Fabrizio Fedele “On Air”:  esce il DVD del concerto che ripercorre la carriera del chitarrista napoletano

Fabrizio Fedele “On Air”: esce il DVD del concerto che ripercorre la carriera del chitarrista napoletano

09 Aprile 2018 0 Di Franz Veneruso

Fabrizio Fedele, napoletano classe 1971, è un chitarrista jazz e blues che porta sui palchi italiani e non solo, la sua musica dall’inizio del nuovo millennio.

Il nuovo lavoro, presentato al teatro Bolivar a Napoli, si intitola “On Air” e  racconta parte della sua carriera, con tracce appartenenti ai suoi dichi precedenti, e diverse pezzi tratti dall’ultimo album in studio, rilasciato nel 2017 e intitolato “Between Jupiter And Mars”, disponibile online e in vinile.

Fabrizio sarà in tour, nel corso di questo mese di aprile nella splendida isola di Malta dove terrà dei concerti con un associazione teatrale.

Approfittando dell’occasione abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui, sulla sua carriera e sulle numerose attività svolte nel corso di questa:

Fabrizio, parlaci di questo tuo nuovo DVD: cosa rappresenta per te, e chi ti ha aiutato nel realizzarlo?

“On Air” è un progetto di riprese di un concerto in studio, diretto da Daniele Pirozzi e prodotto dalla Rainbow Indipendent, che è stato in realtà registrato interamente il sette e l’otto maggio di due anni fa. Racconta un po’ tutta la mia carriera, poiché comprende 6 o 7 tracce dei miei dischi precedenti ( una o due per disco) e poi 6 o 7 tratte dall’ultimo lavoro “Between Jupiter and Mars”. Si può dire che il live fosse inizialmente nato come preparazione per questo nuovo disco, ma alla fine abbiamo deciso di pubblicarlo aggiungendo anche dei contenuti di backstage e un’intervista a cura di Michelangelo Iossa.

Avendo realizzato tu un DVD e non un semplice album di solo contenuto musicale, e avendo tu anche composto musica per spettacoli teatrali e cortometraggi, sorge spontaneo chiederti se trovi differenze tra la composizione di un pezzo destinato ad uno spettacolo o ad un cortometraggio, e quella di un pezzo che componi per i tuoi album in studio.

Si, ho lavorato anche per il teatro, musicando una decina di spettacoli e credo 6 o 7 cortometraggi. Mi piace molto e la trovo molto stimolante come attività, sono sempre ben disposto quando me lo chiedono, anche se attualmente sto lavorando in un altra direzione. Per quanto riguarda le differenze nella composizione, quando scrivo per me sono molto più a “ruota libera”, e questo ritengo sia più complicato,  in particolare nella ricerca di un sound specifico, che non sia magari troppo riconoscibile. Per il teatro sono abbastanza libero, ma a volte ho delle linee guida, come ad esempio il periodo storico, o l’ambientazione: ricordo che composi un po’ di tempo fa la sigla di una mini-serie TV che poi non andò mai in porto, ed essendo ambientata negli anni settanta si sposava perfettamente con il sound Funk caratteristico di quegli anni. Credo che queste siano le maggiori differenze.

Dunque è più complicato comporre qualcosa di proprio, in quanto si sente l’esigenza di dover esprimere se stessi, e dar libero sfogo ad ogni influenza e ispirazione ricevuta nella propria vita?

Assolutamente sì, ho sempre cercato nei miei dischi di ottenere un suono particolare, magari influenzato dai generi musicali che ho sempre ascoltato, ma cercando un sound unico. C’è sempre il rischio di diventare il clone di qualcuno, ed è importantissimo evitarlo.

Riguardo ciò che musicalmente hai sempre ascoltato e che ti ha influenzato, anche tu come tantissimi artisti hai fatto la tua gavetta, suonando in giro per i locali della Campania. Che ricordi hai? C’era maggiore fermento artistico e maggiore possibilità di emergere per chi suonava in una band?

Purtroppo la scena del “Neapolitan Power” quando io ho iniziato a suonare si era già esaurita, e dalle nostre parti si ascoltava molta disco-music, o comunque musica da discoteca. Fondammo una band, con un amico con il quale ancora suono, Corrado Gallignano, ci chiamavamo “Kenny MacCorbac” e suonavamo roba abbastanza spinta, come “Charlie Big Potato” degli Skunk Anansie, dunque è stato difficile farci largo.

E della scena attuale cosa ne pensi?

Trovo strano che le cover band, che quando suonavo erano solite frequentare programmi come la “Corrida”, siano arrivati a suonare nei club, magari presentandosi come tribute band, a discapito di chi vuole presentare cose nuove. Lo trovo triste ti dico davvero…non mi viene un’altra parola.

Nel corso della tua carriera hai collaborato anche con gli Osanna, che ti hanno dato la possibilità di suonare in giro per tutto il mondo, che esperienza è stata per te?

Ho suonato con loro per sei o sette anni: sono stati una delle più grandi band degli anni 70 in Italia, e sono stato in giro con loro per tutto il mondo. Con la Band hanno collaborato artisti del calibro di David Cross (King Crimson) e T.M. Stevens (Steve Vai) dunque mi è piaciuto molto suonare un repertorio storico come quello degli Osanna, un po’ come suonare nei Deep Purple però versione Italiana.

Tuttavia hai sentito il bisogno di creare una tua carriera da solista, anche se comunque suoni con un trio.

Già dal 2002 Lino Vairetti, leader degli Osanna appunto, ha prodotto il mio primo disco, e poiché apprezzava molto il mio sound ha prodotto anche i successivi 3 dischi. Ho sempre suonato con un trio, da ormai 15 anni, anche se scrivo, arrangio e mi occupo del mixaggio personalmente. Di quando in quando, collaboro con altri amici musicisti, come nel caso del concerto al teatro Bolivar, dove ho suonato con Roberto Giangrande, primo bassista di Pino Daniele.

Nonostante tu sia un chitarrista autore di brani strumentali, hai scritto anche diversi racconti che hai poi pubblicato. Sono sempre state per te qualcosa di parallelo, la tua passione per la musica e quella per la scrittura?

Ho sempre scritto storie, già da quando ero molto piccolo, forse anche prima che iniziassi a suonare. Dunque si, sono due cose parallele che non necessariamente si intrecciano. Le considero due forme di scrittura tra loro molto diverse.

Di seguito, le prossime date a Malta:

18 aprile 2018
Masterclass / FABRIZIO FEDELE
@ BAND AID MUSIC, 73/75
Qaqocc Street, Zabbar ZBR2725
Malta E.U.
Start h 17:00

20-21-22 aprile 2018
with / Azul Teatro
@ ALTOFEST – Majjistral Park – Malta (ultima replica)
Spettacolo site specific SENTIERI
… until sunset!
Start h 18:00