Foggia, Operazione Hydra: scoperta la rete delle finte cooperative di lavoro

Foggia, Operazione Hydra: scoperta la rete delle finte cooperative di lavoro

19 Dicembre 2019 Off Di Redazione In24

Finte cooperative e finte assunzioni: ecco la rete scoperta dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri di Foggia con l’operazione Hydra: 5 arresti e sequestri per un milione di euro.

Foggia, scoperta la rete delle finte cooperative di lavoro


Una rete di cooperative assolutamente finte, o meglio inesistenti, e tante assunzioni di lavoratori altrettanto inesistenti, messe in piedi solo per frodare l’Inps è stata scoperta a Foggia da Finanza e Carabinieri.

Al termine dell’inchiesta, denominata Hydra, i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza Foggia e del Nucleo Investigativo Carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia hanno eseguito oggi 5 misure cautelari in carcere nei confronti di altrettanti soggetti, componenti di un’associazione a delinquere (art. 416 C.P.) dedita alle truffe ai danni dell’INPS (art. 640 C.P.), all’emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti (D. Lgs. 74/2000) e autoriciclaggio (art. 648 ter C.P.).

Secondo quanto accertato dall’inchiesta, i sodali costituivano finte società cooperative (con sedi legali inesistenti e non operative) che assumevano manodopera, mai di fatto impiegata in attività di lavoro, invero documentata come prestazione d’opera, mai eseguita, a favore di una terza società operativa nel settore della raccolta e smaltimento rifiuti, nei cui confronti venivano quindi fatturate operazioni inesistenti.

Gli stessi lavoratori assunti dalle cooperative venivano poi licenziati in modo da legittimarli a ricevere indennità di disoccupazione; indennità in parte forzatamente consegnata al dominus dell’organizzazione. Fino a 74 i dipendenti assunti e licenziati in un breve lasso di tempo per un danno complessivo all’Inps di €. 500.000 circa.

Fatture vere per lavori falsi, così si risparmiava su imposte e contributi

Le società cooperative emettevano fatture per operazioni inesistenti per il lavoro mai prestato dai propri soci lavoratori a favore della terza società operativa, precostituendo per quest’ultima una voce di costo per la contabilità aziendale utile ad abbattere in modo significativo la base imponibile da porre a tassazione.

Ciò consentiva un netto risparmio di imposta per la società operativa, mentre, parallelamente, le imposte e i contributi previdenziali dovuti dalle cooperative di lavoratori venivano liquidate ma non versate. Tanto meno l’Erario avrebbe potuto esigere tali somme, poiché le società cooperative risultavano non operative e incapienti.

Ammontano a oltre €. 1.850.000 le fatture per operazioni inesistenti emesse e registrate illecitamente, mentre ammonta a oltre €. 750.000 l’evasione di imposta (tra IVA e IRES) calcolata.

Nel corso dell’operazione sono stati inoltre sottoposti a sequestro:

  • 16 immobili (tra appartamenti, box e locali) siti in Pescara, Rodi Garganico, Torremaggiore e San Paolo di Civitate (FG), per un valore complessivo di €. 1.100.000;
  • Beni/valori ed altre utilità fino alla concorrenza “per equivalente” per €. 1.000.000 circa.
  • Polizze assicurative e fideiussorie;
  • Conti correnti (in fase di quantificazione);
  • 1 autocarro ed 1 motociclo intestati ad una delle società interessate dai provvedimenti;
  • 3 società nelle quali venivano fatti confluire i proventi delle truffe per essere reinvestiti in diverse operazioni immobiliari, configurando di tal che condotte di autoriciclaggio.

In dettaglio, una di queste tre società, intestata a soggetto prestanome (anch’egli in manette nell’operazione di oggi), riceveva, tramite bonifici bancari, pochi giorni prima dell’acquisto di un immobile, le somme necessarie per perfezionare la compravendita. Capitali che derivavano dal mancato pagamento dei contributi previdenziali e dalle somme versate a queste dalla società operativa a fronte delle numerose fatture emesse per prestazioni d’opera inesistenti.

Delle tre società, due hanno cessato, nel frattempo, l’attività, mentre una terza, l’unica attualmente operativa, verrà affidata ad un amministratore giudiziario individuato e nominato dal Tribunale.