Governo, impasse imposto dagli sconfitti Renzi e Berlusconi grazie al Rosatellum

Governo, impasse imposto dagli sconfitti Renzi e Berlusconi grazie al Rosatellum

05 Maggio 2018 0 Di Marino Marquardt

A sessanta giorni dal voto Silvio e Matteo impediscono il dialogo tra i partiti. Ma quella di Salvini a Di Maio non è una “proposta indecente”.

I Due Macigni prodotti da una Legge elettorale infame

pentapartito elezioni legge elettorale lotti minzolini renzi berlusconi montaggioA sessanta giorni dal voto la realtà è sotto gli occhi di tutti. I veri ostacoli al dialogo tra forze politiche diverse portano i nomi del due grandi sconfitti del 4 marzo: Silvio Berlusconi e Matteo Renzi. Costoro stanno condizionando la fase post-elettorale e stanno pregiudicando la formazione del nuovo governo grazie agli effetti di una legge elettorale infame i cui Autori dovrebbero avere il buon gusto di scomparire dall’agone politico.

Urge sistema proporzionale puro con preferenze

Per rimuovere questi Macigni e per evitare che si ripropongano sulle vie del dialogo occorre andare a nuove elezioni con un sistema elettorale fondato sul proporzionale puro e sulle preferenze. Con l’aggiunta di un eventuale premio alla singola Lista che superi il 40 per cento.

Inutile dire che l’eliminazione dalle Aule parlamentari dei nominati toglierebbe forza ai Capi dei Partiti e restituirebbe autonomia e dignità agli eletti i quali sarebbero nuovamente tenuti a dar conto agli elettori e non ai rispettivi Benefattori.

Il proporzionale – in un sistema tripolare come il nostro – piaccia o non piaccia è l’unico garante della volontà popolare.

Le marmellate proporzionale-maggioritario alla Rosatellum o alla francese sono inaccettabili per gli elettori italiani educati fin dai primi anni della Repubblica al rispetto dei principi che regolano la democrazia.

Stop a marmellate alla Rosatellum o alla francese

Queste vomitevoli marmellate sono infatti negatrici della legge, della forza e della ragione dei numeri, sono culle di coalizioni fondate sulla convenienza e non sulla vicinanza progettuale e programmatica, sono fautrici di debolezze vincenti, sono produttrici di vincitori-bonsai alla Macron (24 per cento al primo turno). Tutto ciò rappresenta uno schiaffo alla tradizione democratica del nostro Paese e ai Padri della Repubblica. Oltre a rappresentare il mancato rispetto della volontà degli elettori.

Al voto, dunque, ma non senza prima aver messo mano alla Legge elettorale e alle misure economiche urgenti quali il Def e il blocco del paventato aumento dell’Iva.

Quella di Salvini a Di Maio non è una proposta indecente

In questa ottica, a ben guardare, non è stata una proposta indecente quella avanzata ieri dal Leader della Lega Matteo Salvini al Capo politico del M5s Luigi Di Maio: governo insieme fino a dicembre per fare una nuova legge elettorale e per mettere mano alle misure economiche urgenti; poi al voto a inizio 2019. I contenuti della proposta, tutto sommato, potrebbero andar bene anche al Capo dello Stato Sergio Mattarella che lunedì darà vita all’ultimo giro di colloqui. A Di Maio il compito di battere un colpo. Se gli va…