Giornalisti: passo avanti per l’equo compenso. Bartoli, Presidente OdG ” si sbroglia una matassa”
04 Luglio 2026 Off di Nunzio IngiustoLa norma sull’equo compenso per i giornalisti italiani riprende il cammino. Aspettare per credere, perchè la storia è lunga e nella stagione estiva spesso la politica fa promesse a mani basse. Il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, durante una conferenza stampa nella sede dell’Ordine nazionale dei giornalisti, ha annunciato di aver trasmesso alla presidenza del Consiglio l’emendamento sull’equo compenso per la categoria. “C’è l’intenzione di presentarlo all’interno del decreto 100, che andrà in votazione a breve” ha specificato, ricevendo apprezzamento da parte dei rappresentanti dei giornalisti. Se lo ha detto, in una sede istituzionale importante vuol dire che è vero e si impegnerà per chiudere la partita. L’onorabilità dell’On. Sisto non è in discussione.

La vicenda dell’equo compenso, va avanti da anni tra rinvii e buone intenzioni smentite dai fatti, aggravata dalla crisi generale dell’editoria. I giornalisti si battono per una retribuzione dignitosa soprattutto in favore dei lavoratori autonomi e di quanti con partita Iva, con contratti atipici, vengono pagati pochi euro ad articolo. Un fenomeno che riguarda anche i giornali che ricevono i contributi pubblici e che sotto il profilo deontologico dovrebbero essere più attenti al lavoro di migliaia di professionisti dell’informazione.
Il primo intervento sull’equo compenso risale al 2012 con la Legge n. 233 che introdusse il principio con l’istituzione anche di una commissione incaricata di definirne i criteri. L’applicazione della norma, nel tempo ha incontrato numerose difficoltà, compresi ricorsi ai giudici amministrativi e polemiche tra i giornalisti stessi. Successivamente il tema è stato ripreso con maggiore determinazione e spirito unitario. I sottopagati non sono stati silenti e le iniziative non si contano. Ne risente la prospettva di un cambio genereazionale. Del resto è ancora aperta la trattativa con gli editori per il rinnovo del contratto di lavoro.
Tre euro ad articolo
La battaglia sindacale e dell’Ordine professionale, vuole garantire una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto. A commentare con soddisfazione le dichiarazioni dell’On.Sisto, il presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli, per il quale finalmente “viene sbrogliata una matassa, un intreccio giuridico che impediva di trovare una soluzione. La votazione a breve ci rallegra fortemente”.
Anche la Federazione nazionale della Stampa italiana ha dato atto al viceministro dell’impegno ascoltando le richieste del sindacato che da anni sta lavorando al tema dell’equo compenso. ” Ormai non c’è più tempo- spiega una nota della FNSI- abbiamo migliaia di colleghi in una situazione di sfruttamento insostenibile. Ci sono aziende editoriali che hanno fatto del dumping salariale una ragione di esistenza, sfruttando collaboratori, partite Iva e co.co.co. Tre euro al pezzo non possono considerarsi un pagamento equo. La democrazia ha bisogno di un giornalismo libero, indipendente e per questo non ricattabile né dal punto di vista economico né da quello dei diritti”. Ma, fiducia: c’è la parola del Viceministro.
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Info sull'autore
Nato a Pomigliano d’Arco, giornalista dagli anni '80, laureato in Scienze Politiche, ha scritto per l’Unità, Paese Sera, Il Mattino, il Borghese, Il Denaro, Specchio Economico, Reportage. Si occupa prevalentemente di ambiente, energia.È stato direttore di periodici locali, responsabile Ufficio Stampa Eni e Italgas,Consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, membro di Comitati e Commissioni energetiche. É responsabile del gruppo Energia e Ambiente della Free Lance International Press. È autore di “Mezzogiorno in bianco e nero“ (Edizioni Orizzonti Meridionali). Ha vinto il Premio giornalistico “Calabria ‘79” e il Premio "Nadia Toffa". Collabora con FIRSTonline, HumaneWorldMagazine, TuttiEuropaVentitrenta.


