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Francesca Albanese e il “monito” ai giornalisti. Ancora un attacco alla stampa

Francesca Albanese e il “monito” ai giornalisti. Ancora un attacco alla stampa

30 Novembre 2025 Off di Nunzio Ingiusto

Ci sono parole che quando vengono pronunciate hanno il solo scopo di essere commentate. Vengono dette per farsi notare, per aumentare la visibilità, attirare l’attenzione più su se stessi che sui temi ai quali si riferiscono. È narcisismo puro, dicono gli psichiatri. Le parole pronunciate da Francesca Albanese, referente Onu per la Palestina, sulla devastazione della redazione de La Stampa, probabilmente avevano queste finalità. In una dichiarazione pubblica la dottoressa Albanese ha condannato l’assalto a La Stampa, ma ha aggiunto che simili azioni devono servire da monito ai giornalisti affinché tornino “a fare il proprio lavoro”. E già qui non ci siamo.

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Su X ha poi scritto: “la rabbia verso un sistema mediatico che distorce la realtà in Palestina è comprensibile, ma la violenza – anche dentro un sistema violento – finisce per rafforzare chi ci opprime.” E riferendosi alla manifestazione Pro Pal di Torino:  “oggi lo vediamo: le migliaia di piazze che ieri hanno detto NO all’economia di guerra, in Palestina e nel mondo, rimangono oscurate da questa singola notizia “. No, non ci sono doppiezze nel riportare i fatti e bisognerebbe rispettare il lavoro di chi cerca di raccontarli al pubblico. Le manifestazioni hanno avuto spazio adeguato e fingersi vittime non aiuta a difendere chi è sotto attacco da mesi e mesi. Anche noi aggiungiamo la solidarietà ai colleghi de La Stampa. Ma nel giorno in cui i giornalisti erano in sciopero per la libertà di stampe e il diritto dei cittadini a essere informati, come si fa a non  scrivere di facinorosi  che devastano una redazione e lasciano scritto: “Giornalista terrorista, sei il primo della lista” ? A Francesca Albanese non piace ? Le squadracce fasciste del Ventennuo  compivano le stesse identiche azioni. Albanese non sa che i giornali in tutto il mondo sono presidi di libertà ? Che essa stessa si è guadagnata la fama di polemista grazie a testate che ne hanno riportato le idee senza nessuna limitazione ? E qualche direttore si ricrederà pure. Albanese sa che quel “tornino a fare il proprio lavoro ” ha avuto valore quando i giornali hanno riportato i suoi interventi ? Che a Gaza, sempre nel fare ” il proprio lavoro” sono morti 260 giornalisti ?  Non vogliamo credere che Albanese ignori tutto questo. È contro la violenza e per la democrazia ?  Bene, ma doveva evitare quella parola “monito” ? E poi da chi ? A chi ? A un giornale che, come ha ricordato Enrico Borghi di Italia Viva, negli anni del terrorismo ha pagato un prezzo altissimo con l’uccisione del vicedirettore Carlo Casalegno ? No il pulpito è tristemente squalificato. Narcisismo. Conclusione: se la dottoressa Albanese aveva desiderio di fare notizia, ci è riuscita. Al punto da farsi ricordare da Giorgia Meloni che “ la libertà di stampa è un pilastro della nostra democrazia e va difesa sempre, senza ambiguità ”.Harakiri perfetto. Non c’è altro da aggiungere.

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