Eutanasia, anche Loris Bertocco ha scelto la Svizzera

Eutanasia, anche Loris Bertocco ha scelto la Svizzera

12 Ottobre 2017 0 Di Pietro Nigro

Nuovo caso di eutanasia: Loris Bertocco sceglie di andare a morire in Svizzera, mentre la legge dorme in Senato.

Eutanasia, anche Loris va a morire in Svizzera

Ancora un italiano che sceglie di andare a morire in Svizzera mentre la legge sulla eutanasia dorme nei meandri del senato. L’ultimo in ordine di tempo a scegliere il viaggio in Svizzera è Loris Bertocco, attivista politico dei Verdi in Veneto, 59 enne di FIesso D’Artico, che viveva su una sedia a rotelle da quando ne aveva 18 a causa di un incidente.

Loris è morto ieri in una clinica di Zurigo. La sua decisione – come ha scritto nel memoriale che ha lasciato, anche per denunciare l’assistenza insufficiente che lo Stato fornisce ai cittadini che vivono come lui.

Nel suo memoriale, Loris ripercorre tutta la sua vita, parla delle sue condizioni di salute, degli affetti e delle persone importanti, e delle sfide che ha vinto proprio in conseguenza della sua paralisi. Fino alla decisione finale, quella di andare in Svizzera, che dalle sue parole appare più consapevole e lucida che non disperata ed improvvisata.

Bertocco anzi parlava da tempo della sua scelta, anche se fino a poco tempo fa ha indicato questo ultimo viaggio in Svizzera come una sorta di sopralluogo tecnico, di una ricognizione prima di prendere la decisione finale.

Invece, Zurigo era la tappa finale, il luogo scelto per finire la sua vita senza aspettare che quella legge sul fine vita e sul testamento biologico che lui stesso auspicava e caldeggiava, uscisse finalmente dal pantano dei lavori parlamentari.

“Credo sia giusto fare questa scelta prima di trovarmi nel giro di poco tempo a vivere come un vegetale, non potendo nemmeno vedere, cosa che sarebbe per me intollerabile. – ha scritto Bertocco – Proprio perché amo la vita credo che adesso sia giusto rinunciare ad essa. Il muro contro il quale ho continuato per anni a battermi è più alto che mai e continua a negarmi il diritto ad una assistenza adeguata”.

Bertocco ha affidato il memoriale a Gianfranco Bettin e Luana Zanella, gli attivisti dei Verdi a cui ha chiesto di diffonderlo.

Nel memoriale (reperibile sul sito di AdnKronos) Bertocco descrive la sua condizione fisica, le fratture alle vertebre riportate dopo essere stato investito in motorino e la conseguente paralisi. Gli sforzi immensi per riprendere a camminare con le terapie, le protesi e la sedia a rotelle. E per riprendere a vivere normalmente, completare gli studi e laurearsi, vivere con i suoi familiari ed amici, impegnarsi ed interessarsi di questioni sociali e politiche.

Bertocco, infatti, era un noto attivista ecologista, impegnato nelle campagne contro il nucleare e contro i cambiamenti climatici, ed anche uno strenuo fautore della legge sul fine vita che è stata già approvata in prima lettura alla Camera e che giace ora al Senato dove rischia di non vedere la luce prima della fine della legislatura.