Firenze, grande partecipazione alle Giornate FAI di Primavera

Firenze, grande partecipazione alle Giornate FAI di Primavera

21 Maggio 2021 0 Di Patrizia Russo

Il 15 e 16 maggio in tutta Italia Le Giornate FAI di Primavera. A Firenze tre aperture straordinarie: Castello di Sammezzano; The Student Hotel e Villa Castelletti.

In tutta Italia, il 15 e 16 maggio scorso, si sono svolte Le Giornate FAI di Primavera, che hanno permesso a moltissimi visitatori di accedere a luoghi stupendi, spesso chiusi e difficilmente accessibili. A Firenze sono state proposte tre aperture straordinarie che raccontano modi diversi di interpretare il territorio in un mix di tradizione e modernità, di storia e famiglie, di arte e cultura, di fascino e incanto: Castello di Sammezzano a Leccio, frazione del comune di Reggello; The Student Hotel in viale Spartaco Lavagnini a Firenze; Villa Castelletti a Signa (FI). A rendere le visite ancora più interessanti è stata la presenza delle giovani guide del FAI.

Grande successo delle Giornate FAI di Primavera a Firenze

Nel primo grande evento nazionale dedicato all’arte e alla cultura, organizzato dopo questi lunghi mesi di chiusura, le Giornate Fai di Primavera a Firenze hanno riscontrato un successo straordinario!

Oltre 2.300 persone hanno partecipato all’invito di scoprire tre luoghi speciali e hanno seguito con interesse le visite guidate proposte dai Giovani della Delegazione di Firenze. Le prenotazioni sono andate sold-out nell’arco di pochissimi giorni (ore per il Castello di Sammezzano).

Un patrimonio culturale, storico e paesaggistico che, grazie alle Giornate FAI di Primavera, molti visitatori hanno potuto conoscere ed ammirare. Un grande evento dedicato alla Bellezza, che si è svolto nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria vigenti.

Le Giornate Fai sono una preziosa occasione di raccolta fondi per contribuire alla tutela, alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e naturale del nostro Paese, per questo a conclusione della fase di prenotazione, è stato richiesto un contributo minimo di 3 euro; un piccolo aiuto per portare avanti questa importante missione.

Il Castello e Parco di Sammezzano, apertura straordinaria in attesa del rilancio

Il Castello di Sammezzano

Vincitore dell’edizione del 2016 del censimento “I Luoghi del Cuore”, e posizionato al secondo posto nel 2020, è tra i 7 Most Endangered Sites in Europa, luoghi speciali a rischio di estinzione.

Dal 2012 al 2016 sono state organizzate, con il consenso della proprietà, alcune visite all’anno e l’ultima risale a Ottobre 2016. Anche per questo le aperture del 15 e 16 Maggio scorso sono state un’occasione eccezionale per scoprire un luogo magico. I 900 posti disponibili sono andati esauriti in pochissime ore.

Situato a Leccio, frazione del comune di Reggello, a circa 30 chilometri da Firenze, il Castello di Sammezzano si staglia su una collina sopra il paese. Tenuta di caccia in epoca medicea, passata di proprietà nel 1605 agli Ximenes D’Aragona, il Castello di Sammezzano deve il suo aspetto attuale al marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes che trasformò l’edificio in stile orientalista con richiami a capolavori di arte moresca come l’Alahambra di Granada ed il Taj Mahal in India. In particolare, al piano nobile si trovano le spettacolari sale con incredibili giochi di colori e di luce che lo connota un edificio senza pari in Italia e con pochi confronti a livello internazionale. In ogni sala sono presenti scritte in latino, italiano e spagnolo che raccontano del carattere eclettico di Ferdinando e del tempo in cui visse.

Fu sempre questo originale personaggio, protagonista della vita culturale, sociale e politica della Firenze del tempo che, nella seconda metà dell’Ottocento, arricchì il grande parco di 187 ettari con svariate specie arboree come le numerose sequoie tra cui spicca la cosiddetta “Sequoia Gemella”, albero monumentale di 53,96 metri, il secondo albero più alto d’Italia. Passeggiando per i quasi due chilometri che dalla strada porta al castello, si notano una grande quantità di piante esotiche e arredi architettonici in stile moresco: vasche, fontane, creazioni in cotto ecc.

Per la sua originalità, è stato anche utilizzato per la realizzazione di spot e film tra cui “Il racconto dei racconti” ed il recente cortometraggio per una famosa “maison” di moda, entrambi del regista Matteo Garrone. Dal 1970 al 1990 fu utilizzato come ristorante e hotel di lusso.

Oggi questo luogo così originale e fascinoso si trova in uno stato di grave abbandono ed è in attesa di un progetto di recupero e valorizzazione. Speriamo che grazie al successo di questa apertura straordinaria, Castello di Sammezzano possa essere presto salvato e reso agibile per un numero di visitatori sempre più numeroso.

The Student Hotel Firenze: Street Art a Palazzo

Dalle periferie di New York negli anni Settanta, all’energia che si è sviluppata alle soglie del 2000 nelle strade d’Europa, la street art si è espressa nei luoghi pubblici, utilizzando le tecniche più varie tra cui: bombolette spray, stencil, colori acrilici con pennelli anche in combinazione tra loro. Inizialmente guardata con diffidenza si è poi affermata come una vera e propria arte urbana.

In un Palazzo di viale Spartaco Lavagnini costruito da Giuseppe Poggi nella seconda metà dell’Ottocento, al tempo di Firenze capitale d’Italia, si racconta la sua trasformazione attraverso opere d’arte e graffiti realizzati nell’ampio cortile interno da parte di giovani e affermati creativi e street-artist internazionali che comprendono The London Police, Icy & Sot, Ben Eine Le Rat, Mr G, Favela Painting.

TSH FIRENZE: Street Art a Palazzo

Il percorso di visita (a cui hanno partecipato 480 visitatori) si è svolto all’aperto fino a raggiungere la zona più scenografica dell’intero edificio: la terrazza panoramica con vista su Firenze raggiungibile attraverso sei rampe di scale dello scalone monumentale.

Il Palazzo, adibito prima a foresteria, negli anni Ottanta fu occupato dagli uffici della Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali. Quando nel 1905 l’intera rete ferroviaria italiana fu statalizzata e trasformata in Ente pubblico (Azienda autonoma delle Ferrovie dello Stato), il complesso divenne sede del ramo Studi e Collaudi (dell’azienda), ricevendo commissioni per la progettazione di locomotive per l’Italia e per l’estero. Successivamente, vi hanno trovato sede gli uffici del Trasporto regionale della Toscana, la direzione tecnica di Trenitalia e della Ferservizi, il ramo che si occupa di contabilità e vendita degli immobili afferenti alle Ferrovie dello Stato.

L’immobile è stato, infine, acquistato nel 2015 da TSH, il colosso olandese del settore alberghiero che ha realizzato “The Student Hotel” un’innovativa forma di accoglienza rivolta non solo a studenti, ma anche a famiglie, imprenditori e giovani startupper. Un incontro di generazioni e culture testimoniati dall’architettura dell’edificio che offre spazi e servizi all’avanguardia (palestra, piscina, biblioteca, sala giochi, ristoranti alla sala conferenze, spazi co-working).

Villa Castelletti, una passeggiata nel Romanticismo ottocentesco

La residenza storica fondata nel quattrocento dalla famiglia Strozzi e successivamente passata ai Cavalcanti, si trova in posizione dominante sul paesaggio circostante ed è circondata da un parco di 12 ettari che fu sede dell’istituto agrario filantropico fino agli anni Sessanta del secolo scorso.

Con l’estinzione della famiglia Cavalcanti, Alessandro, l’ultimo erede, cedette la proprietà a Francesco Maria Mancini, il canonico della Basilica di San Lorenzo. In quegli stessi anni la “veduta” della villa venne immortalata da un’illustre incisione del pittore Giuseppe Zocchi. L’aspetto attuale lo si deve a Giovanni Meyer, fondatore dell’ospedale pediatrico di Firenze.

Nel secondo dopoguerra Villa Castelletti fu acquistata dal Conte Aldo Croff, che assieme alla moglie Angelina, scelse di trasformare gli ambienti dell’antico edificio in un istituto gratuito per l’accoglienza e l’educazione di ragazzi orfani o provenienti da famiglie meno abbienti. Dal 1980 la villa è proprietà della famiglia Allegri, la quale vi ospita importanti iniziative culturali e pubbliche.

Villa Castelletti

L’interno dell’edificio conserva finiture pregevoli databili alla fine dell’Ottocento ed arredi lapidei d’età rinascimentale e tardo manierista, probabilmente frutto di acquisizioni antiquarie. L’ambiente del vestibolo accoglie importanti sculture in terracotta della Manifattura di Signa ed è presente un pavimento in maiolica, il cui linguaggio artistico può essere ricondotto ai primi lavori della Manifattura Chini.

La visita guidata partita dalle sale monumentali al piano terra si è svolta fino all’altana per concludersi con una passeggiata nel suggestivo grande parco, testimonianza del Romanticismo ottocentesco.

Tanti gli aneddoti e le storie di chi questa villa l’ha abitata nei tempi a noi più vicini, che sono stati raccontati agli oltre 900 visitatori dalle giovani guide.