Francia, Emmanuel Macron vince le elezioni e diventa Presidente dela Repubblica

Francia, Emmanuel Macron vince le elezioni e diventa Presidente dela Repubblica

07 Maggio 2017 0 Di Pietro Nigro

Presidenziali in Francia, già dalle proiezioni Macron vince le elezioni. Marine Le Pen ammette la sconfitta. Congratulazioni dai leader europei.

Francia, Macron vince le elezioni

Francia elezioni MacronGià le prime proiezioni del voto per le elezioni presidenziali in Francia dicono che Emmanuel Macron ha battuto Marine Le Pen ed è il 25esimo Presidente della Repubblica (ottavo della Quinta repubblica).

Con lui vince una visione più filo europeista della politica francese e perde l’euroscetticismo della sua rivale, che comunque ha ottenuto un risultato largamente sorprendente.

Entrambi i contendenti al ballottaggio, inoltre, per la prima volta nella storia della Quinta repubblica rappresentano formazioni politiche esterne all’alveo dei partiti tradizionali.

Il divario dei voti, secondo i sondaggisti e le proiezioni diffuse già alla chiusura dei seggi alle 20, è notevole: 65,1, o addirittura 65,5 per cento per Macron e 34,5, massimo 34,9 per la Le Pen.

Alla fine, dai dati del ministero degli Interni, emerge che su 46,3 milioni di elettori francesi, Macron ha ottenuto 20.257.167 voti, mentre la Le Pen ha ottenuto 10.584.646. A crescere, tuttavia, è stata l’area del non voto, con 11.416.454 votanti e “solo” 34.887.208 votanti, oltre a 2.989.270 di schede bianche e 1.056.125 schede nulle. Insomma, il tasso di partecipazione degli elettori si è fermato al 75,34 per cento, contro il 78,69 per cento del primo turno.

 

E infatti la 48enne leader del Front National ha presto riconosciuto la vittoria dell’avversario ed ha annunciato la sua intenzione di rappresentare la vera opposizione al nuovo Presidente, alla guida di un partito comunque da riformare e miglioraree forse anche da ribattezzare con un nuovo nome.

Il divario è di gran lunga superiore a quel 20 per cento che veniva accreditato dai sondaggi dei giorni precedenti, e su cui peraltro incideva anche l’incognita degli indecisi.

 

Macron, presidente giovane e tecnocrate

Il nuovo Presidente Macron, che ha 39 anni, è destinato ad essere il governante più giovane della storia francese dai tempi di Napoleone.

Macron non ha mai avuto incarichi elettivi, ma è stato per due anni ministro dell’economia nella fallimentare esperienza del governo socialista di Francois Hollande. E’ un economista che viene dalla Ecole Nationale d’Administration, ed ha un passato da banchiere d’affari.

Ma un anno fa ha troncato con i Socialisti ed ha fondato un suo movimento, En Marche, riuscendo in dodici mesi ad arrivare alla Presidenza con programmi e slogan “centristi” e soprattutto sbaragliando i “partiti tradizionali”.

E il primo scopo di Macron sarà proprio di tenere al centro la barra del governo, assicurandosi una adeguata maggioranza alle prossime elezioni parlamentari. Obiettivo non del tutto facile per un partito che non ha neanche un anno di vita e che, se non conquista seggi al Parlamento, rischia di trovarsi impossibilitato a governare.

Ma in questa campagna elettorale, e ancor più dopo la vittoria, Macron ha incassato e sta incassando il sostegno di tanti leader ed esponenti istituzionali. Tra gli altri, il primo ministro socialista Bernard Cazeneuze ha dichiarato che la Francia “ha scelto di tenere il suo posto nel cuore dell’Europa”.

 

Marine Le Pen si prepara all’opposizione

Elezioni Francia Marine Le Pen

Marine Le Pen ha immediatamente ammesso la sua sconfitta e la vittoria dell’avversario, ma ha anche annunciato la sua volontà di non deporre le armi. Anzi, ha assicurato che il Front National, che dovrà essere opportunamente riorganizzato, sarà la vera forza di opposizione.

A queste elezioni, comunque, il Front National ha ottenuto un risultato assolutamente eccezionale: è passato da forza politica “marginale” e soprattutto “marginalizzata” della politica francese a contendente alla Presidenza.

E soprattutto ha mostrato in tutta la sua evidenza la profonda spaccatura dell’elettorato francese, che ha voltato completamente le spalle alla politica tradizionale per votarsi al “nuovo”.

Soprattutto, la Le Pen ha fatto preoccupare non poco l’establishment e gli ambienti finanziari internazionali ma ha raccolto larghissimi consensi tra gli strati sociali più poveri della popolazione francese, tra gli operai e tra i disoccupati e nelle aree rurali del Paese.