Genova, omaggio di Mattarella e Conte alle vittime del Ponte Morandi

Genova, omaggio di Mattarella e Conte alle vittime del Ponte Morandi

14 Agosto 2019 0 Di Pietro Nigro

Primo giorno di commemorazione delle vittime del crollo del Ponte Morandi a Genova. Il saluto di Mattarella e Conte ai parenti.

Ponte Morandi, Genova ricorda le vittime

Sono stati scanditi uno ad uno, durante la messa che il cardinal Angelo Bagnasco ha voluto celebrare nel capannone davanti al pilone 9 del vaidotto Polcevera, i nomi dei 43 morti nel crollo che un anno fa ha abbattuto a Genova il Ponte Morandi.

Ad ascoltarli, insieme ai parenti delle vittime, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il premier Giuseppe Conte, i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, altri rappresentanti del governo e delle altre massime istituzioni dello Stato.

E alle 11.36, momento esatto del crollo, Genova si è fermata per un minuto di raccoglimento. A rompere il silenzio soltanto il suono delle campane delle chiese della città, insieme al fischio delle sirene delle navi attraccate al porto.

“A distanza di un anno dal tragico crollo del ponte Morandi Genova è qui, e con noi prega per le vittime, angeli della Città. – ha detto nell’omelia il cardinal BagnascoLi pensiamo nella luce, tra le braccia di Dio; e con gli occhi della fede li vediamo affacciarsi dalla finestra del cielo mentre pregano per i loro cari, per tutti noi: Genova non li dimenticherà mai”.

“Abbiamo stampata nell’anima anche una luce che ha sfidato l’oscurità di quei momenti funesti – ha detto Bagnasco – una luce che man mano si è ingrandita, che si è fatta largo tra le macerie alla ricerca di vita: è la luce dei soccorritori sbucati da ogni dove, come se fossero miracolosamente pronti ad essere presenti e operativi. E’ stato solo dovere? No, è stato anche amore. Era la luce dell’amore che da quelle macerie è scaturita insieme all’immenso dolore”. “E quell’amore – ha rilevato – si rivestiva di perizia, di speranza, di ostinato coraggio, di sacrificio, che è l’altro nome dell’amore. A tutti – dalle forze dell’ordine ai vigili del fuoco, dalle istituzioni pubbliche alle diverse organizzazioni, dal mondo delle professioni ai molti volontari – rinnoviamo gratitudine; essi hanno espresso l’anima di Genova, la sua forza di non piegarsi, di non arrendersi, la coriacea volontà di rinascere. E così è!”.

Mattarella: Nulla può estinguere il dolore. I parenti delle vittime contestano i vertici di Atlantia

Il capo dello Stato, che ha incontrato una delegazione dei parenti delle vittime e una rappresentanza del personale di soccorso operativo in quel giorno, ha affidato il suo pensiero ad una lettera inviata al quotidiano genovese ‘Il Secolo XIX’.

“Nulla può estinguere il dolore di chi ha perso un familiare o un amico a causa dell’incuria, dell’omesso controllo, della consapevole superficialità, della brama di profitto” – ha detto – “Tragedie come quella del Ponte Morandi non devono ripetersi mai più. La presenza, oggi, delle più alte istituzioni a Genova ha il significato di testimoniare unanime sostegno, non solo a parole, a una città e alla tenacia dei suoi abitanti che hanno diritto alla rinascita economica e sociale”.

A rispondere per tutti i parenti, Egle Possetti, presidente del Comitato Familiari Vittime del Morandi.

“Non possiamo pensare di non poter più abbracciare i nostri cari, la loro unica colpa è stata quella di trovarsi lì in quel momento. Una condanna a morte senza possibilità di appello”, ha detto. “Chiediamo un segnale concreto ai nostri rappresentanti, affinché i cittadini vengano tutelati. Bisogna gestire con attenzione i beni pubblici e potenziare la vigilanza. Chiediamo ai cittadini di essere vigili ed attenti, di tenere viva la coscienza civile per stimolare le azioni concrete della classe politica. La parola principale del nostro Paese deve essere prevenzione”. “Continueremo a lottare con determinazione cercando la verità, perché noi queste 43 vittime non le dimenticheremo mai”, ha concluso.

I vertici di Atlantia allontanati su richiesta dei parenti delle vittime

Intanto, alla cerimonia sono intervenuti anche io vertici di Atlantia, la società proprietaria di Autostrade per l’Italia, concessionaria dell’autostrada di cui faceva parte il Ponte. Si tratta di Fabio Cerchiai e Giovanni Castellucci, rispettivamente presidente e amministratore delegato della società, che erano stati invitati dal sindaco di Genova Marco Bucci.

Ma la loro presenza non è stata apprezzata dai parenti delle vittime: Alcuni di loro hanno chiesto al premier Giuseppe Conte di invitare i due manager ad allontanarsi, cosa che i due hanno fatto poco dopo.

“La loro presenza è stata perlomeno una cosa molto indelicata” ha detto Giuseppe Matti, padre di Luigi, morto nel crollo di Genova. “Non era opportuno che venissero, non si sono fatti sentire per un anno, neanche un telegramma, un messaggio, niente – ha spiegato – A me l’unica cosa che interessa è che sia fatta giustizia per queste vittime”.

“Abbiamo sentito il dovere morale di essere presenti con una rappresentanza dei vertici aziendali” – hanno affermato poi in una nota Autostrade per l’Italia e Atlantia. – “Preso atto della richiesta di non partecipare alla funzione proveniente da alcuni familiari delle vittime, che ci è stata resa nota dalla Presidenza del Consiglio abbiamo ritenuto di seguire la funzione religiosa dalla Direzione di Tronco di Genova affinché questo importante momento di raccoglimento e ricordo non venisse perturbato da qualsiasi forma di polemica”.

Conte: Genova ha riacceso la speranza e ridato speranza a un Paese intero

Alla cerimonia hanno partecipato i massimi vertici del governo in carica, sebbene dilaniato dalla crisi in atto.

“Genova oggi è simbolo di volontà di rinascita e forza d’animo” ha affermato il premier Giuseppe Conte durante la cerimonia di commemorazione. “Genova precipitata nell’ora più buia ha riacceso la luce e ridato speranza a un Paese intero e non cesseremo mai di invocare giustizia” per le vittime.

E la crisi di governo ha allungato le sue ombre sulla cerimonia di genova. “Oggi si stanno commemorando le vittime perché qualcuno non ha fatto il proprio dovere – ha osservato il vicepremier Luigi Di Maio lanciando una evidente stoccata al leader della Lega – Il nostro dovere, invece, è fare in modo che tragedie come questa non accadano mai più”.

E l’altro vicepremier, pure presente a Genova, gli ha risposto. “La richiesta di giustizia delle famiglie delle vittime è la richiesta di tutta l’Italia” ha rimarcato Matteo Salvini.

La crisi di governo, comunque, “non ostacolerà la ricostruzione. Ho avuto nei giorni scorsi la rassicurazione dal governo che ci sarà e che avremo il loro supporto e che sarà continuo” ha spiegato il sindaco Marco Bucci, a margine della cerimonia. I lavori per la ricostruzione “procedono e sono convinto che a fine aprile ci sarà il nuovo ponte”.