Etruria-Boschi-Ghizzoni: una mistificatrice querelle lessicale

Etruria-Boschi-Ghizzoni: una mistificatrice querelle lessicale

23 Dicembre 2017 0 Di Marino Marquardt

Il caso Etruria si sta riducendo a una querelle sulle famose “pressioni” della Boschi, ignorando quel che scrisse de Bortoli.

Caso Etruria, una mistificatrice querelle lessicale

Caso Etruria-Boschi-Ghizzoni, anche a sipario chiuso si continua a discettare sulle parole “pressioni” e “interessamento” ignorando cosa in realtà scrisse Ferruccio de Bortoli nel suo libro “Poteri forti” a proposito delle parole scambiate nell’incontro dell’allora Ministra e oggi Sottosegretaria a Palazzo Chigi Maria Elena Boschi con l’ex Ad Unicredit Federico Ghizzoni.

Una strumentale querelle lessicale che costituisce un falso mediatico-politico bello e buono.

Questo il testo delle poche righe scritte da de Bortoli:

“L’allora ministra delle Riforme, nel 2015 – si legge a pagina 209 del libro – non ebbe problemi a rivolgersi direttamente all’amministratore delegato di Unicredit. Maria Elena Boschi chiese quindi a Federico Ghizzoni di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria. La domanda era inusuale da parte di un membro del governo all’amministratore delegato di una banca quotata. Ghizzoni, comunque, incaricò un suo collaboratore di fare le opportune valutazioni patrimoniali, poi decise di lasciar perdere”.

Niente “pressioni”, dunque, ma richiesta di “valutare possibile acquisizione”. Versione confermata in Commissione d’inchiesta dallo stesso Ghizzoni.

Ed ecco perché la Boschi non dette seguito alla querela annunciata sette mesi fa ed ecco perché non darà seguito alla causa civile contro de Bortoli annunciata nei giorni scorsi.

Semplicemente perché de Bortoli aveva raccontato il vero. E la Sottosegretaria dando oggi seguito alla causa civile contro il giornalista andrebbe incontro a una notevole emorragia di soldi.

Nei giorni scorsi, alla vigilia della audizione di Ghizzoni, i paladini del renzismo e i palafrenieri mediatici dei componenti il Giglio magico non a caso si son dati da fare nel divulgare l’interpretazione di quanto scritto da de Bortoli e nell’evitare accuratamente di riportare fedelmente il testo della pagina del libro in cui è descritto l’incontro tra i Due.

Una azione mediatica mistificatrice allo scopo di sollevare un polverone lessicale finalizzato a distogliere l’attenzione dai fatti reali. E ciò fidando anche sul fatto che non tutti avevano letto il libro o che non tutti ricordavano fedelmente le parole del passaggio incriminato. Un altro tentativo maldestro di ingannare l’opinione pubblica, insomma.

Inutile dire che qualcuno tra giornalisti e politici dovrebbe scusarsi e che qualche altro dovrebbe fare un passo indietro anziché minacciare querele e impettirsi sparando toni arroganti.

Un esempio?

A proposito della eventuale ricandidatura della Boschi da lui caldeggiata, Matteo Renzi afferma “decideranno gli elettori”. Il Segretario del Pd parla dimentico di come gli elettori un anno fa liquidarono la sua personale sfida referendaria. Non a caso qualche saggio consiglia per la Boschi (qualora si decidesse di ricandidarla) un posto in un listino blindato

Una lezione – quella referendaria – che evidentemente non ha insegnato nulla all’ex Capo Scout. Accade quando la testardaggine offusca la ragione…