Germania, rebus governo per la Merkel. Troppo successo per Afd

Germania, rebus governo per la Merkel. Troppo successo per Afd

26 Settembre 2017 0 Di Pietro Nigro

Germania: dopo le elezioni shock, la Merkel alle prese con la difficile coalizione di governo e i leader di Afd si dividono dopo il successo.

Germania, la Merkel alle prese con il rebus governo

Deve risolvere un vero rompicapo la Cancelliera Angela Merkel, alle prese con gli “strani” risultati elettorali usciti dalle urne dopo le elezioni di domenica scorsa in Germania.

La Cdu della Merkel, è vero, resta il primo partito. E questo significa che alla Merkel tocca, per la quarta volta, il cancellierato. Ma il partito ha avuto il risultato peggiore della sua storia. Giocoforza, dunque, in un sistema proporzionale come quello tedesco, dover cercare alleanze per formare l’Esecutivo.

E qui cominciano i grattacapi della Kanzlerin. Finora, infatti, la Cdu e i suoi storici alleati della Csu bavarese hanno tenuto in piedi la Grosse Koalition con i Socialdemocratici della Spd. Ma la Sinistra ha avuto una batosta anche peggiore, toccando il livello più basso dal 1933. Insomma, un disastro non solo in termini di numeri, ma soprattutto di contestazione dell’elettorato alla politica del partito. E poiché Martin Schultz, che ha lasciato il Parlamento Europeo proprio per tentare di salvare il partito, porta sulle spalle tutto il peso della sconfitta e paga il prezzo di un governo in tandem con la Merkel che non è piaciuto agli elettori.

Insomma, è lo zoccolo duro dell’elettorato popolare che gli ha voltato le spalle. Di qui forse la decisione che Schultz ha comunicato già domenica sera: Stop alle alleanze con la Cdu, si va all’opposizione.

Problema non da poco per la Merkel, che, se Schultz non cambia idea, ora non ha a chi votarsi per formare un governo stabile.

E’ escluso che la Cdu possa tentare accordi con la emergente Destra populista, entrata trionfalmente in Parlamento con il 12,6 per cento dei voti e con quasi 100 deputati proprio grazie al milione di voti tolti alla Merkel.

Ed è esclusa anche qualsiasi ipotesi con i lontanissimi neocomunisti, anch’essi entrati in Parlamento grazie ai voti raccolti soprattutto nella Ex Germania est.

E di alternative non ne restano altre, se non i Liberal-democratici di Fpd, resuscitati dopo cinque anni di assenza dal Parlamento e portatori appunto di istanze ultra liberiste. Fermamente contrari all’idea di Europa che la Merkel vorrebbe battezzare insieme ad Emmanuel Macron, e contrarissimi alla spesa sociale così com’è in Germania. E perciò inconciliabili con l’altro partito disponibile per il Governo, quei Verdi che su punti come immigrazione, politiche fiscali, Europa e ambiente sono esattamente agli antipodi.

Insomma, un rebus di difficile soluzione.

 

Afd, la Destra vince e inizia a litigare

Intanto, sono cominciati prima del previsto i contrasti ai vertici di Afd, il partito che è il vero trionfatore di queste ultime elezioni in Germania. Ma che è anche un partito giovanissimo, e soprattutto molto composito, formatosi con attivisti e leader che vengono dalle più disparate storie politiche e che, al pari dell’italiano Movimento 5 Stelle, attira elettori da destra, da sinistra e anche dal centro.

A chiamarsi fuori dalla festa, neanche due giorni dopo la storica vittoria, è Frauke Petry, portavoce di Alternative fuer Deutschland ed esponente dell’ala più moderata. La Petry viene in realtà da mesi di contrasti con gli altri leader di Afd, perché ha sempre sostenuto la necessità di tenersi su una linea più morbida proprio per aprirsi ad eventuali alleanze di governo.

Contrasti che sono esplosi proprio in questi giorni successivi alla storica vittoria. Le dimissioni della Petry arrivano infatti dopo che diversi esponenti hanno criticato le sue dichiarazioni di lunedì. “Non siederò nel Bundestag con gli altri eletti di Afd, perché il partito è troppo anarchico e non ha un programma organico e riconoscibile”, ha detto ieri. Di qui la richiesta degli altri maggiorenti del partito di togliersi di torno.

Il marito, Marcus Pretzell, che a sua volta è un esponente di primo piano di Afd nell’importante regione del Nord Reno-Westfalia e un neoeletto al Parlamento, potrebbe seguirla in questa decisione.

E la spaccatura tra moderati ed estremisti potrebbe anche accentuarsi. L’altra primadonna del partito, Alice Weidel (nella foto insieme alla Merkel), prova a buttare acqua sul fuoco ed assicura che divergenze riconoscibili nel neo costituito gruppo parlamentare ancora non se ne vedono. Ma intanto anche quattro deputati nell’assemblea regionale del Mecklenburg-Vorpommern che hanno già annunciato la loro fuoriuscita, e qualche altro collega potrebbe seguirli in altre regioni.