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Giornalisti minacciati. Lettere al Tempo e a Libero

Giornalisti minacciati. Lettere al Tempo e a Libero

22 Agosto 2025 Off di Nunzio Ingiusto

No, così proprio non va. La libertà di stampa è patrimonio di tutti e le minacce vanno sempre respinte. Le lettere ricevute dai direttori del Tempo, Tommaso Cerno, dall’editore Giampaolo Angelucci e dal direttore editoriale di Libero Daniele Capezzone, sono un attacco a chi esprime liberamente le proprie opinioni. “Ricevere una lettera di minacce di stampo anarchico contro Il Tempo e il nostro editore nel giorno in cui dopo 31 anni è stato finalmente sgomberato il Leoncavallo, centro sociale di Milano simbolo dell’illegalità perpetua a spese dei cittadini, non solo non ci fa paura ma è un segno che battersi per la libertà e la democrazia ti farà anche fare dei nemici ma sono la prova che sei sulla strada giusta “ ha scritto Cerno. La lettera siglata con la A degli anarchici contiene minacce di morte ed è collegata da Cerno alla chiusura del Leoncavallo di Milano. La decisione della chiusura dello storico centro milanese ha suscitato polemiche e anche un intervento del sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Ma i giornalisti in ogni caso vanno tenuti fuori. La libertà di stampa è patrimonio di tutti e chi dissente o plaude a certe iniziative ha il diritto di farlo rispettando le leggi e la deontologia. I carabinieri stanno indagando sulle lettere au giornali , ma non si deve nemmeno escludere l’azione di qualche mitomane. Può essere. Vedremo.

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“Ho appreso delle minacce di morte giunte in una lettera alla redazione del Tempo e rivolte contro il nostro editore, contro il vicepresidente del nostro gruppo editoriale, contro Tommaso Cerno e contro di me. Ho da dire solo che non ci faremo intimidire né da qualche violento né da qualche vigliacco”, ha scritto Daniele Capezzone mentre crescevano i messaggi di solidarietà. “Le minacce non potranno mai piegare chi ha scelto di fare il proprio lavoro con coraggio e serietà “ ha scritto Giorgia Meloni.  Apprezzabile non solo per la vicinanza alle due testate, ma dopo le dichiarazioni che non ama parlare con la stampa italiana. Anche la Federazione nazionale della Stampa italiana ha condannato con fermezza l’accaduto. “Libertà di informare significa anche libertà di espressione e pluralità di pensieri e punti di vista», ha scritto la segretaria generale Alessandra Costante. Le minacce dimostrano che in Italia si è ancora lontani da una visione democratica e pluralista dell’informazione. Il clima infuocato di molte discussioni politiche viene evidentemente strumentalizzato da singoli personaggi o organizzazioni poco inclini al dibattito civile. Non è la prima volta che i giornalisti sono presi a bersaglio per lanciare messaggi oscuri. La chiusura di un centro sociale, la denuncia per una manifestazione di protesta, il dissenso in forme democratiche sono eventi che- grazie a Dio- si verificano in un Paese maturo.Il sistema dell’informazione ha spalle larghe, tanto più forgiato in anni di battaglie democratiche e garantiste. Qualche legge restrittiva è stata fatta di recente, ma i cronisti resistono. Non si tornerà indietro e i  giornalisti del Tempo e di Libero devono continuare a pubblicare liberamente tutto ciò che vogliono osservando le regole della democrazia e del rispetto per tutti. In certi momenti è anche facile farsi prendere la mano, schierarsi, diventare partigiani con il rischio di confondere i ruoli. Riflettiamo tutti . Al fondo c’è comunque la coscienza di chi ha scelto di fare il giornalista, una professione amata e a prova di combattenti. Ai colleghi minacciati e all’editore va la nostra totale solidarietà.

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