Eurispes, presentato il 30 Rapporto Italia, famiglie confuse e leggera ripresa dei consumi

Eurispes, presentato il 30 Rapporto Italia, famiglie confuse e leggera ripresa dei consumi

31 Gennaio 2018 0 Di Francesca Pierpaoli

E’ stato presentato ieri il 30simo Rapporto Italia di Eurispes, che quest’anno ruota attorno al concetto di responsabilità, considerandolo, per la sua presenza e per la sua mancanza, essenziale per tentare di descrivere le tendenze politiche, culturali, economiche e sociali in atto.

Il concetto di Sistema Paese appare oggi superato e, secondo il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, “le due entità rappresentano una dicotomia. Il Paese si sente deluso, tradito da un Sistema che non riesce più̀ a garantire crescita, stabilità, sicurezza economica, prospettive per il futuro. Il Paese, dal canto suo, non riesce a rendersi conto di trovarsi di fronte a cambiamenti epocali che mettono in discussione le antiche certezze. Il Paese devasta interi territori salvo poi chiedere al Sistema di provvedere, magari con l’ennesimo condono. Vuole che i propri figli siano istruiti ma disprezza e sottopaga gli insegnanti e ricorre al Tar quando gli stessi figli vengono bocciati. Produce quantità enormi di immondizia ma non si piega alla raccolta differenziata”.

Un Paese confuso

“Il Paesesecondo il Presidente Fara – è confuso sul piano politico e ondeggia indeciso tra conservazione e cambiamento. Tra desiderio di stabilità e spinte populiste. Tra ragionevolezza e nichilismo. Fatto sta che si confrontano due tendenze fondamentali: quella dell’etica della responsabilità e quella dell’etica della convinzione. Per semplificare e volgarizzare: l’etica della responsabilità si affida alla testa, quella della convinzione alla pancia.

Ma vediamo nel dettaglio alcune delle indicazioni emerse dal Rapporto Italia 2018:

Stabile l’economia del Paese per circa il 38,9% degli italiani, ma 4 famiglie su 10 sono ancora costrette ad intaccare i risparmi.

Il 38,9% dei cittadini ritiene che la situazione economica del Paese negli ultimi 12 mesi sia rimasta stabile. In parallelo, diminuiscono i pessimisti che riferiscono una condizione peggiorata (41,5%; -17,6% rispetto al 2017) e aumenta la quota degli ottimisti (16,6%; +3,2%). Nonostante i segnali di ripresa dell’economia, ancora 4 italiani su 10 sono costretti ad utilizzare i propri risparmi per arrivare a fine mese e solo il 30,5% riesce a far quadrare i conti senza grandi difficoltà. Solo una minoranza riesce a risparmiare (18,7%), mentre sono ancora tanti a manifestare difficoltà per pagare le utenze (29,4%) e le spese mediche (23,2%). Sono in affanno anche molti italiani che devono sostenere un mutuo (25,4%) o un affitto (38%). Per far fronte alle difficoltà economiche, l’aiuto arriva soprattutto dalla famiglia d’origine (31,6%).

Lenta ripresa dei consumi

I consumi riprendono, si spende di più per i prodotti alimentari (43,7%), si usa di più l’auto (35,7%) e si investe in salute con controlli ed esami medici (31,7%). Sui prodotti alimentari di qualità il 42,3% degli italiani non è disposto a risparmiare.

Nell’ultimo anno, il 43,7% degli italiani riferisce di aver speso di più per i prodotti alimentari rispetto agli anni precedenti, il 35,7% afferma di avere usato di più l’automobile, il 34,9% ha speso di più per controlli ed esami medici, il 31,7% ha destinato un importo maggiore del budget familiare all’istruzione privata dei figli, il 27,8% ha mangiato più spesso fuori casa, il 26,3% ha speso di più per il tempo libero, il 24,9% per la badante, il 22,8% per l’acquisto di articoli tecnologici, il 22% ha destinato una somma maggiore del proprio denaro alla cura degli animali domestici, il 21,8% ha speso di più per vestiario ed accessori, il 21,2% per i collaboratori domestici e il 21,1% ha fatto più viaggi e vacanze.

Il 47,8% degli italiani fa acquisti sul web, di questi la quasi totalità (92,6%) ha utilizzato come canale un sito despecializzato. La consuetudine di effettuare acquisti online sta diventando sempre più una modalità ordinaria di consumo. Il 47,8% degli italiani effettua compere online, di questi la quasi totalità (92,6%) ha utilizzato come canale un sito web despecializzato; il 38% afferma di aver effettuato acquisti mediante store su smartphone o di aver acquistato su un sito web specializzato. Il 34,6% e il 34,4% degli acquirenti online rivelano di aver operato rispettivamente mediante applicazione su smartphone e tramite il sito web di un negozio.

Nonni “d’oro” per 7 famiglie su 10

È opinione condivisa che oggi i nonni contribuiscono al sostegno economico della famiglia (72,7%) e che diano supporto ai figli mettendo a disposizione il loro tempo per aiutarli a gestire i bambini e negli impegni quotidiani (78,6%). Parallelamente, i nonni vengono visti come persone che vivono la propria vita, coltivando i propri interessi (56,8%). Non manca però chi è convinto (56,8%) che molti nonni, forse perché troppo anziani, abbiano comunque bisogno di aiuto da parte dei figli.

Un nucleo familiare su tre si trova a dover gestire un parente anziano non del tutto autosufficiente che viene curato in famiglia in circa il 50% dei casi.

La richiesta di una scuola rinnovata

A scuola bisognerebbe tornare ad insegnare “Educazione civica” (67,8%), ma l’insegnamento del latino non sarebbe necessario, neanche nei Licei (47,9%). Immaginando nuove materie a Scuola, molti vorrebbero un’ora di Cultura europea (60,8%).

Il 67,8% dei cittadini è favorevole alla reintroduzione dell’insegnamento dell’Educazione civica nelle scuole. Reintrodurre il latino nella scuola secondaria di I grado non raccoglie invece gli stessi consensi (67,2%) e, a sorpresa, per molti l’insegnamento del latino non sarebbe necessario neanche nei Licei (contrari 47,9%).

L’indagine Eurispes ha sondato anche l’opinione sulla possibilità di introdurre nella scuola dell’obbligo l’insegnamento di nuove materie, per un’ora alla settimana. Hanno riscosso successo soprattutto: Cultura europea (60,8% dei favorevoli) e Principî di economia (56,8%). L’introduzione di un’ora dedicata allo studio della Società e della cultura islamica è invece una delle proposte meno condivise (solo il 25,6% dei favorevoli).

Amici animali, 3 italiani su 10 vivono con un pet

3 famiglie su 10 accolgono un pet, soprattutto cani (63,3%) e gatti (38,7%). In un caso su due dormo nel “lettone” con i padroni che sacrificano anche buona parte del loro tempo libero per accudirli. Aumenta chi spende da 51 a 100 euro mensili per le esigenze degli animali domestici (31,4%, erano il 15,4% nel 2017).

Circa 3 italiani su 10 accolgono un animale domestico in casa (32,4%). Si tratta nella maggior parte dei casi di cani (63,3%) e gatti (38,7%). A seguire nella graduatoria dei pet che ci fanno compagnia in casa: uccelli (6,2%), conigli (5,9%), tartarughe (5%), pesci (4,8%). Dormire con il proprio pet è un’abitudine diffusa (53,5%); la stessa quota di intervistati sacrifica una buona parte del proprio tempo libero per il benessere e le necessità del suo amico animale (passeggiate, gioco, attività all’aperto, ecc.). Il 46,2% di chi ha un animale domestico rinuncia in alcune occasioni ad uscire o a fare un viaggio per non lasciarlo solo. Meno diffusi sono l’abitudine di preparare i pasti con alimenti freschi piuttosto che offrire cibo per animali già pronto (37,3%) e ridurre le spese personali in favore di quelle per il proprio animale (32,8%).

Alimentazione: vegetariani e vegani sono il 7%

Effettuando una ricerca sul portale Tripadvisor, su un totale di 225.490 ristoranti recensiti in Italia, il 23,4% propone menù vegetariani ed il 17,2% menù vegani; percentuali molto alte rispetto a quanti dichiarano di aver aderito a questi stili di vita. Secondo l’indagine Eurispes 2018, il 6,2% degli italiani si dichiara vegetariano e lo 0,9% vegano. Negli ultimi 5 anni, il totale di chi ha optato per un regime alimentare vegetariano e vegano si è mantenuto abbastanza costante con valori compresi fra il 7 e l’8%. Tra questi troviamo chi segue regimi alimentari ancora più stringenti: quella crudista (32%) o fruttariana (23,1%) fino alla paleo-dieta (12,8%). Si segue questo tipo di dieta perché convinti degli effetti positivi in termini di salute (38,5%) oppure per amore e rispetto nei confronti degli animali (20,5%).