Governo non ammaina bandiere del Reddito, delle Pensioni e dei truffati dalle banche

Governo non ammaina bandiere del Reddito, delle Pensioni e dei truffati dalle banche

27 Novembre 2018 0 Di Marino Marquardt

“Qui si fa l’Italia o si muore!”. L’imperativo categorico attribuito a Giuseppe Garibaldi ieri sera sarà più volte risuonato nelle teste dei partecipanti al Vertice a Palazzo Chigi.

Nessuna retromarcia sui decimali

Nessuna retromarcia, nessuna ritirata sui decimali, bene in alto le bandiere del Reddito di cittadinanza, delle Pensioni a quota 100 e dei Rimborsi ai truffati dalle banche.

Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Matteo Salvini e Giovanni Tria non arretrano dalle comuni posizioni. Delusi quanti si aspettavano una corale calata di braghe del Governo gialloverde di fronte ai ruggiti – circensi più che da savana – dei Cerberi di Bruxelles.

La riunione di ieri a Palazzo Chigi doveva servire per addolcire i censori della UE. Ufficialmente, però, non sono stati inviati zuccherin verso Bruxelles. Forse perché Spagna e Francia – in virtù di un debito minore – in materia di sforamenti vanno più forte dell’Italia, forse perché i Capi UE hanno tutti la valigia sull’uscio, forse perché il diavolo si nasconde tra le pieghe…

Si punta allo slittamento ad aprile-maggio delle Misure a favore dei deboli

E già perché a conti fatti – a proposito di nascondimenti tra le pieghe – per racimolare e risparmiare sei miliardi e accontentare così i Ragionieri di Bruxelles basterebbe fare slittare  ad aprile-maggio i Provvedimenti di bandiera. Non a caso è quanto hanno in mente di fare Conte, Di Maio, Salvini e Tria. E tra riforma dei Centri per l’Impiego e pretesti vari sulla messa a punto delle modalità di pagamento, non mancheranno le giustificazioni da addurre per lo slittamento dei pagamenti.

Dallo slittamento di quattro mesi del Reddito saranno reperiti i fondi per la crescita e gli investimenti richiesti dall’Europa. Un minuetto al termine del quale i poveri potrebbero rischiare di raccogliere le briciole.

780 euro per 4 mesi… Saranno dunque 3120 gli euro che ciascun avente diritto all’intera somma del Reddito di cittadinanza ci rimetterà nell’arco di quattro mesi. Sarà il prezzo da pagare sull’altare di Bruxelles

Di fronte a questo scenario l’interrogativo è d’obbligo. Basterà la panacea dello slittamento delle prime erogazioni ai poveri per rabbonire il Presidente della Commissione UE Jean Claude Junker e il Presidente della Commissione economica Pierre Moscovici?

Lo si scoprirà presto.

E c’è chi lavora alla miniaturizzazione del sussidio…

Frattanto dalle parti di Palazzo Chigi gli esperti lavorano anche ad una eventuale miniaturizzazione del Reddito. Puntano cioè a piantare idonei paletti tesi a ridurre la platea degli aspiranti al sussidio. E la trasformazione di parte degli attuali poveri assoluti in soggetti appena disagiati – inutile dirlo – costituirebbe la Grande Magia di Palazzo Chigi, un prodigio col supporto della bacchetta magica del modello Isee…,

27/11/2018  h.06.30