Esami di Maturità, il ministero chiarisce il peso di Alternanza Scuola Lavoro

Esami di Maturità, il ministero chiarisce il peso di Alternanza Scuola Lavoro

07 Maggio 2018 0 Di Pietro Nigro

Chiarimento del ministero dell’Istruzione: la mancata partecipazione ai progetti di Alternanza Scuola Lavoro non penalizza chi non ha seguito il monte ore previsto.

Alternanza, per il ministero è obbligatoria ma non penalizza gli studenti

La confusione potrebbe investire i prossimi esami di maturità, in programma a giugno: a crearla, la missiva con i chiarimenti sui progetti di Alternanza Scuola Lavoro che il ministero dell’Istruzione ha inviato lo scorso 24 aprile a tutti i dirigenti degli Uffici scolastici regionali e ai direttori delle scuole di Secondo grado. Missiva che ha fatto ritenere a molti operatori che i progetti di Alternanza Scuola Lavoro non siano obbligatori. Ma così non è, perché la partecipazione ai progetti è obbligatoria dal 2015, ma il ministero ha dovuto diramare ulteriori chiarimenti.

Ad avviare polemiche e discussioni, una lettera che il ministero ha inviato a Dirigenti di di uffici scolastici e direttori delle scuole lo scorso 24 aprile e pubblicata sul sito il 4 maggio. Lettera in cui il ministero ha voluto rispondere ai tanti quesiti ricevuti nel tempo.

I percorsi di Alternanza Scuola Lavoro (qui la piattaforma web allestita dal ministero) sono stati introdotti con il Decreto legislativo 77/2005 e regolamentati con la legge 107 del 2015. Si tratta di quei percorsi che gli studenti devono svolgere in ambito lavorativo per un ammontare di 200 ore per i licei e di 400 ore per gli istituti tecnici e professionali, da dividere negli ultimi tre anni di scuola.

L’Alternanza Scuola Lavoro ha preso avvio nell’anno scolastico 2015-2016 per le classi terze, e “risulta attualmente a pieno regime, coinvolgendo la totalità degli studenti delle classi terze, quarte e quinte”, come scrive il ministro nella missiva.

Ma, e qui nasce la confusione, la lettera aggiunge anche che “Ai fini dell’ammissione dei candidati interni all’esame di Stato, si osserva che, per l’anno scolastico 2017-2018, la normativa nulla dispone circa l’obbligo, per studentesse e studenti, di aver svolto un monte ore minimo di attività di Alternanza Scuola Lavoro nell’ultimo triennio“.

Insomma quanto basta perché la Cgil esultasse, come ha riportato tra gli altri l’Huffington Post, affermando che dopo tre anni finalmente il ministero ha ammesso che l’obbigo di frequenza dei progetti di Alternanza non avesse alcun fondamento di legge.

Ma non è così. “Nessuna deroga o dietro front sull’Alternanza Scuola-Lavoro –  ha precisato ieri il ministero – le interpretazioni secondo le quali la recente circolare esplicativa inviata alle scuole sarebbe la prova della mancata obbligatorietà dell’Alternanza nel percorso scolastico sono destituite di ogni fondamento”.

Ed infatti è proprio quella circolare a chiarire che gli studenti che per qualche motivo, per esempio i ripetenti, non hanno completato l’intero monte ore possono comunque essere ammessi all’esame di maturità.

“Risulta tuttavia fuor di dubbio che gli studenti e le studentesse che hanno svolto attività di Alternanza scuola lavoro per il monte ore minimo previsto dalla legge 107/2015 abbiano avuto l’opportunità di acquisire una serie di competenze legate al profilo di indirizzo”. Di conseguenza, i docenti devono tener conto delle certificazioni delle relative competenze acquisite dagli studenti e della loro ricaduta sull’apprendimento.

“Tali esperienze sono da considerarsi quale elemento di valorizzazione del curriculum – conclude il ministero – e la loro eventuale mancanza non deve costituire elemento di penalizzazione della valutazione”.

Maturità, esami al via dal 20 giugno

Intanto, entra nel vivo la preparazione degli esami di maturità 2018, che si svolgeranno a paritre dal 18 giugno. La ministra Valeria Fedeli, infatti, lo scorso 4 maggio ha firmato l’ordinanza che contiene tutte le indicazioni operative, e insieme insieme al responsabile della struttura tecnica degli Esami di Stato, Ettore Acerra, ha anche scelto le tracce per la prima e le seconde prove che saranno rivelate il giorno degli scritti.

Ad oggi, prima cioé che vengano chiusi gli scrutini finali, sono 509.307 le studentesse e gli studenti iscritti all’Esame. Di questi, 492.698 sono candidati interni. 25.606 sono le classi coinvolte nell’Esame, 12.865 sono le commissioni.

L’ordinanza fornisce tutte le indicazioni necessarie, dalle modalità di ammissione dei candidati interni ed esterni, alla prima riunione delle commissioni, allo svolgimento delle prove. In particolare prevede che, entro il prossimo 15 maggio, i consigli di classe dovranno predisporre il documento da consegnare alle commissioni con tutte le indicazioni relative al percorso formativo seguito dalle studentesse e dagli studenti, con gli elementi che potranno essere valorizzati, in particolare, nella terza prova o in sede di colloquio.

La prima riunione plenaria delle commissioni è fissata per lunedì 18 giugno, alle ore 8.30. La prima prova scritta, italiano, avrà luogo mercoledì 20 giugno 2018 alle ore 8.30, per una durata massima di 6 ore.

La seconda prova è in calendario giovedì 21 giugno alle ore 8.30. La durata dipende dalle discipline che caratterizzano gli indirizzi ed è variabile dalle 4 alle 8 ore, tranne che per alcuni indirizzi, come i Licei musicali, coreutici e artistici, dove la prova può svolgersi in due o più giorni.

La terza prova, assegnata da ciascuna commissione d’esame, è in calendario lunedì 25 giugno, a partire dalle ore 8.30.

La quarta prova, che si effettua nei licei e negli istituti tecnici presso i quali sono presenti i progetti sperimentali di doppio diploma italo-francese Esabac ed Esabac Techno e nei licei con sezioni ad opzione internazionale spagnola, tedesca e cinese, è programmata per giovedì 28 giugno alle 8.30. Le studentesse e gli studenti candidati per gli indirizzi di studio Esabac sono 7.688, tutti interni, seguiti da 283 commissioni. Per gli indirizzi di studio Esabac Techno le candidate e i candidati sono 327, tutti interni, seguiti da 20 commissioni.

Dallo scorso anno vengono fornite indicazioni sull’uso delle calcolatrici scientifiche e/o grafiche nella seconda prova. Quelle ammissibili sono state rese note con una circolare di marzo, ricorda l’Ordinanza, e chi vorrà usarle dovrà consegnarle il giorno della prima prova scritta per consentire alla commissione d’esame i necessari controlli.

La commissione, nella predisposizione della terza prova, potrà tenere conto, ai fini dell’accertamento delle competenze, delle abilità e delle conoscenze, anche delle esperienze condotte in Alternanza Scuola-Lavoro, stage e tirocinio, e della disciplina non linguistica insegnata tramite la metodologia CLIL.

Il colloquio orale potrà partire da eventuali esperienze condotte in Alternanza o in tirocinio. L’Alternanza non sarà invece requisito di ammissione all’Esame, novità che scatterà solo dal prossimo anno.