Contatti tra il Ministro degli esteri italiano e quello israeliano. Domani l’Italia si ferma per lo sciopero generale di Cgil e Usb.

La Flotilla ha subito l’arrembaggio e le imbarcazioni sono obbligate ad andare verso il porto di Ashdod. Sembra questo il punto di arrivo, per ora, delle imbarcazioni con il carico di aiuti per la popolazione di Gaza. La situazione è in evoluzione e dalle imbarcazioni ,al momento in cui scriviamo, non arrivano segnalazioni di particolare pericolo. Il Ministero degli Esteri ha diramato una nota del Ministro Antonio Tajani che è stato in contatto con il Ministro degli Esteri israeliano Sa’ar in merito all’assistenza dei cittadini italiani a bordo della Flotilla e che sono stati fermati dalla Marina israeliana.
“L’intero equipaggio delle navi- dice Tajani- sarà trasferito al porto di Ashdod e trattenuto in centri adibiti a tal fine. I membri della Flottilla potranno scegliere tra due alternative. La prima è accettare l’espulsione volontaria immediata, che avverrà nei tempi più rapidi possibili. La seconda è rifiutare l’espulsione immediata, accettando una detenzione in carcere in attesa di rimpatrio forzato: in questo caso, membri della Flottilla dovranno attendere il provvedimento di respingimento dell’Autorità giudiziaria, la cui pronunzia giunge generalmente dopo 48-72 ore. L’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv segue il caso con la massima attenzione e ha già preparato un programma di assistenza consolare“. La vicenda, quindi, ha provocato un passo del governo italiano verso quello israeliano per evitare casi di più difficile gestione. I contatti tra i due Ministri sono un segno di distensione ? Vedremo nelle prossime ore con l’attivazione delle due procedure di cui scrive Tajani. Le reazioni dal bordo delle imbarcazioni sono, tuttavia, calme mentre in Italia le piazze sono tornate ad affollarsi per dare sostegno alla missione.
Lo sciopero del 3 ottobre
La situazione viene seguita con grande attenzione nelle sedi istituzionali italiane, nei partiti e nei sindacati che stanno preparando lo sciopero generale di domani 3 ottobre. La Cgil ha annunciato lo sciopero nazionale di tutti i settori pubblici e privati per l’intera giornata. La decisione, come era prevedibile, ha suscitato prese di posizione da parte del governo. La divisione tra sostenitori della missione umanitaria e la posizione del governo italiano è un dato di fatto che ha spaccato il Paese con il risultato di oscillare tra l’aiuto alla popolazione di Gaza e gli inviti al governo di israeliano a fermare l’invasione. Le ultime ipotesi di accordo non hanno cambiato lo scenario. Il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, sullo sciopero di domani è si è esposto più di tutti. Nella serata di ieri ha diffuso una nota durissima in cui ”valuta la precettazione in vista dello sciopero proclamato per venerdì. L’orientamento della Commissione di Garanzia per gli scioperi, infatti, ha già stabilito che la motivazione addotta dai sindacati non rientra nei casi che giustificano il mancato preavviso”. Ore convulse, quindi, sui territori ma una cosa è certa: lo sciopero avrà luogo.È evidente del resto che è un messaggio anche ai membri della Flotilla alle prese con l’espulsione immediata o il carcere. Anche l’Usb ha proclamato ”la mobilitazione immediata e lo sciopero generale per il 3 ottobre.” Salvini li ha chiamati estremisti, ma loro hanno rilanciato. “Da questo momento- scrivono- chiamiamo ogni lavoratore e lavoratrice, ogni cittadino e cittadina, ogni organizzazione democratica e solidale a bloccare tutto”, scrive il sindacato dopo che la Global sumud Flotilla ” è stata abbordata e aggredita in mare aperto dallo Stato genocida di Israele, mentre era impegnata in una missione civile e pacifica per rompere l’assedio alla Striscia di Gaza e consegnare aiuti umanitari alla popolazione stremata”.


