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Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica
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Gli ottant’anni della SISAL e la leggenda di una vincita. Il 5 maggio 1946, la prima schedina

Gli ottant’anni della SISAL e la leggenda di una vincita. Il 5 maggio 1946, la prima schedina

05 Maggio 2026 Off di Piero Sandulli

Il 5 maggio del 1946, ottanta anni fa, vedeva la luce il primo concorso legato ai risultati delle partite del campionato di calcio di Serie A. Il concorso si chiamava totocalcio ed era gestito dalla SISAL.

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Con quelle prime scommesse (all’epoca si pagavano l’undici ed il dodici) si recuperava l’entusiasmo degli italiani, usciti distrutti da una guerra divenuta civile, non solo nel morale, ma anche nel portafoglio. Dai soldi investiti per la schedina si ricominciò ad alimentare economicamente lo sport che l’Assemblea Costituente non riteneva di menzionare. Anzi, si prevedeva addirittura la liquidazione del CONI, compito che venne assegnato all’avvocato Onesti, il quale fortunatamente non eseguì il mandato.

Il totocalcio, dunque, fece rinascere lo sport italiano assicurandogli un autonomo sostentamento, senza soldi dello Stato. Inoltre, con le vincite si dette il via a nuove iniziative e a restituire entusiasmo alle famiglie.

Conosco personalmente la storia, divenuta quasi leggenda, di un tale Antonio, tornato distrutto nel fisico e nello spirito dalla guerra in Libia e dalla lunga prigionia nei campi inglesi del Sud Africa. Antonio faticava a reinserirsi nel mondo del lavoro dopo essere rimasto per anni fuori dall’Italia. Senonchè…..

La fortuna, che talvolta aiuta la provvidenza, volle premiare la mamma-  molto credente- del reduce con una cospicua vincita. Quella somma consentì l’acquisto di un’automobile Balilla a tre marce destinata al figlio. Con quella automobile il giovane Antonio, detto Totonno, avviò la sua attività di noleggio di rimessa.

Quella professione, inventata e realizzata con i proventi di una delle prime vincite del concorso pronostici e la instancabile capacità di lavoro di Totonno, hanno fatto il miracolo. L’ex prigioniero di guerra inserito a pieno titolo nella struttura produttiva di una società, che da agricola viaggiava verso il futuro.

Dai sacrifici delle levatacce e dei lunghi viaggi fu, poi, acquistato un bar sulla piazza principale del paese, simbolo di un traguardo raggiunto.

Totonno ci ha lasciati, ma la sua leggenda rimane ed egli è rimasto per tutti Totonno ‘a Sisal, con l’accento rigorosamente posposto, come vuole la lingua napoletana.

Ormai il concorso pronostici organizzato dalla SISAL non esiste più e non c’è traccia di quella Italia volenterosa che, rimboccandosi le maniche, usciva dalla guerra e preparava il boom economico.

Le scommesse di oggi sono il frutto della bulimia economica del mondo del calcio e spesso sono preda del malaffare.

A me piace celebrare gli ottant’anni della SISAL ricordando la leggenda di Totonno ‘a Sisal e della sua voglia di affermarsi che ci ha lasciato come messaggio dell’alea buona!

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