Giustizia: “il referendum non aumenta le garanzie per i cittadini”. Parla Benedetta Tobagi del Comitato No

Giustizia: “il referendum non aumenta le garanzie per i cittadini”. Parla Benedetta Tobagi del Comitato No

01 Marzo 2026 Off Di Nunzio Ingiusto

Il Comitato “Società civile per il No al referendum sulla giustizia” ha indetto per sabato 7 marzo una giornata di mobilitazione e informazione sul referendum. Alcuni sondaggi indicano il No sopra il 50%, altri indicano scostamenti del 2-3%. I sondaggi sono seguiti con grande attenzione dai promotori e dai Comitati, mentre lo scontro tra i partiti si fa sempre più duro. Più in  generale c’è la necessità di spiegare bene nel Paese i contenuti della riforma e gli effetti, se ci saranno, sul funzionamento della giustizia in Italia.

Sui temi al centro della campagna elettorale abbiamo intervistato Benedetta Tobagi, scrittrice e storica, del Comitato No al referendum

Dottoressa Tobagi, cosa temere di più dalla legge di riforma costituzionale sulla giustizia ?

“ Due cose, principalmente. La prima riguarda l’Alta Corte disciplinare, che dovrebbe svolgere l’azione disciplinare al posto del CSM. Stando alla nuova norma, in futuro i collegi dentro l’Alta Corte potranno essere composti in maggioranza di politici, anziché di magistrati. È un mezzo di potenziale intimidazione. Il Ministro Nordio oggi ripete che i magistrati non rispondono dei loro errori per la “giustizia domestica”. Ma secondo la Costituzione egli ha la facoltà di promuovere l’azione disciplinare contro i magistrati che sbagliano. Il CSM poi istruisce la pratica, ma il Ministro può fare ricorso se ritiene che le decisioni siano sbagliate, e Nordio, tranne pochissimi casi, non lo ha fatto. Potrebbe iniziare a svolgere le sue funzioni, piuttosto che modificare la Costituzione ”.

La seconda questione ?

“L’altra questione è l’appartenenza dei giudici e dei Pubblici ministeri alla stessa famiglia professionale. Si dice che ciò non offre garanzie al cittadino che affronta un processo. Ma non è vero e ci sono i dati a confermarlo. Il giusto processo con il giudice terzo è garantito dalle regole processuali, dal Codice della riforma Vassalli. Volendo, si poteva intervenire con una legge ordinaria. Anche in questo caso senza toccare la Costituzione ”.

I sostenitori del Si insistono sulla separazione delle carriere come punto centrale e qualificante della riforma. Si dice che in questo modo aumentano le garanzie per i cittadini. Cosa ne pensa ? 

“Separando i Pubblici ministeri dai giudici avremo dei Pm focalizzati esclusivamente sull’accusa, con un proprio CSM. Non saranno più formati insieme ai giudici, per coltivarne la mentalità garantista del giudice, per dare garanzie all’imputato. Cosa potrà capitare ai cittadini meno ricchi, che non hanno i soldi per pagarsi gli avvocati costosi, di fronte a un pm “avvocato dell’accusa” ? Non mi pare proprio si aumentino le garanzie per tutti.Tanto più che il governo ha già abolito alcuni reati dei colletti bianchi come l’abuso d’ufficio, il traffico d’influenze. Sembra più propenso a lasciare mani libere a chi ha potere e denaro, invece che tutelare i cittadini tutti”.

Il Ministro Nordio dice anche che la legge, se con il referendum sarà definitivamente approvata, può essere utile a chi governerà dopo il centrodestra. Come commenta questa affermazione ? 

“ Nordio ha detto una cosa molto esplicita: chi controlla i magistrati ? Lo ha detto dopo l’approvazione del decreto sicurezza. Si capisce chiaramente che l’intenzione del governo è di condizionare l’attività dei giudici”.

Tra i sostenitori del Si c’è chi dice che la legge andava fatta per completare la riforma del Codice di procedura penale. Ci si meraviglia che a sinistra ci sia chi non la condivide, perché è patrimonio della sinistra riformista.Lei cosa dice ?

“Non credo che la legge appartenga al patrimonio riformista. Usano il nome di Giuliano Vassalli, ma questa riforma assolutamente non si può associare al suo nome. È una riforma costituzionale con il CSM spaccato, un sorteggio, l’Alta corte: cose che sono un’assoluta forzatura. Se si fosse trattato solo della separazione delle carriere bastava rinforzare la legge Cartabia”

In un’altra occasione Lei ha detto che la componente politica del CSM verrà scelta attraverso un sorteggio pilotato. Vuole spiegare meglio ? 

“ Il sorteggio della componente politica del CSM è un’operazione pilotata perché i componenti saranno estratti da un elenco che il Parlamento in seduta comune compila mediante elezione. Con quale maggioranza ? Se dovesse essere a maggioranza semplice, cosa possibile stando alla riforma, sarebbero tutti espressione della maggioranza di governo. Alla fine avremo da un lato il sorteggio secco per i magistrati, dall’altro il sorteggio da un listino stilato dal Parlamento”.

In conclusione, a tre settimane dal voto, ai sostenitori del Si la vittoria non pare più così scontata. I sondaggi danno il No in ripresa. Cosa ne pensa ? 

“Sono nervosi dopo gli ultimi sondaggi. Ma io dico che le minoranze organizzate riescono sempre a prevalere sulle maggioranze disorganizzate”.

Banner Istituzionale Italpress 666x82