Evitate le elezioni anticipate in autunno, i Soci di Governo hanno ripreso a suonarsele di santa ragione

Evitate le elezioni anticipate in autunno, i Soci di Governo hanno ripreso a suonarsele di santa ragione

11 Luglio 2019 0 Di Marino Marquardt

Come dovevasi dimostrare… Chiusa di fatto la finestra elettorale del 20 luglio e scongiurato il rischio di elezioni anticipate in autunno, i due Soci del contratto di Governo hanno ripreso a suonarsele e a cantarsele di santa ragione. E non è che l’inizio del prevedibile concertino…

Come dovevasi dimostrare…

Come dovevasi dimostrare… Scrivemmo martedì scorso nel pezzo dal titolo “20 luglio, si chiude la finestra delle elezioni anticipate. E’ tempo di resa dei conti tra Lega e Cinquestelle…”: “Mala tempora currunt. Si allontana il tempo delle elezioni anticipate e si avvicina il tempo dei lunghi coltelli… E rischia di finire nella bufera Matteo Salvini. Dalla scomunica umana e civile di Papa Francesco al flop in Consiglio dei Ministri sulle Autonomie, dalla frenata annunciata dal premier Giuseppe Conte sulle continue invasioni di campo salviniane alla flat tax sempre più miraggio alla insostenibilità di rapporti umani ormai precari tra Soci di Governo… Indubbiamente sono giorni di fuoco per Matteo Salvini… Nervi tesi tra sussurri e grida. Il tutto – come detto – mentre si sta chiudendo la finestra elettorale del 20 luglio, finestra che avrebbe consentito elezioni anticipate in autunno. Ed è un fatto non trascurabile, questo. E’ un fatto che potrebbe scatenare la resa dei conti tra M5s e Lega e all’interno degli stessi Cinquestelle”.

Il taglio dei Parlamentari elisir di lunga vita per la Legislatura…

Ora c’è da aggiungere che a rendere prive di conseguenze le legnate e le sportellate che Cinquestelle e Leghisti continueranno a scambiarsi anche sotto il solleone vi è anche l’elisir di lunga vita della Legislatura votata oggi al Senato. E’ un atto che precede la importante scadenza di metà settembre rappresentata dall’appuntamento col voto definitivo sul taglio del numero dei Parlamentari, voto che dovrebbe essere messo in calendario a inizio autunno. Ed è evidente che – pena lo sputtanamento urbi et orbi –  al punto in cui sono arrivati né M5s né Lega possono più tirarsi indietro. Dovranno approvare il taglio dopo aver dato il via libera alle prime tre letture nelle Aule di Palazzo Madama e di Montecitorio. E ciò costituirà indubbiamente una ragione in più per i peones di ogni colore, di ogni latitudine e di ogni longitudine per battersi affinché la Legislatura non si sciolga anticipatamente. Aritmetica alla mano – e a prescindere dall’umore verso gli uscenti da parte di quanti saranno chiamati a stilare le liste quando sarà sarà – con 350 poltrone in meno la possibilkità di perdere il posto è grande. E’ di una su tre. Primo tirare a campare, dunque. E – visti i chiari di luna e sentiti i rumors sull’ipotesi di corruzione internazionale che agita i Vertici della Lega – l’imperativo categorico è ora largamente condiviso anche dagli uomini del Carroccio.

11/07/2019   h.17.15