Governo, come in Aspettando Godot: l’assurdo irrompe sulla scena politica

Governo, come in Aspettando Godot: l’assurdo irrompe sulla scena politica

18 Aprile 2018 0 Di Marino Marquardt

Governo, Mattarella conferisce il mandato “esplorativo” alla presidente del Senato Casellati per concedere altro tempo ai partiti.

Dal Quirinale a Palazzo Giustiniani. Cambia la scena non il copione

Come in Aspettando Godot, il lavoro teatrale che celebra l’assurdo… Si perde tempo in attesa che qualcosa accada. La rappresentazione politica alla quale ci prepariamo ad assistere per la formazione del governo è una rivisitazione dell’assurdo teatrale ispirata dal Rosatellum, la sconclusionata Legge elettorale che tocca l’apice della schizofrenia nel connubio proporzionale-maggioritario oggi alla base della relatività del risultato elettorale a seconda dell’ottica con cui si guarda ad esso.

Effetto bifronte, effetto confusione: con ottica maggioritaria scaturisce infatti la convinzione che abbia vinto la fittizia coalizione di Centrodestra; con ottica proporzionale si percepisce che abbia vinto il M5s, forza politica più votata.

Un dispositivo, il Rosatellum, che insomma poteva essere partorito soltanto da menti con sinapsi in tilt o sballate. Un dispositivo fatto apposta per fare ammuina e per generare disorientamento e sofismi post elettorali. E dire che oggi il ragionier Ettore Rosato – il cervellone dal quale la Legge ha preso il nome – figura tra i renziani più quotati e più accreditati…

E poi si lamentano che la gente non vota più per il Pd…

Come in Aspettando Godot si continua a perdere tempo, dunque. Cambia soltanto la scena, dal Quirinale gli incontri si trasferiranno a Palazzo Giustiniani. Nuovo palcoscenico, stesso copione. Il mandato esplorativo conferito alla Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati servirà infatti soltanto per prender tempo e consentire ai litiganti di chiudere senza affanno e senza distrazioni le campagne elettorali in Molise e in Friuli Venezia Giulia.

Martina fiuta il M5s per formare il governo. Se trova il coraggio di fare la Mossa del Cavallo spiazza tutti

Detto ciò, qualcosa comincia a muoversi nel Nazareno.

Maurizio Martina, segretario reggente, fiuta il M5s e dà l’impressione di voler aprire spiragli alla ipotesi di intesa per il governo con i Cinquestelle.

Ora, se la reale intenzione del Reggente è quella che traspare, se realmente conta qualcosa nel Pd, Martina allora mostri la sua valentia: cerchi una intesa con Di Maio e poi – per vedere l’effetto che fa nel Pd e tra i renziani – dica alla “esploratrice” Casellati che il Pd è pronto a sostenere sui temi concordati un governo a guida Cinquestelle.

Sarebbe la classica mossa del cavallo, una mossa spregiudicata e coraggiosa, una mossa a doppio taglio che consentirebbe a Martina o di assurgere a vero leader del Pd o di precipitare nel buio dell’oblìo.

Una mossa che porterebbe allo scoperto i renziani e il relativo grado di fedeltà al Capo, una mossa che lacererebbe i fedelissimi tra il sentimento di riconoscenza verso l’ ex Capo Scout e l’attrazione fatale per la ricca accoppiata pagnotta&poltrona. Fallisse infatti l’iniziativa di Martina – salvo passi di lato del Frodatore di Arcore – il voto anticipato apparirebbe sempre più probabile.

Una scommessa da uomo con attributi questa ipotizzata. Ma dalle parti del Nazareno c’è chi esprime dubbi che Martina ne sia dotato…

Ovviamente è soltanto una ipotesi, un fantasia fondata sul fatto che in una realtà fortemente ispirata al proporzionale i Capi dei partiti contano di più del Presidenti del Consiglio. Esattamente come avveniva nella Prima Repubblica.