Governo, Salvini alza il tiro: “O giù le tasse o lascio”. Ma se Di Maio e Zingaretti mostrassero gli attributi…

Governo, Salvini alza il tiro: “O giù le tasse o lascio”. Ma se Di Maio e Zingaretti mostrassero gli attributi…

21 Giugno 2019 0 Di Marino Marquardt

“O taglio delle tasse per dieci miliardi o saluto e me ne vado”. Alza il tiro, il Truce. Prendere o lasciare!

Uno scenario possibile dopo l’ultimatum

Di fronte alla nuova sfida, alla nuova minaccia di Matteo Salvini – leader della Lega, Vicepremier, Ministro dell’Interno nonché convertito Capo religioso (quando parla non si capisce mai in nome di quale di queste Investiture lo faccia ndr) – ci sarebbe stato da divertirsi se il Pd non fosse affollato di divoratori di pop corn e se il M5s non avesse perduto anima e bussola.

Ci sarebbe stato da divertirsi per quanti denunciano la deriva culturale del Paese e per quanti non sopportano la rozzezza salviniana.

E per il Fervente cattolico passato dalla pagana ampolla del dio Po ai cristiani Vangeli, ai crocifissi a ai rosari (Costantino il Grande era poca cosa rispetto a Lui ndr) ci sarebbe stato invece poco da ridere.

Numeri alla mano – e “Responsabili” sempre pronti a intervenire per fare da ciambella da salvataggio alla Legislatura e soprattutto a se stessi – il giochino si potrebbe fare se Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti fossero in grado di sfoderare i necessari attributi. Ma il compito per Loro appare proibitivo…

Detto in breve, si potrebbe puntare su un nuovo Governo M5s-Pd. Sempre che… Vedi sopra.

Crisi di governo non significa necessariamente fine della Legislatura

Non è scritto da nessuna parte – del resto – che una crisi di Governo debba necessariamente essere accompagnata da una chiusura anticipata di Legislatura. I colloqui al Quirinale in presenza di una crisi di Governo  servono proprio per verificare la possibilità di nuove maggioranze possibili…

Ciò peraltro non costituirebbe niente di scandaloso dal momento che l’eventuale alleanza M5s-Pd risulterebbe siglata tra le prime due forze politiche uscite dalle urne del 4 marzo 2018.

E’ una questione di attributi, dunque. E di dimestichezza nel saper modellare e nel saper plasmare la politica secondo i principi dell’ “Arte del Possibile”.

A uno come Salvini – a uno che come Lui alza in continuazione il tiro e che da solo si dà una smisurata importanza – Quelli della Famigerata Prima Repubblica avrebbero riso in faccia. E ne avrebbero fatto spiedini…

Il momento è delicato.

E di fronte all’ennesima minaccia “Giù le tasse o lascio il Governo!”, di fronte all’incapricciamento del Capo del Carroccio – un incapricciamento che rasenta l’infantilismo – di fronte al tono ultimativo figlio di meschini calcoli di bottega, un “Accomodati pure” rivolto al recalcitrante Ministro, un invito a salutare la compagnia di Palazzo Chigi e a togliere il disturbo sarebbe d’obbligo da parte di quanti intendono ancora la politica come servizio ai cittadini e non come strumento di potere personale.

Lo spettacolo, intanto, continua…

21/06/2019   h.11.00