Guardia Sanframondi, conclusi gli antichi Riti Settennali

Guardia Sanframondi, conclusi gli antichi Riti Settennali

30 Agosto 2017 0 Di Massimo Solimene

Oltre ottocento “battenti a sangue” in processione hanno chiuso gli antichi Riti settennali di Guardia Sanframondi davanti a novantamila persone.

Guardia Sanframondi, conclusi i Riti settennali

Oltre ottocento persone che sfilano per otto ore nei vicoli del centro storico di Guardia Sanframondi, in provincia di Benevento. Sono completamente vestite di bianco e incappucciate. Camminano in processione, recitano preghiere, si incoraggiano a vicenda e poi, ritmicamente, si ripercuotono il petto con sughero irto di punte di ferro. Si sono conclusi così domenica scorsa gli antichi Riti settennali con una delle più antiche, suggestive, affascinanti e misteriose manifestazioni di devozione religiosa che si ricordino in tutta la storia della Cristianità.

La processione, a cui si stima hanno assistito novantamila persone, almeno trentamila in più della volta precedente, conclude una intera settimana di riti e celebrazioni, che si svolgono ogni sette anni, di qui il nome di Riti settennali e sono dedicati alla Madonna dell’Assunta.

Secondo una plurisecolare tradizione che risale almeno al Medioevo e che forse affonda le sue radici addirittura in riti precristiani, l’avvio delle celebrazioni è il primo lunedì successivo al 15 agosto, con eventi e rituali preparatori che coinvolgono i quattro rioni rioni della città: Croce, Portella, Fontanella e Piazza.

Ciascuna Deputazione rionale organizza la sua processione in cui vengono rappresentati momenti dell’antico testamento e scene della vita dei santi, intonando inni alla Vergine Maria. Ciascun rione mobilita i propri figuranti ed i propri cori.

Al sabato avviene la cerimonia di apertura: sindaco, parroco e presidente delle Deputazioni rionali guidano la processione penitenziale del clero e della popolazione, che segue una croce nuda, fino alla Basilica dell’Assunta, dove infilano le rispettive chiavi nelle serrature della nicchia che custodisce l’antica statua della Vergine.

 

I misteri chiudono la settimana di Riti settennali

Domenica scorsa, appunto, la cerimonia conclusiva dei Riti settennali, la processione nelle vie della città guidata dal parroco e dal sindaco e, dal 1960, anche dal vescovo della diocesi di Cerreto Sannita senza le sue insegne. Quest’anno, Monsignor Domenico Battaglia.

La processione segue la statua della Vergine, arricchita da gioielli, offerte ed ex voto donati nei secoli dai fedeli.

Durante il corteo, i vari “misteri” dei singoli rioni. L’ultimo, appunto, quello del Rione Croce, è anche il più suggestivo.

 

Riti settennali, oltre ottocento Battenti

Centinaia di battenti e flagellanti, quest’anno oltre ottocento, buona parte donne, molti anche emigranti ritornati per l’occasione, e tutti rigorosamente incappucciati per non essere riconosciuti.

Durante le otto ore della processione si sono percossi il petto con spugne di sughero irte di punte fino a farlo sanguinare nel rito definito di San Girolamo penitente. Ad accompagnarli, inni, preghiere, litanie e incoraggiamenti.

Fratelli, forza e coraggio! in nome di Maria, battetevi!

E’ l’ordine che dà il segnale ai Battenti. Più dietro, i Flagellanti, che invece utilizzano come strumento di penitenza fili di alluminio o ferro.

Ad accompagnare la processione, i “Disciplinanti“, incaricati di far svolgere tutto ordinatamente e soprattutto di portare le bottiglie di vino bianco necessarie a bagnare le spugne irte di chiodi, per impedire la coagulazione del sangue.

Ad assistere, come sempre, migliaia e migliaia di fedeli, provenienti da ogni dove, e anche tantissimi curiosi e turisti, attratti da un rito che si ripete immutabile da secoli e che sembra essere il più ampio ed articolato nel suo genere in tutta Europa.

A riprendere l’evento anche alcune televisioni straniere e soprattutto migliaia di cellulari, nonostante una ordinanza del sindaco abbia proibito le riprese “allo scopo di agevolare la partecipazione ai riti settennali di penitenza in onore dell’Assunta consentendone  “il dovuto raccoglimento e la preghiera personale e collettiva”.

Al termine della processione, la statua della Vergine è stata riposta nella sua nicchia, dietro una lastra di vetro, dove sarà venerata fino alla prossima processione del 2024.

I riti settennali e la processione finale hanno origine almeno nel Medioevo, se non addirittura nell’antichità precristiana.

Di certo vengono citati in un documento del 1620, come processione della Vergine decisa dalla popolazione a seguito di una grave carestia.

Risale al “dopo guerra”  invece la decisione di ripetere i Riti settennali appunto ogni sette anni.