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Governo gialloverde, per Luigi Di Maio e Matteo Salvini ora inizia la fase più difficile

I Leader del M5s e della Lega alla ricerca di una intesa sulle priorità programmatiche e sulla scelta dei nomi.

Guai sbagliare! Avanti con Reddito di cittadinanza, modifica della Fornero e riduzione pressione fiscale

Per dirla alla Gino Paoli soltanto il tempo ci potrà dire se quella che sta appena per iniziare si rivelerà come una lunga storia d’amore. O se, per dirla alla Massimo Troisi, si scoprirà che invece era un calesse…

Fuor di metafora, ora per Luigi Di Maio e Matteo Salvini, inizia il difficile. Devono stabilire le priorità programmatiche e individuare una figura terza da consigliare come premier al Capo dello Stato Sergio Mattarella. Un percorso ad ostacoli da compiere nel più breve tempo possibile durante il quale sarà vietato sbagliare. Le promesse fatte da entrambi agli elettori sono molto impegnative. Guai disattenderle, per M5s e Lega ciò potrebbe significare l’inizio della fine. “Primo non deluderli, han fede in voi…”, si potrebbe adattare così al nuovo scenario governativo il vecchio successo di Gianni Morandi. Un monito, un consiglio e un invito ai Due Leaders…

I tecnici al servizio della politica e non viceversa

Reddito di cittadinanza o come diavolo si voglia chiamare il contributo a favore dei poveri in cerca di lavoro, modifica o cancellazione della Fornero, riduzione della pressione fiscale, cancellazione Jobs Act e misure anticorruzione dovranno essere le priorità irrinunciabili del Governo gialloverde checché ne dicano tecnici ed economisti dell’ultim’ora. I tecnici – è del resto ben chiaro a Di Maio e a Salvini – devono essere al servizio della politica e non viceversa. I tecnici devono indicare percorsi e soluzioni affinché la politica realizzi i propri obiettivi. Punto!

Detto ciò, è veramente il caso di dire che siamo agli albori della Terza Repubblica. Cacciati dal tempio moderati in cerca d’autore con relative sigle e siglette di accompagnamento, illuminati gli angoli bui del medesimo dove si acquattavano mercanti e acquirenti, si respira aria nuova. L’auspicio è che questa non venga presto contaminata.

I Media di Palazzo avviano il processo alle intenzioni

Intanto – con il Governo ancora non nato – c’è già chi si produce in squallide arringhe e intenta processi alle intenzioni. Sono i soliti tromboni e le solite trombette mediatiche al servizio di padroni travestiti da editori. Nulla di più squallido. E le grida di dolore di fronte al nascituro Governo populista ne narrano le rispettive povertà intellettuali.

Nuovo scenario in cui non trovano più posto l’ex Capo Scout di Rignano sull’Arno, i componenti del Giglio ormai marcio e i peones renziani sfusi e a pacchetti. Costoro non conteranno più niente nel quadro politico e gli annunciati ruggiti circensi nelle Aule di Montecitorio e di Palazzo Madama serviranno soltanto a dimostrarne la sopravvivenza. Si preparano all’Assemblea nazionale del 19 maggio i cui esiti avranno ricadute soltanto tra gli Zombies vaganti nella Morgue del Nazareno e sul ruolo futuro del Becchino rignanese all’interno del Pd.

Il Puttaniere Emerito verso gli Ozii di Arcore…

La Terza Repubblica ci consegna un Silvio Berlusconi prossimo ad uscire lentamente dalla scena politica. Una volta messa al sicuro la roba, per l’età e per il mutato clima politico e culturale, l’Immarcescibile preferirà dedicarsi agli Ozii, sempre che sia ancora in grado di apprezzarne e di gustarne i relativi piaceri.

Da sottolineare che il via libera al Governo gialloverde da parte del Puttaniere Emerito nonché Frodatore dello Stato non ha rappresentato – come i soliti cantori celebrano – un atto di responsabilità del medesimo  bensì è stato frutto di una scelta di convenienza allo stato puro. Stop alla retorica prezzolata, per favore!