Fiorentina spazzata via, inizia a giocare sul 5-0. Che figuraccia

Fiorentina spazzata via, inizia a giocare sul 5-0. Che figuraccia

11 Novembre 2019 Off Di Adriano Cotugno

Prestazione indecente e risultato pesante al passivo: i viola escono con le ossa rotte dalla Sardegna. Doppietta amara per Vlahovic.

Il Cagliari oggi sarebbe in Champions. Terzo, a braccetto con la Lazio e in serie positiva da dieci partite (come quello di Giampaolo del 2006-2007). Le vittorie sono sette in dodici gare: l’ultima volta nella stagione dello scudetto, scrive Il Corriere dello Sport. Il calcio moderno di Maran, la cinquina all’ora abbondante di gioco. Il primo tempo: roba da uno o due tocchi in velocità, qualcosa da far girare la testa a chi assiste in campo (la Fiorentina) e fuori. I tre assist più euromissile di Nainggolan; la partita perfetta di Simeone; l’incredibile lavoro di Rog più Nandez; la regia di Cigarini; la freddezza di Joao Pedro. La Fiorentina resta a Peretola, assiste da lontano, si capisce dopo dieci minuti (sullo 0-0), arranca. Gioventù? Non può essere un alibi, errori individuali inammissibili. La doppietta di Vlahovic nel finale è un aggravante: la Fiorentina si mette a giocare (?) quando gli avversari si stanno idealmente insaponando sotto la doccia.

LEZIONE. Il Cagliari ha una predisposizione: sa cosa fare ancor prima di ricevere il pallone. Non lo tiene, se ne libera, verticalizza, allarga sulle fasce, roba da scaricare l’applausometro. La partita di Rog è devastante, il primo errore a cinque minuti dalla fine. La Fiorentina ci capisce nulla. Non è questione di modulo, di tattica o di chissà cosa. Zero totale, idee annebbiate, a Peretola l’aereo è ancora sulla pista. 

SENZA PRESSIONE. Montella nella ripresa si ripresenta con Sottil (fuori Lirola) e passa al tridente, nell’ultimo quarto d’ora abbondante toccherà a Ghezzal perché di Chiesa c’è il nulla e dintorni. Errori di concentrazione, di posizione, i passaggi più elementari che non riescono, gli stop che finiscono a cinque metri. La doppietta di Vlahovic è quasi un’ulteriore provocazione. Domanda: ma la Fiorentina ha bisogno di non avvertire la minima pressione per azzeccare tre passaggi di fila? Assurdo. Né l’assenza di Ribery è un alibi, ci fosse stato Franck il panorama sarebbe stato egualmente cupo. Montella si addossa le colpe, ma figuracce così sono inammissibili. A maggior ragione dentro un nuovo corso, pieno di entusiasmo, firmato Commisso.

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