Femminicidi in Italia nel 2021, una lista rossa come il sangue delle vittime

Femminicidi in Italia nel 2021, una lista rossa come il sangue delle vittime

17 Marzo 2021 0 Di Camilla Alcini

La lista rosso sangue dei femminicidi che si allunga quasi ogni settimana: Il doloroso elenco delle donne vittime di omicidio di genere in Italia nel 2021: .

Femminicidi in Italia nel 2021, una lista rossa come il sangue delle vittime

Si allunga quasi ogni settimana, purtroppo, la dolorosa lista color rosso sangue delle donne vittime di omicidio di genere. E il numero di casi di femminicidio – che sembra essere il sintomo di un problema culturale e sociale più grande – non sembra destinato a diminuire nel 2021. In un paese in cui gli omicidi sono in calo, continuano invece ad aumentare le vittime donne: già 15, in meno di tre mesi.

A gennaio quattro vittime: Sharon Barni, Victoria Osagie, Roberta Siragusa e Teodora Casasanta

A pochi giorni dall’inizio del nuovo anno, la brutta storia di Sharon Barni, una bambina di soli 18 mesi, di Calbiate (Como), ricoverata l’11 gennaio in ospedale a Bergamo dove poi è morta: in un primo momento si è pensato a incidente domestico, poi si è accertato che la piccola è stata maltrattata e ripetutamente violentata dal compagno della madre, l’operaio romeno di 25 anni Gabriel Robert Marincat.

Altrettanto drammatica la storia – risalente al 16 gennaio del 2021 – di Victoria Osagie, 34 anni, uccisa brutalmente dal marito Moses Ewere Osagie, 41 anni, a Concordia Sagittaria in provincia di Venezia. L’omicidio sarebbe stato il culmine di una lite violenta per gelosia, uno scenario frequente per la coppia di origine nigeriana, secondo le indagini. Ferita e sanguinante, la donna era riuscita a fuggire in strada, dove il marito l’ha inseguita per poi trascinarla in casa e concludere l’omicidio, spezzandole anche il collo.

Sempre a gennaio 2021, gli omicidi di Roberta Siragusa e Teodora Casasanta, La diciassettenne Roberta Siragusa, è scomparsa e poi è stata trovata morta in un burrone alle pendici del Monte San Calogero, provincia di Palermo il 24 gennaio. Il corpo, parzialmente nudo e carbonizzato, è stato recuperato dai Vigili del Fuoco. Le indagini hanno condotto all’ipotesi di un’aggressione da suoi coetanei in un campo sportivo, prima che il corpo senza vita venisse gettato nel dirupo.

Teodora Casasanta, psicologa 39 anni, è stata uccisa a Carmagnola in provincia di Torino insieme al figlio di 5 anni Ludovico, dal marito e padre Alexandro Vito Riccio, suo coetaneo. Il doppio assassinio è avvenuto nella notte tra il 28 e il 29 gennaio 2021 nell’abitazione familiare: l’uomo, rappresentante commerciale, ha aggredito mortalmente la moglie e il figlio con numerose coltellate. Sul posto un biglietto su cui il trentanovenne avrebbe espresso l’intenzione di togliere la vita alla coniuge e al bambino. Dopo il duplice omicidio, Riccio ha tentato di suicidarsi ma è sopravvissuto.

Febbraio 2021, otto vittime: Sonia Di Maggio, Ilenia Fabbri, Piera Napoli, Luljeta Heshta, Lidia Peschechera, Clara Ceccarelli, Deborah Saltori, Rossella Placati

Pochi giorni dopo, il 1 febbraio, Sonia di Maggio, 29 anni, viene uccisa in strada a Minervino di Lecce dall’ex compagno armato di coltello, Salvatore Carfora, 39enne originario di Torre Annunziata (Napoli) e con precedenti.

Il 6 febbraio scorso, Ilenia Fabbri, 46 anni, viene trovata sgozzata nella sua casa a Faenza, in provincia di Ravenna.

Il giorno successivo, domenica 7, Piera Napoli, 32 anni, viene ritrovata nel bagno del suo appartamento a Palermo, dove la cantante neomelodica viveva insieme ai tre figli e al marito Salvatore Baglione. La dinamica dei fatti è ancora sconosciuta, ma sul corpo della donna sono state rivelate diverse ferite da arma da taglio. È stato il marito stesso a presentarsi dai carabinieri per denunciare l’avvenuto.

Più recenti gli assassini di Luljeta Heshta, 47enne albanese uccida a coltellate nel luogo dove si prostituiva, San Giuliano Milanese, da colui che era stato il suo compagno per venti anni (di cui dieci in Italia).

Poi il caso di Lidia Peschechera, 49 anni, trovata morta a Pavia. A strangolarla Alessio Nigro, il suo ex convivente 28enne, che la signora Peschechera ospitava nonostante i suoi comportamenti violenti.

Anche Clara Ceccarelli, 69 anni, è stata uccisa dall’ex compagno Renato Scapusi, 59 anni, il 19 febbraio 2020 a Genova.‍ L’aggressione è avvenuta all’interno del negozio di calzature in cui la donna lavorava e dove è stata colpita da numerose coltellate.

Deborah Saltori, 42 anni, è stata uccisa il 22 febbraio 2021 in campagna, in località Maso Saracini a Cortesano, frazione della città di Trento.‍ A colpirla l’ex marito e padre del suo quarto figlio, l’agricoltore Lorenzo Cattoni, 39 anni, che prima ha ferito mortalmente la donna con un’accetta, poi ha tentato a sua volta di uccidersi.

Anche Rossella Placati, 50 anni, è stata probabilmente uccisa dal suo compagno, la notte tra il 21 e il 22 febbraio. La donna è stata trovata morta al mattino nell’abitazione in cui risiedeva, in località Borgo San Giovanni, a Bondeno in provincia di Ferrara.‍ I due, entrambi separati, avevano una relazione ormai finita, ma l’uomo non aveva ancora lasciato l’abitazione della donna. La vittima sarebbe stata percossa con un oggetto contundente e accoltellata, probabilmente dall’uomo che ha poi denunciato ai carabinieri il ritrovamento del corpo. e poi è stato accusato di essere l’assassino.

Marzo 2021, uccise Edith, Ornella Pinto, Carolina Bruno e Lorenza Addolorata Carano

La prima vittima di marzo è Edith, una bambina di 2 anni trovata morta nella notte tra il 7 e l’8 marzo 2021 nell’abitazione della madre, Patrizia Coluzzi, 41 anni, a Cisliano in provincia di Milano.‍ Ad uccidere la piccola, forse a soffocarla, e poi a tentare di uccidersi sarebbe stata proprio la donna, già mamma di due gemelli nati da un precedente matrimonio, e in via di divorzio anche dal padre della bambina. La donna, che è stata trovata dai carabinieri ferita e semi incosciente per aver assunto alcol e droghe, aveva già tentato il suicidio lo scorso novembre e sembrava aver attribuito alla bambina la fine del suo matrimonio.

Ornella Pinto, 39 anni, insegnante di sostegno in una scuola, è morta nella mattinata di sabato 13 marzo 2021 all’ospedale Cardarelli di Napoli.‍ La notte precedente, in casa sua, nel quartiere Stella San Carlo all’Arena, la donna avrebbe ricevuto 12 fendenti al torace al culmine di una lite con il suo convivente ed ex compagno, Pinotto Iacomino, 42 anni, che poi dopo aver girovagato per centinaia di chilometri è andato a costituirsi alla stazione dei Carabinieri di Montegabbione, in provincia di Terni. L’uomo, imprenditore turistico a Ercolano, ha affermato di aver ucciso la vittima, con cui conviveva da sei anni, e con cui aveva avuto un figlio di tre anni, perché non accettava ‘idea di separarsi.

Doppio femminicidio, invece, quello compiuto a Massafra (Taranto): l’assassino, Antonio Granata, agricoltore di 61 anni, domenica 14 marzo in casa ha ucciso la moglie 65enne Carolina Bruno e la suocera 91enne Lorenza Addolorata Carano, ed é poi andato in campagna dove è stato trovato impiccato martedì mattina. Il doppio femminicidio è stato il culmine di un’accesa lite tra Granata e le sue vittime, provocata probabilmente dalle difficoltà economiche. Dopo aver ucciso le due donne a coltellate, Granata ha chiamato i Carabinieri incriminandosi e tentando anche atti di auto lesionismo prima di darsi alla fuga.

Il lockdown sembra aver aggravato la violenza domestica

Sharon, Victoria, Roberta, Teodora, Sonia, Ilenia, Piera, Luljeta, Lidia, Clara, Deborah, Rossella, Edith, Ornella.

I moventi di questi efferati assassini cambiano da caso a caso, ma in fondo sono sempre gli stessi: gelosia, rifiuto della separazione, stupro o l’escalation di un’altra forma di violenza sessuale.

Le vittime variano per età, provenienza sociale e luogo, accumunate solo dall’essere donna e dai pericoli che questa condizione ancora comporta.

Nonostante le vittime di sesso femminile annuali siano passate da 132 nel 2017 a 112 nel 2020, mostrando un trend in calo, i mesi di lockdown sembrano aver aumentato la violenza domestica.

Secondo i ricercatori Eures, “La condizione di ‘chiusura’ in casa imposta dal lockdown e dalle altre misure di auto-isolamento hanno avuto un ruolo significativo, generando nuove occasioni di conflittualità o esasperando quelle preesistenti”.

Con un numero di vittime di femminicidio in aumento, sembra lontana una soluzione definitiva a questa piaga.