Esce di prigione l’analista che passò i file a Wikileaks

Esce di prigione l’analista che passò i file a Wikileaks

17 Maggio 2017 0 Di Pietro Nigro

Esce dalla prigione per la grazia di Obama Chelsea Manning, l’ex analista responsabile della più grande violazione dei segreti militari Usa.

Wikileaks, Chelsea Manning esce di prigione

E’ stato uno degli ultimi atti del presidente Usa Barack Obama: la grazia a Chelsea Manning, ex analista dell’esercito Usa in prigione per aver provocato la più grande violazione dei segreti militari americani: la consegna a Wikileaks di 700 mila fascicoli e documenti riservati delle forze armate e dei servizi di sicurezza.

Chelsea Elizabeth Manning, 29 anni, ha lasciato questa mattina alle due (ora americana) il carcere militare di massima sicurezza di Fort Leavenworth, nel Kansas, dove ha scontato i primi sette dei 35 anni di reclusione che le erano stati originariamente comminati nel 2013.

Manning, ex analista dell’intelligence militare, si chiamava in precedenza Bradley Edward Manning ed ha poi cambiato sesso assumendo il nuovo nome di Chelsea.

 

Nel 2009, il soldato Manning è stato inviato in Irak e, come analista dell’Intelligence, aveva accesso ai documenti segreti dell’Esercito.

Spinta, a quanto ha dichiarato, soltanto dall’amore per il suo Paese, a partire dal 2010 ha consegnato a Wikileaks migliaia e migliaia di documenti.

Si stima tra i 700 e i 750 mila fascicoli, ma anche video, conti segreti e tanto altro materiale in parte segreto e in parte classificato sensibile, che riguardava migliaia e migliaia di militari e diplomatici americani.

Tra gli altri i video di attacchi aerei a Baghdad e a Granai e soprattutto tantissimi rapporti relativi alle operazioni militari in Irak e in Afghanistan.

L’arresto dopo che, quell’anno, Chelsea ha confidato la sua attività ad Adrian Lamo, una persona conosciuta on line, che ha informato i servizi di contro spionaggio.

Chelsea Manning è stata arrestata e nel 2013, anno in cui le è stata anche diagnosticata una disforia di genere, è stata giudicata colpevole di spionaggio e di altri reati connessi e condannata a 35 anni di prigione militare.

Il 17 gennaio di quest’anno, quindi poco prima di lasciare l’incarico a Donald Trump, Barack Obama ha firmato la grazia.