amara stampella, tanti elettori se ne stanno accorgendo”. Eppure con i Cinquestelle dovrà confrontarsi il Capo del Nazareno se davvero vorrà cercare di imprimere una svolta alla vicenda politica nazionale…

Lapidario sulla Lega: “E’ la vecchia Destra che torna, per batterla basta con la timidezza”.

L’ex Capo Scout da autorottamato sceglie di fare il mestiere di disturbatore

Belle parole se non fosse che nel Partito dovrà fare i conti con l’ex Capo Scout che ancora non si rassegna ad essersi autorottamato. Ormai senza più appeal presso gli elettori e ormai senza futuro al di fuori del Pd, l’ex Ragazzo di Rignano sta svolgendo da un po’ di tempo soprattutto il ruolo di disturbatore. Un modo disperato per guasdagnarsi spiccioli della visibilità nperduta e qualche titolo nelle pagine interne dei giornali. Poveraccio!

All’Ergife si parla anche della necessità di dotare il Partito di nuove regole interne. Tra queste, la separazione delle cariche di segretario e candidato premier (saggia proposta tesa ad evitare nel Pd le confusioni politico-istituzionali che quotidianamente propone la Maggioranza di Governo), la consultazione online sul programma, l’apertura ai non iscritti. Sono questi i tre pilastri della futura riforma dello Statuto. Una riforma fondamentale – secondo molti – perché lo Statuto originario del Pd risalente al 2007 ha avuto come conseguenza la marginalizzazione degli iscritti. L’obiettivo, dunque, è rimettere al centro il “popolo” dem, tornando ad essere un partito solido, radicato nel territorio, ornando ad essere così – in una parola –  una comunità.

La commissione “Riforma dello Statuto e del Partito” si insedierà oggi e sarà guidata da Maurizio Martina. Sarà un duro lavoro considerando che i renziani si metteranno di traverso soprattutto sulla proposta di separare la figura del Segretario da quella del candidato Premier. Del resto, se non lo facessero, che renziani sarebbero mai?

13/07/2019  h.12.45