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Governo, l’annuncio-bomba di Crosetto: Berlusconi pronto a passo di lato

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Il parlamentare di Fratelli d’Italia Crosetto spara la notizia a “Non è l’Arena” di Massimo Giletti.

La7 offre il gustoso dessert per il dopocena politico

La notizia politica del giorno arriva durante l’italico dopocena. La spara con nonchalace Guido Crosetto dallo Studio di “Non è l’Arena”, il programma di Massimo Giletti in onda da La7.

Crosetto, ex forzista oggi parlamentare di Fratelli d’Italia (se non è zuppa è pan bagnato…), senza alcuna enfasi, fa sapere che Silvio Berlusconi è pronto a fare il classico passo di lato e che quindi il governo M5s-Centrodestra sarebbe ormai cosa fatta.

Parole che fanno drizzare le orecchie a Giletti e ad Alan Friedmann, quest’ultimo tra gli ospiti del programma.
E di fronte alla sorpresa degli interlocutori Crosetto senza scomporsi conferma:
“Silvio è pronto a fare un passo di lato”, ripete.
Il tempo di metabolizzare la notizia e il primo pensiero che viene alla mente è che Berlusconi – cavalcando lo spettacolo pirotecnico offerto in Siria dai buffoni anglo-franco-americani col consenso del Capo russo – abbia inteso sfruttare la messinscena mediorientale a suo vantaggio attraverso un apparente “responsabile” passo di lato alle condizioni da Lui dettate.
Le probabili condizioni del “passo di lato” annunciato da Crosetto
Un passo di lato – per dirla in breve – che comporti garanzie sull’impiego nel Governo di suoi uomini di fiducia in materia di Giustizia e Conflitto d’interessi.
Detto ciò – al di là delle legittime elucubrazioni di ciascuno – trovasse riscontro nella realtà la notizia anticipata dal parlamentare di Centrodestra, resterebbero comunque in piedi altri ostacoli da rimuovere sulla via della formazione del nuovo Governo.
Tra questi la disponibilità tutta da verificare del M5s ad accogliere nella costituenda maggioranza parlamentari forzisti eticamente e intellettualmente corrotti dall’influenza pluriennale del berlusconismo e – ancora – le quasi impossibili intese in materia di Giustizia (allungamento dei tempi della prescrizione in primis) e di Conflitto di interessi.
Unica via d’uscita resterebbe l’intesa sul Contratto di Governo basato sui già noti pochi punti del programma: Legge elettorale, Reddito di cittadinanza o come diavolo si voglia chiamare, riduzione pressione fiscale, modifica Legge Fornero e Jobs Act. E poi al voto nel giugno 2019 in concomitanza con le Europee. Nient’altro che ipotesi – queste – con giochi ancora del tutto aperti…