Greta Thunberg, la kermesse della pedofilia politica

Greta Thunberg, la kermesse della pedofilia politica

17 Aprile 2019 0 Di Claudia Svampa

Arrivata oggi a Roma Greta Thunberg, l’attivista climatica svedese la cui adolescenza é stata cannibalizzata dalla politica e dal surriscaldamento climatico della sua stessa notorietà.

Roma, il bagno di folla in programma per Greta Thunberg

Un nuovo immancabile bagno di folla é in programma nella capitale durante i tre giorni romani della sedicenne svedese, Greta Thunberg, paladina dell’emergenza climatica che oggi, in Piazza San Pietro ha già incontrato Papa Francesco.

Domani la ragazzina nordica dall’aria arruffata sarà sbandierata in Senato, su invito della presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati e infine venerdì 19 aprile verrà esposta in Piazza del Popolo, adagiata sotto la bandiera del movimento Friday for Future, e sostenuta da un palco ecosostenibile alimentato a biclette.
Greta Thunberg però ha solo sedici anni.

Fa grande tenerezza con le sue treccine spettinate, i cappelli svedesi di lana grezza, le camicette da boscaiola e la determinazione intrisa di passione giovanile che si traduce quasi sempre in commozione e lacrime quando, davanti ad un pubblico adulto, si surriscalda per il «suo» cambiamento climatico.

Greta si commuove e piange spesso per la deriva climatica del pianeta. Lo fa sempre davanti a parterre di adulti di alto profilo sociale, plaudenti e adoranti. Affabulati dalla svedesina saggia e teneramente sensibile, tanto da averla candidata a premio Nobel per la pace.

Greta però ha sempre e soltanto sedici anni. Ma ha, già da tempo, i riflettori del mondo puntati addosso, qualunque cosa dica o faccia. Ed ha anche una mamma e un papà – noti artisti svedesi e ottimi frequentatori dei salotti radicalchic di Stoccolma – saldamente puntellati alle spalle. Qualunque cosa faccia o dica.

Così mentre in questi giorni imperverserà per la capitale, paladina del trasporto in treno – anche a costo di attraversare mezza Europa sui binari per non rilasciare scie di CO2 con i voli aerei – attenta a non produrre rifiuti inquinanti e non biodegradabili e a nutrirsi senza pericoli per l’ambiente, solo ieri Greta era in missione a Strasburgo, a bacchettare l’intero Parlamento europeo.

E a imprimere alla sua immagine un nuovo passo politico in avanti: non solo più clima, ma anche, e soprattutto, meno Brexit.

Davanti ai leader europei Greta Thunberg si é dunque indignata- questa volta senza lacrime – per i tre vertici di emergenza sulla Brexit. Decisamente troppi, a parer suo, a fronte di nessun vertice per il collasso climatico in atto.

Luci, applausi. Buona-la-prima si direbbe in gergo cinematografico.

Poi, come da canovaccio, ha utilizzato l’hashtag più trend del momento, le calde braci di Notre-Dame, enunciato in un perfetto stile ossianico tanto caro ai tweet a caldo di Roberto Saviano: «il mondo ha visto con disperazione e un’immensa tristezza Notre-Dame bruciare a Parigi. -ha ricordato a tutti la piccola GretaNotre-Dame sarà ricostruita, spero che le sue fondamenta siano solide, e spero che le nostre fondamenta siano ancora più solide, ma temo purtroppo che non lo siano».

Ancora buona-la-prima si direbbe se fossimo sul set. Ma la realtà é che un set vero c’è, ed é quello dove si recita la vita di questa ragazzina svedese, vittima inconsapevole della manipolazione genetica che la politica sta operando su di lei.

Greta Thunberg, ha sedici anni e piange in mondovisione per il pianeta. Invece é l’intero pianeta che dovrebbe piangere per lei, e per la pedofilia politica che si accanisce senza sosta sullo sfruttamento della sua immagine ancora infantile e per questo inattaccabile dal politically correct. Dovremmo invece piangere copiosamente per la barbarie psicologica che si sta consumando ai danni di questa minorenne strumentalizzata a livello planetario quale icona degli ideali di salvezza della terra e ridotta a zimbello della sua stessa immagine data in pasto, insieme alla sindrome di Asperger che le hanno messo in curriculum, alla volgarità del tam-tam di epiteti sui social dove tra i più innocui e innocenti risuonano “buffa” e “ridicola”.

Greta Thunberg ha ancora solo sedici anni, avrebbe diritto a vivere il suo mondo immersa in un’adolescenza anonima, tra scuola, amici, sport, istruzione e politica fatta nelle aule studentesche. Come il resto dei suoi coetanei fa, senza riflettori addosso.

Avrebbe diritto a crescere, formarsi e sbagliare, e imparare dai suoi errori, come tutti i giovani, senza essere crocifissa dalla cassa di risonanza della popolarità.

«A me non importa di risultare impopolare, mi importa della giustizia climatica e del pianeta» ha detto tempo fa Greta a fronte delle critiche ricevute. Ma lei ha solo sedici anni e a proteggerla dall’impopolarità dovrebbero essere gli adulti che invece la iconizzano. Perché nella costruzione della personalità di un’adolescente il peso di essere impopolare é più insostenibile e collassante dei cambi climatici del pianeta. Con l’augurio, Greta Thunberg, di trovare Roma ad accoglierti con meno telecamere e più divertimento, curiosità, passeggiate, selfie, pasta, pizza, gelati, e magari anche un chupa-chups o un chewing-gum. Che forse non hai mai assaggiato, ma che, credici, non ucciderà il nostro pianeta.