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Gaza: il silenzio sulla protesta dei funzionari Ue

Gaza: il silenzio sulla protesta dei funzionari Ue

04 Settembre 2025 Off di Redazione In24

1700 alti funzionari scuotono l’Unione sul dramma di Gaza. Rischiano sanzioni ma poco si è mosso

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É un atto senza precedenti, eclatante che si affianca alla mobilitazione internazionale per Gaza ma indefinito nella sua efficacia, finora, tranne una minima adesione in Irlanda.

1700 funzionari Ue hanno scritto nei giorni scorsi a Ursula von der Leyen e alla Rappresentante dell’Unione per la Politica Estera, Kaja Kallas. Un gesto straordinario che espone i firmatari a pesanti sanzioni da parte della Commissione. Evidentemente l’hanno messo nel conto, la loro iniziativa è meritoria sebbene non abbia determinato ancora risultati veri. Ovvio che spetta alla politica muoversi, ma la negligenza è palese.

La notizia della lettera è stata diffusa in modo ampio e da sostegno a chi si sta mobilitando per gli aiuti e contro i progetti israeliani. Nella lettera i funzionari scrivono che siamo alle soglie dell’annientamento della popolazione, che i lanci aerei sono palliativi e che l’Europa deve interrompere la cooperazione con Israele. “In qualità di funzionari di queste istituzioni siamo orgogliosi di difendere i valori dell’Unione europea: dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, Stato di diritto e rispetto dei diritti umani. Questi valori hanno spinto un numero crescente di funzionari dell’UE a denunciare senza sosta la situazione negli ultimi 19 mesi, e ancora di più oggi, in un momento in cui è urgente agire e il silenzio equivarrebbe a complicità. Il blocco in corso degli approvvigionamenti di generi alimentari, latte in polvere e forniture mediche a Gaza non è solo una profonda tragedia umanitaria, ma anche una prova decisiva per le fondamenta morali e politiche della nostra Unione, principi senza i quali il progetto europeo stesso perde di significato e legittimità.” Parole che possono essere pronunciate da pacifisti o leader politici ma infrequenti da parte di dirigenti di uffici di Bruxelles.

Il documento da quando è uscito ha aperto anche una discussione sul fatto che i diplomatici delle istituzioni europei debbano svolgere i loro compiti in modo imparziale e leale. Non davanti a tragedie umanitarie che chiamano in causa un’istituzione pacifica come quella europea. Tuttavia,  i 1700 hanno precisato che non intendono intromettersi nella politica in senso “partitico”, ma segnalano il fatto che la situazione rende impossibile svolgere i loro doveri istituzionali senza violazione del diritto internazionale. Il sasso lanciato è caduto in una disattenzione che si spera sia presto abbandonata. Ca detto che il potere dei funzionari europei è enorme soprattutto se posto in relazione all’inesperienza di molti eletti al Parlamento europeo o di Commissari espressione di accordi politici ciechi davanti a fenomeni che invece reclamano giustizia e dignità. La lettera è oggettiva e può produrre effetti sugli organismi politici, ma il tempo per vederli, gli effetti, non può essere stabilito dai firmatari.

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