Formula 1 2020, al GP Austria Bottas vince la prima gara post coronavirus

Formula 1 2020, al GP Austria Bottas vince la prima gara post coronavirus

06 Luglio 2020 0 Di Pietro Nigro

F1: in Austria Bottas vince il primo gran premio posto coronavirus, Ferrari-show con Leclerc: il monegasco secondo in rimonta: Hamilton solo quarto, delude Vettel, decimo.

Formula 1, Bottas vince il GP Austria

Dopo sette mesi di assenza, complice anche la lunga chiusura da coronavirus, la Formula 1 2020 riparte tra mascherine, tribune deserte, spettacolo e qualche sorpresa. A cominciare dal vincitore: il secodo pilota Mercedes Valtteri Bottas fa festa grande nello stesso giorno in cui i piloti si mettono (o sencondo alcuni sono stati “convinti” a mettersi) in ginocchio nel presunto nome dell’antirazzismo.

Finalmente il Circus della velocità post-Covid ricomincia dopo il Gp abortito a marzo in Australia: teatro della ripartenza della Formula 1 sono le montagne austriache, con il circuito dello Spielberg senza pubblico riempito solo dal suono dei motori e dagli addetti ai lavori in formato ridotto.

Prima del semaforo verde 14 piloti su 20 si mettono in ginocchio contro il razzismo e con indosso una maglia nera con la scritta ‘end racism’.

Completamente oscurato in pista, ma ben in vista sotto i riflettori proprio per la questione razzismo, il compagno e campione del mondo Lewis Hamilton. L’inglese è solo quarto al traguardo per una penalizzazione di 5” nel finale di gara inflittagli per aver speronato la Red Bull di Alexander Albon.

Ma la Ferrari ci sta, grazie al bravissimo Charles Leclerc, che invece di inginocchiarsi (e prendersi incomprensibili critiche) svolta all’ultimo minuto una gara che sembrava destinata ad un grigio finale e che invece si conclude sulla seconda piazza del podio. Anche grazie a una stupefacente serie di sorpassi ai danni della Racing Point di Perez e della McLaren di Norris che a sua volta chiuderà terzo sul podio.

Da dimenticare la prestazione di Sebastian Vettel, mai in ‘gara’ e autore di brutto testa coda che ne pregiudicherà qualsiasi speranza: il decimo posto non fa onore al quattro volte iridato che alla fine dell’anno lascerà la scuderia di Maranello lasciando il posto a Carlos Sainz Junior ottimo quintoi con la sua McLaren.

Quando si parte è Bottas a prendere il largo subito grazie anche alla penalità sulla griglia per Hamilton che è costretto a scattare quinto e non secondo per non aver rispettato la bandiera gialla nelle qualifiche di sabato. Con le Ferrari nelle retrovie, a dare fastidio alle Mercedes ci pensa la Red Bull di Verstappen, ma l’irruenza dell’olandese dura poco: all’undicesimo giro il ‘new generation’ è tradito dalla sua auto ed è costretto ad un mesto ritiro.

Ragion per cui Bottas può dormire sogni tranquilli con Hamilton a distanza di sicurezza e i vari Sainz, Perez e Noris non certo in grado di raggiungerlo. Leclerc staziona in sesta-settima posizione, mentre Vettel non si scolla dalla decima piazza.

Al 26/o giro, incidente alla Haas di Magnussen, e parte la serie infinita delle safety-car (ben tre) che nel finale di gara rivoluzionano le posizioni, permettendo alla Ferrari di Leclerc di scalare in pochi giri dalla quinta alla seconda posizione.

Alla fine sorride anche Norris che con la sua McLaren conquista al pari della Rossa un podio insperato. Deve recriminare invece Hamilton che sciupa tutto nel voler resistere a tutti i costi all’incursione di Albon.

GP Austria, chi ha vinto e chi a perso

Inizio con il botto per la Formula 1 con non poche sorprese dunque al GP di Austria. Ecco allora chi ha vinto e chi ha perso al circuito dello Spielberg.

Tra i vincitori, senz’altro Lando Norris: il britannico è stato uno dei protagonisti, aprendo ai fan le porte della sua vita attraverso i social media e aumentando la sua già fiorente legione di supporters. “Non riesco a credere di essere passato da uno streamer @Twitch a tempo pieno al terzo più giovane podio di Formula 1 in pochi giorni”, ha twittato Lando Norris la mattina dopo il sensazionale risultato del giorno prima. Il pilota che l’anno scorso è stato tanto, e forse troppo all’ombra di Carlos Sainz, che l’anno prossimo dovrebbe correre con la Rossa, ha dimostrato alla McLaren che potrebbe essere lui la stella su cui puntare.

Tra i perdenti, invece, Max Verstappen, che tanti avrebbero voluto, se non capione del mondo, almeno titolare di una tripletta di vittorie in Austria. Invece, questo fine settimana ha deluso parecchie aspettative, con una prestazione forte in qualifica e con un buon piazzamento in partenza, al secondo posto in griglia, dopo la penalizzazione di Lewis Hamilton che non ha rallentato davanti alle bandiere gialle nelle qualifiche, e ha tenuto il passo dietro al leader della corsa Valtteri Bottas. Un problema elettrico gli ha tolto una presumibilmente facile vittoria, con il team Honda che ora lavora per capire cosa sia andato storto. L’unica grazia salvifica, forse, è che il campione in carica Hamilton si è classificato solo al quarto posto, riducendo il danno punti – ma per Verstappen resta un’enorme opportunità persa.

E tra i vincitori entra di diritto anche Charles Leclerc, che si è detto giustamente “fortunato” per il risultato del weekend, ma a cui va tributato anche il merito di aver conquistato il podio con una Ferrari pressoché identica a quella che ha corso nei test pre-stagionali perché il team aveva ancora bisogno di studiare e sviluppare la nuova vettura, che dovrebbe essergli consegnata solo al GP di Ungheria. Eppure, nonostante una serie difficile di sessioni di prove e una dura qualifica, ha ottenuto il massimo dalla macchina e ha svolto una gara molto pulita – a differenza del compagno di squadra Vettel. Una strategia perfettamente eseguita e un buon uso delle gomme fresche nella fase finale gli hanno permesso di lottare per il secondo posto. Una prodezza notevole dato che era quasi un secondo fuori dalla pole in qualifica.

Tra i perdenti, invece il team Haas, condannato dai freni e dalla loro defaillance a sfigurare in un circuito dove di solito la Red Bull va molto bene. Intendiamoci, l’auto a detta di molti è migliore delle attese, ma il giorno dell’esordio in gara si sono surriscaldate entrambe le vetture, provocando vistosi problemi in frenata sia per Romain Grosjean che Kevin Magnussen: pessimo inizio dunque per il team Usa, per la sesta volta consecuitva a secco di punti tra la scorsa stagione e questa.