Hall dell’Hotel Metropol di Mosca. E’ la scena della trattativa sullo scambio Rubli-Sovranità Nazionale

Hall dell’Hotel Metropol di Mosca. E’ la scena della trattativa sullo scambio Rubli-Sovranità Nazionale

14 Luglio 2019 0 Di Marino Marquardt

A osservarla vuota, così come appare nella foto, la hall dell’Hotel Metropol di Mosca offre di sé una immagine spettrale. Roba da “Shining”, il thriller magistralmente interpretato da Jack Nicholson, verrebbe da dire…

Il solo aver avviato la trattativa costituisce già un crimine politico

E’ la scena del “crimine” o del mancato “crimine”. Come nel film. Ma – è bene puntualizzare – già l’aver avviato una trattativa fondata sullo scambio rubli-cessione di sovranità nazionale è un crimine politico. E ciò a prescindere da ciò che decideranno i magistrati.

Detto ciò, sono penose – e da ignoranti – le argomentazioni di quanti rispolverano le storie del secolo scorso, quella relativa ai fondi spediti al Pci dalla Unione Sovietica e quella dei dollari inviati dagli Usa alla Dc.

Altri tempi, altra storia non rapportabile all’attuale.

E’ da imbecilli e da ignoranti confondere la trattativa Lega-Russia con i finanziamenti dell’Urss al Pci e quelli degli Usa alla Dc. Altri tempi, altra storia

Soltanto degli imbecilli da quoziente intellettivo 0,25 possono aggrapparsi a ragionamenti del tutto fuori luogo. Come è fuori luogo definire il Pd “erede” del Pci. Tuttalpiù il Pd può essere considerato erede della Dc se si guarda come all’interno del Nazareno si sono divisi il potere post-comunisti e post-democristiani. Da Mario Monti a Enrico Letta, da Matteo Renzi a Paolo Gentiloni. Quattro premier – uno dopo l’altro – tutti targati Dc. Una epopea post-democristiana alla quale non hanno partecipato i post-comunisti. Questi sono fatti e non sono chiacchiere.

Purtroppo il basso livello intellettuale e culturale dei tanti “onorevoli” per caso o per grazia ricevuta non consente di spaziare al di là delle banalità dalle sfumature talvolta anche infantili. E la galleria recentemente proposta in tv dal Carroccio con le passerelle di sgangherate interpreti e di approssimativi portavoce del Capo sono la dimostrazione di quanto affermato.

Intanto il premier Giuseppe Conte ha messo la parola fine al giallo della partecipazione di Gianluca Savoini alla cena a Palazzo Chigi. E ha scaricato su Matteo Salvini la responsabilità dell’iniziativa.

“E’ stato Claudio D’Amico, consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del VicePresidente Salvini a far invitare Gianluca Savoini alla cena che si è tenuta a Roma, a Villa Madama, la sera dello scorso 4 luglio, in onore del Presidente Putin”. Firmato Palazzo Chigi. La presidenza del Consiglio con una nota di poche righe ha spiegato così l’anomala presenza del faccendiere dell’Associazione Lombardia-Russia alla cena ufficiale in onore del presidente russo.

A questo punto non resta che attendere un’altra sortita “ironica” e insolente su Fb da parte di Salvini…

14/07/2019   h.08.00