Europarlamento, niente aiuti a chi alleva tori da corrida

Europarlamento, niente aiuti a chi alleva tori da corrida

28 Ottobre 2016 0 Di Pietro Nigro

Approvato un emendamento al Bilancio 2017 presentato dal Movimento 5 Stelle per mettere fine al finanziamento di 100 milioni l’anno destinato agli allevamenti di tori da corrida.

Politica agricola, no agli aiuti per la corrida

Come l’anno scorso, anche quest’anno il Parlamento europeo ha detto no alla corrida, o meglio agli aiuti economici che la Politica agricola comune (Pac) riconosce agli allevatori di tori destinati all’arena.

L’assemblea plenaria dell’Europarlamento, infatti, ha approvato con 416 voti favorevoli, 221 contrari e 50 astenuti, un emendamento alla Relazione sul bilancio 2017, presentata dal Movimento 5 stelle.

Si ribadisce – recita l’emendamento – che gli stanziamenti a titolo della Pac non dovrebbero essere utilizzati per sostenere la riproduzione o l’allevamento di tori impiegati in combattimenti letali; si esorta la Commissione a presentare senza ulteriore indugio le modifiche legislative necessarie per dare attuazione a tale richiesta, già formulata nel quadro del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2016.

L’emendamento è stato approvato, ma ciò non significa che si bloccheranno effettivamente i finanziamenti, e nemmeno che si interromperà la corrida nelle arene spagnole.

A segnalarlo sono gli stessi esponenti 5 stelle che hanno presentato l’emendamento, Eleonora Evi e Marco Zullo, eurodeputati nelle Commissioni Ambiente e Agricoltura.

Già lo scorso anno siamo riusciti a far votare a maggioranza l’emendamento per far bloccare i finanziamenti alle corride in Plenaria, ma la Commissione europea e gli Stati non ci hanno ascoltato in quanto le modifiche al regolamento della Pac, dove sono inseriti i finanziamenti alle corride, devono passare dal processo co-decisionale di revisione.

Il voto dell’Europarlamento è una “indicazione” di cui la Commissione europea dovrebbe ora tenere conto. Ma intanto il Consiglio europeo ha introdotto una nota al Bilancio che sembra impedire il blocco dei fondi attraverso emendamenti del Parlamento. Per questo, l’unica strada potrebbe essere quella di cambiare la legge.

Per gli eurodeputati del M5S, sarà necessario continuare a fare pressione, utilizzando tutti gli strumenti che i cittadini hanno a disposizione per fare sentire la loro voce.

Uno di questi è la petizione che la Lega Anti Vivisezione (Leal) e Animalisti Italiani hanno presentato al Parlamento europeo.

Una petizione che dovrebbe essere firmata da chiunque ritenga vergognoso che soldi pubblici vengano utilizzati per foraggiare una pratica brutale e insensata come la corrida, piuttosto che per sostenere i nostri agricoltori, soprattutto in un momento storico di grande difficoltà per il settore,

come sostengono i deputati 5 stelle, che intanto si impegnano a chiedere

che la petizione venga inserita nell’agenda del Parlamento Europeo e discussa quanto prima. Nel frattempo sollecitiamo gli Stati e l’esecutivo a cambiare passo e ad ascoltare i cittadini e l’unico organo europeo da loro eletto, ovvero il Parlamento europeo.