Germania, i Socialdemocratici alzano il prezzo per la Grosse koalition

Germania, i Socialdemocratici alzano il prezzo per la Grosse koalition

10 Gennaio 2018 0 Di Pietro Nigro

Germania, proseguono le trattative ufficiose tra Cristianodemocratici e Socialdemocratici per la Grosse koalition: per la Merkel la strada è tutta in salita e Schultz gioca al rialzo.

Grosse koalition, strada in salita per la Merkel

Si presenta tutta in salita la strada che Angela Merkel deve percorrere per riuscire a chiudere la ennesima Grosse koalition tra il suo partito, i Cristiano democratici della Cdu, gli alleati gemelli della Csu bavarese e i Socialdemocratici: alla vigilia dell’avvio di negoziati ufficiali, infatti, gli unici possibili alleati della Cancelliera che ha vinto solo a metà le ultime elezioni sembrano nicchiare, o forse stanno solo alzando il prezzo.

E già, perché la Cancelliera si ritrova – mai come questa volta – in una posizione di estrema debolezza, sua, del suo partito e in prospettiva perfino per la Germania, mentre tutta Europa aspetta con ansia la nascita del suo governo per portare avanti i negoziati sulla Brexit, le trattative sulla riforma dell’Euro e tutti gli altri fascicoli aperti sui tavoli della diplomazia europea.

Ma purtroppo, le elezioni politiche, con il loro modesto risultato per la Cdu, risalgono ormai allo scorso settembre, e da allora la Cancelliera nulla è riuscita a combinare per formare il suo nuovo Esecutivo. E la Merkel ha ormai margini di manovra sempre più stretti. Saltate le ipotesi di coalizione “Giamaica”, e a meno di non allearsi con scomodi alleati di destra, l’unica alternativa resta quella di ritentare una Grosse koalition con l’Spd di Martin Schultz, che a sua volta sa benissimo di essere l’unico candidato e prova a farsi prezioso per passare all’incasso del massimo dividendo politico possibile. Ma a nessuno sfugge che è stata proprio la precedente Grosse Koalition che ha dissanguato i bacini elettorali dei due maggior partiti, la Cdu e la Spd, e a provocare le emorragie di voti a beneficio dell’estrema destra di Afd alle ultime elezioni di settembre.

Si spiegano così, gli atteggiamenti disfattistici e pessimistici sfoderati per l’occasione da vari esponenti dell’Spd negli incontri informali di questi giorni a Berlino e che si dovrebbero concludere domani, quando i vertici della Spd dovranno decidere se aprire ufficialmente una trattativa o no. E soprattutto dovranno convincere i membri del partito della sua opportunità.

“L’atmosfera è come il tempo”, ha detto oggi ad esempio Ralf Stegner, uno dei vice leader della SPD, guardando il cielo nuvoloso sopra Berlino. E lo stesso leader Martin Schulz ha aggiunto: “Sarà una lunga giornata”. “Abbiamo molto lavoro davanti a noi oggi e domani”, ha detto a sua volta il ministro delle finanze conservatore Peter Altmaier.

Il problema è che, sia tra le file dei Cristianodemocratici che tra quelle dei Socialdemocratici, sono in molti a diffidare sulla opportunità di riproporre ancora una volta quella Grosse koalition che ha portato i due contraenti e soprattutto la Spd alla peggiore debacle elettorale degli ultimi decenni.

E se la diffidenza dovesse avere il sopravvento, allora per la Cancelliera non resterebbe che una strada obbligata: formare un governo di minoranza o riportare il Paese alle elezioni.