Giappone, l’ultimo giorno dell’Imperatore Akihito

Giappone, l’ultimo giorno dell’Imperatore Akihito

30 Aprile 2019 0 Di Pietro Nigro

È l’ultimo giorno da imperatore del Giappone: dopo 30 anni di regno, Akihito ha celebrato i riti sacri connessi alla sua abdicazione e al passaggio del potere al figlio Naruhito.

La cerimonia, ammantata di sacro per il carattere religioso della figura dell’imperatore, è semplice ma articolata in diversi momenti.

Per la cerimonia l’imperatore ha indossato un antico abito di colore arancione scuro, chiamato “Korozen no goho” che risale al nono secolo.

Dapprima il sovrano si è recato nei santuari del palazzo imperiale in segno di rispetto a Amaterasu, la divinità del sole da cui si ritiene discenda la famiglia imperiale, e per pregare per le anime degli antenati.

Akihito ha anche letto un testo in giapponese antico per annunciare loro l’imminente abdicazione.

La cerimonia ufficiale ha una durata breve, di appena 10 minuti, e si è tenuta nella prestigiosa Sala dei Pini del Palazzo imperiale di Tokyo, alle 17 ora locale, le 10 in Italia.

Akihito è il primo della sua dinastia ad abdicare

L’abdicazione, che Akihito ha annunciato sin dal 2016, e denominata ‘Taiirei-Seiden-no-gi‘, si tiene per la prima volta in 202 anni di storia della casa regnante.

Due dei ‘Tre sacri tesori’, una spada e una gemma, vengono trasportati dai ciambellani di corte e posti su un banco assieme ai fregi imperiali utilizzati dal monarca nelle cerimonie ufficiali. Domani essi saranno consegnati al successore.

Centinaia di persone comuni hanno atteso all’esterno del palazzo, mentre all’interno, il premier Shinzo Abe, in rappresentanza del popolo, ha ringraziato l’imperatore abdicante per il suo lungo regno.

Al termine. Akihito ha pronunciato il suo ultimo discorso da reggente.

Alla abdicazione hanno presenziato oltre 300 persone, le più alte cariche istituzionali, i membri dell’esecutivo e i vertici del Parlamento e della Suprema Corte di giustizia.

Alla cerimonia, durata complessivamente oltre un’ora, hanno presenziato anche i componenti della famiglia reale. Tra loro il figlio più giovane dell’imperatore, il principe Fumihito, 53 anni, e sua moglie, la principessa Kiko, 52.

Assenti invece la moglie dell’imperatore, la imperatrice Michiko, che ha 84 anni ed ha varie sofferenze alla gola e alle braccia, e la principessa Masako, 55.

Conclusa la cerimonia ufficiale nella sala Matsu no Ma, a partire dalla mezzanotte di oggi l’imperatore cessa definitivamente le sue funzioni e viene definitivamente sostituito dal successore.

Salito sul trono del Giappone nel 1989, Akihito è stato il primo a diventare imperatore con il solo titolo di “simbolo dello stato”, senza alcun potere effettivo, come stabilito dalla nuova Costituzione introdotta alla fine della Seconda guerra mondiale.

Nel 2016, in uno dei suoi rarissimi messaggi video, Akihito ha manifestato il suo desiderio di abdicare dal momento che l’avanzare dell’età poteva impedirgli di adempiere a tutti i suoi doveri istituzionali.

L’anno successivo il Parlamento giapponese ha approvato una legge speciale per consentirgli questo passo.

Domani il successore eredita i simboli del potere regale

Nella giornata di mercoledì, a partire dale 10.30, si tiene il secondo atto della cerimonia di successione, la “Kenji to Shokei no gi”.

Il nuovo imperatore riceverà i regali tradizionali, cioè i simboli del suo potere imperiale.

Si tratta dei “Sanshu no Jingi” che comprendono anche la spada e il gioiello sacri, prova della sua salita al trono del crisantemo.

Successivamente nella cerimonia detta di “Sokui go Choken no gi” il nuovo imperatore avrà il suo primo incontro con il Primo ministro Abe e con le altre autorità pubbliche.