Guardia di Finanza: Roma, da verifica fiscale a sequestro di 46 reperti archeologici d’epoca romana. Denunciati due responsabili

Guardia di Finanza: Roma, da verifica fiscale a sequestro di 46 reperti archeologici d’epoca romana. Denunciati due responsabili

16 Giugno 2020 0 Di Luca Tatarelli

Di Michele Toschi

Roma. Il tutto è partito da un normale controllo di natura fiscale che i finanzieri del Comando Provinciale di Roma stavano compiendo nei confronti di un agriturismo sito nel comune di Segni (Roma), quando l’attenzione dei finanzieri è stata catturata dalla presenza di alcuni oggetti il cui aspetto e la cui fattura non poteva contraddistinguerli come delle banali copie, bensì degli autentici reperti storici appartenenti ad antiche civiltà che calcarono il suolo del “Latium” tra il II secolo a.C. ed il VII secolo d.C.

Ed è così che la vicenda, dai connotati iniziali ben diversi, si è subito tramutata in un’attività a tutela del patrimonio archeologico nazionale che ha consentito il rinvenimento ed il successivo sequestro di 46 preziosi reperti d’epoca romana.

Il particolare risultato di servizio, nel dettaglio, ha avuto un primo step nel rinvenimento di alcuni mortai in calcare, di un capitello di travertino, di un’ara funeraria in marmo, di una vasca in pietra di trachite nonché di alcune colonnine in marmo e di una cornice modanata in tufo; una quantità di reperti significativa oltre che di particolare di particolare pregio, e che dunque non si poteva giustificare come un casuale ritrovamento proveniente dai terreni circostanti alla citata struttura ricettiva.

Una macchina della Guardia di Finanza

Per questo motivo i finanzieri operanti, segnalata la circostanza all’Autorità Giudiziaria, hanno ottenuto un ordine di perquisizione per l’abitazione in uso ai due indagati, nonché per un magazzino nelle loro disponibilità, dove infatti hanno rinvenuto altro materiale la cui autenticità è stata confermata senza incertezze da un esperto del Museo Archeologico di Colleferro, polo espositivo presso il quale i reperti in questione sono stati affidati in custodia in attesa dell’assegnazione definitiva che interverrà al termine del relativo procedimento giudiziario a carico dei due denunciati.

Zone come quella del Lazio celano probabilmente ancora una grande quantità di manufatti d’epoca antica, il cui rinvenimento può avvenire in maniera del tutto casuale (es. durante normali scavi edilizi, agricoli ecc.).

Tuttavia la legge in materia (legge n. 364/09) sancisce a chiare lettere come questi manufatti appartengano al patrimonio indisponibile dello Stato, la cui detenzione è pertanto vietata ai privati i quali – anche in caso di ritrovamento fortuito – debbono immediatamente avvisare della circostanza le Forze di Polizia.

 

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Servizio a cura di: Redazione