Euromelanoma Day – La pelle, il nostro organo più esteso: perché la prevenzione non è un optional
29 Maggio 2026 Off di Sara EspositoOgni anno, in maggio, l’Euromelanoma Day – la principale campagna europea di prevenzione dermatologica – richiama l’attenzione su un tema troppo spesso sottovalutato: la salute della nostra pelle.
Promossa da una rete di dermatologi europei, l’iniziativa invita a controllare regolarmente la cute, a riconoscere i segnali di allarme e a adottare abitudini di prevenzione quotidiana, contrastando anche miti e disinformazione online legati a esposizione solare, abbronzatura e creme protettive.
La pelle non è solo “involucro” estetico: è un organo vitale, il più esteso del corpo umano. Negli adulti copre una superficie di circa 1,5-2 metri quadrati e rappresenta all’incirca il 15-16% del peso corporeo totale (tra i 3,5 e i 10 kg a seconda della corporatura). Funge da barriera protettiva contro agenti esterni, regola la temperatura, permette la percezione sensoriale e svolge un ruolo essenziale nel sistema immunitario. Eppure, nonostante la sua importanza, l’accertamento dermatologico viene spesso ignorato o rimandato, considerato secondario rispetto ad altri controlli medici.
“Molte persone pensano alla pelle soltanto quando compare un problema visibile o fastidioso, ma la prevenzione salva realmente la vita e questo non deve mai essere dimenticato”, sottolinea la Dottoressa Emanuela Battaino, Specialista in Dermatologia, Venereologia, Medicina Estetica e Tricologia e Direttore Sanitario del Poliambulatorio Medick-Up di Milano – www.medick-up.it
-D: In occasione dell’Euromelanoma Day, quali sono i messaggi più importanti che vorrebbe far arrivare alle persone riguardo alla prevenzione del melanoma? Perché questa campagna è ancora così rilevante oggi?
-R: «La prevenzione dei tumori cutanei è ancora poco divulgata, è invece molto importante farla entrare nella cultura delle persone come strumento di screening per tutti. Spesso i tumori della pelle non vengono considerati allo stesso livello di altri screening. Ancora oggi lo screening per il tumore della pelle non è percepito come particolarmente importante o frequente, a differenza di quello per tumore dell’utero, della mammella o della prostata.
Diventa fondamentale solo quando una persona viene a conoscenza che un amico, un parente prossimo ha avuto un melanoma. Solo allora si attiva l’attenzione. Non è ancora nell’ottica comune fare uno screening preventivo sistematico per i tumori cutanei.
Lo stesso vale per i bambini: anche se l’incidenza di melanoma è bassa in età pediatrica, esiste. Spesso i bambini subiscono scottature solari che possono indurre, in futuro, una possibile trasformazione neoplastica. È ancora diffusa l’abitudine di usare creme solari totali comprate in farmacia (non al supermercato) solo occasionalmente. Si fa ancora fatica a far entrare in testa l’importanza della fotoprotezione fin da piccoli. Molti genitori applicano protezioni basse o le usano solo quando “si ricordano”.
Anche se non parliamo di melanoma ma di basaliomi (tumori da raggi ultravioletti che non colpiscono i melanociti ma i cheratinociti), si è assistito a un abbassamento dell’età di insorgenza. Una volta i basaliomi si trovavano prevalentemente negli anziani che lavoravano nei campi; oggi sono molto frequenti anche in persone più giovani a causa dell’uso delle lampade abbronzanti. Abbiamo notato un’incidenza altissima di questi tumori proprio perché le persone vogliono apparire abbronzate, ma poi pagano un prezzo molto alto.
Nella mia esperienza, quando lavoravo a Gallarate, l’incidenza di tumori della pelle e in particolare di basaliomi era veramente altissima, molto più che a Milano. Fare prevenzione per i tumori cutanei non è ancora scontato né normalizzato. Le persone vengono spesso dal dermatologo solo quando sono completamente abbronzate (a febbraio-marzo) per “pulirsi la coscienza”, invece di fare controlli preventivi seri.»

Il melanoma, sebbene rappresenti una quota minoritaria dei tumori cutanei, è tra i più aggressivi se diagnosticato in fase avanzata. L’Euromelanoma Day promuove proprio la diagnosi precoce attraverso l’autoesame e la visita specialistica, soprattutto per chi ha fototipo chiaro, storia familiare, numerose nevi o esposizione cronica al sole/UV. Ma il messaggio va oltre il melanoma. La pelle è soggetta a numerose altre patologie molto diffuse, spesso poco conosciute dal grande pubblico nonostante colpiscano decine di milioni di europei. Secondo studi epidemiologici, circa il 43% della popolazione adulta ha sofferto di almeno una condizione dermatologica nell’ultimo anno. Tra le più frequenti: infezioni fungine della pelle (quasi 9% di prevalenza), acne (5,4%), dermatite atopica/eczema (5,5%), alopecia (5,1%) e psoriasi (circa 4%). A queste si aggiungono rosacea, dermatiti da contatto, cheratosi attiniche (precancerose), verruche e altre manifestazioni che possono avere forte impatto sulla qualità della vita, sia fisica che psicologica.

“Non solo tumori: tante patologie comuni vengono trascurate o autodiagnosticate, con rischi di cronicizzazione o complicanze. Rivolgersi a professionisti competenti e strutture attrezzate permette diagnosi precise, terapie mirate e, nei casi di screening oncologico, interventi tempestivi”, aggiunge la Dottoressa Battaino.
-D: Durante le giornate di screening come Euromelanoma molti ambulatori propongono e suggeriscono controlli con dermoscopia. In cosa consiste esattamente questo esame e in che misura aumenta l’accuratezza nella distinzione tra nei comuni e lesioni sospette rispetto a una semplice osservazione a occhio nudo?
-R: «Quando un paziente è di fronte a noi, la prima cosa importante è l’esperienza del medico: capire quali sono effettivamente i nei da monitorare, distinguendoli da lentiggini solari, cheratosi solari o altre lesioni dovute a danni da esposizione sbagliata.
Non si controllano tutti i nei (a volte anche 100 o più), ma si selezionano quelli che, in base all’esperienza, appaiono strutturalmente più rilevanti per forma, colore, reticolo ecc. … Dopo l’osservazione a occhio nudo si utilizza il dermatoscopio. Esistono due modalità principali: il dermatoscopio manuale e la videodermatoscopia. Quest’ultima permette di fissare l’immagine del nevo sul computer, creando una mappatura digitale. È particolarmente utile nei pazienti ad alto rischio, cioè quelli con un numero molto elevato di nei atipici, che da soli farebbero fatica a monitorarli.
La videodermatoscopia rappresenta un controllo di secondo livello: confrontando le foto nel tempo (anche a distanza di 1-2 mesi), lo specialista può vedere se una lesione è cambiata strutturalmente e decidere se asportarla o continuare il monitoraggio.»
-D: Per le persone che hanno un numero elevato di nei (ad esempio più di 50-100), il rischio di melanoma è oggettivamente più alto? Quali strategie di monitoraggio consiglia loro, e a che età o con quale frequenza sarebbe opportuno effettuare controlli specialistici?
-R: «Sì, nelle persone con un numero elevato di nei il rischio di melanoma è oggettivamente più alto. È fondamentale però fare prima una valutazione accurata, perché spesso quelle che il paziente pensa siano nei sono in realtà lentiggini solari o cheratosi attiniche. La scelta tra dermoscopia manuale o videodermatoscopia dipende da ciò che il medico riscontra durante la visita.
La frequenza dei controlli è personalizzata:
– per un paziente con familiarità per melanoma ma senza lesioni sospette: generalmente un controllo all’anno
– per chi ha già avuto un melanoma: i controlli sono ovviamente più frequenti (ogni 3-6 mesi all’inizio), oltre ai normali test di screening e follow-up oncologico.
È comunque importantissimo che il paziente si monitori da solo: se nota un neo che cambia (dimensioni, colore, forma) o ne appare uno nuovo, deve rivolgersi subito al dermatologo.»

La prevenzione ben fatta, passa anche dalla scelta consapevole di strutture qualificate che sappiano guidare e informare correttamente, in modo etico e privo di conflitti di interesse, il paziente su: patologie cutanee diffuse, sintomi da non ignorare e consigli pratici per la prevenzione quotidiana, seguendo il paziente con costanza, approcci integrati e terapie personalizzate.
Prevenire significa anche adottare comportamenti semplici ma efficaci: usare quotidianamente creme solari a largo spettro (anche in città o con cielo coperto), indossare indumenti protettivi, evitare le lampade abbronzanti e non sottovalutare cambiamenti di nei o macchie cutanee. Controlli periodici presso dermatologi qualificati sono fondamentali, soprattutto dopo i 50 anni o in presenza di fattori di rischio.
In un’epoca in cui l’immagine e l’estetica dominano, è paradossale quanto poco si investa nella salute reale della pelle.
L’Euromelanoma Day ci ricorda che prendersi cura della propria cute non è vanità, ma un atto di responsabilità verso l’organo che ci protegge ogni giorno.
La prevenzione è spesso la parte più importante e delicata dell’intera terapia e in molte occasioni, può salvare letteralmente la vita.


