Harry, Megan e il Royal Summit: scacco matto alla Regina?

Harry, Megan e il Royal Summit: scacco matto alla Regina?

13 Gennaio 2020 0 Di Claudia Svampa

Ore di attesa per Harry e Megan, oggi alla resa dei conti durante il Royal Summit in corso a Sandringham House.

Royal Summit per la Famiglia reale britannica: via libera a Harry e Megan

dal nostro inviato a Sandrigham

Grazie all’estro diplomatico di Harry e Megan, oggi i sudditi britannici sono rimasti in trepidante attesa per il Royal Summit in corso a Sandringham House, la residenza di campagna della Casa reale inglese nella contea del Norfolk, rilassante cornice bucolica dove the Queen era solita ritirarsi tradizionalmente per il relax delle festività natalizie.

A conclusione dell’incontro il breve comunicato di Palazzo ha fatto sapere che è in corso un cauto via libera dei Windsor alle richieste dei duchi di Sussex previo un indispensabile periodo di transizione verso la nuova vita che i giovani sposi vorrebbero condurre.

“Oggi la mia famiglia ha avuto un dialogo molto costruttivo sul futuro di mio nipote e della sua famiglia – ha riferito la Regina Elisabetta II nel comunicato diffuso oggi – noi rispettiamo e comprendiamo il loro desiderio di vivere una vita più indipendente come famiglia, tuttavia ci dovrà essere un periodo di transizione nel quale i Sussex trascorreranno il proprio tempo tanto in Canada quanto nel Regno Unito”, essendoci ancora del lavoro da fare per venire incontro alle richieste di Harry e Megan.

Si è così giocata in queste ore una delle ultime mosse della pesante sfida lanciata da Harry e Megan ai reali inglesi. Edulcorata in Royal Summit, quella che di fatto si è profilata come la resa dei conti, è durata l’intero pomeriggio nei salotti della Long Library, dove William e Harry insieme alla Principessa Diana erano soliti prendere il thè delle 5 da bambini.

Harry e Megan con il piccolo Archie (ph. ©Skynews).Intanto nel Regno Unito l’acronimo più popolare non è più Brexit ma Megxit. Finanche il tormentone numero uno, l’uscita dall’Unione europea, ha perso il suo appeal per i sudditi di Sua Maestà, la cui attenzione è tutta focalizzata sull’affaire Harry e Megan in attesa di ulteriori colpi di scena.

Dopo aver servito ai reali un indigesto Christmas cake, disertando il pranzo natalizio, Harry e Megan avevano infatti giocato, sotto le luci ancora accese del albero di Natale, una mossa a sorpresa con la quale l’ambiziosa Megan aveva definitivamente dimostrato di voler sfidare la monarchia britannica: la comunicazione pubblica e non concordata della loro rinuncia allo status di membri senior della Royal Family.

Notizia che in un attimo ha fatto il giro del mondo. Mossa tattica alla ricerca dello scacco matto alla Regina?. Analizziamola nella progressione della partita in gioco. 

«Le pedine»

I fatti sono ben noti così come la loro escalation: l’esuberante Megan ha iniziato a muovere le sue prime «pedine» già pochi mesi dopo le nozze. Insofferente verso il protocollo reale – per il quale forse, da borghese, avrebbe richiesto un grande impegno apprenderne le regole e acquisire la dovuta sicurezza – ha da subito puntato il dito contro la stampa britannica, a suo dire «persecutoria nei suoi confronti» come lo fu nei confronti della defunta Principessa Diana. 

E’ stata certamente una strategia vincente, da parte dell’intraprendente Megan,  l’aver fatto leva su una delle ferite più profonde dell’orfano Principe Harry: il conto mai saldato con la stampa colpevole di essere stata morbosamente invasiva nella vita di Lady D (ricordiamo che la Principessa Diana morì insieme a Dodi Al Fayed in un tragico incidente nel tunnel sotto il ponte dell’Alma a Parigi, tentando di seminare un pull di cronisti che si erano gettati al loro inseguimento). 

«L’Alfiere»

Ci sono poi stati rumors circa gli attriti dei duchi di Sussex con il Principe William e la regale Kate Middleton, bellissima, elegantissima, magrissima, raffinatissima, e ormai perfettamente a suo agio nelle consuetudini protocollari tanto da incarnare la perfetta futura regina nel cuore dei britannici.

L’abile Megan, allora, sulla sua personale scacchiera, é passata a muovere l’Alfiere: un bel trasloco da Kensington Palace a Frogmore Cottage ufficialmente motivato come scelta di vita più green e free rispetto ai rigidi impegni derivanti dalla residenza londinese. 

«Il cavallo»

La duchessa di Sussex la mossa a sorpresa e imprevedibile, il suo Cavallo, l’ha giocata invece poco dopo la nascita del primogenito Archie: con i riflettori puntati sulla sua nuova immagine pubblica di neo mamma con bebè tra le braccia, nel corso del viaggio estivo in Africa ha rilasciato al giornalista Tom Bradby, dell’emittente Itv, che ha accompagnato i duchi durante il viaggio un’intervista bomba in cui dichiarava «esisto, non vivo», e il cui drammatico sfogo è stato condiviso e appoggiato da Harry, altrettanto colpito dalle ferite e delusioni riportate dalla moglie.

La Royal Family ne rimase basita, tanto da costringere il secondo erede trono, il Principe William a dirsi «preoccupato«  per la salute psicologica del fratello.

«La Torre»

La visibilità dell’intrepida Megan nel frattempo ha subito un’escalation: dalle pagine dei rotocalchi traboccanti di ipotetici dissidi o rivalità fra cognate si è passati alle analisi politiche sulle ormai innegabili relazioni tese fra la coppia Harry e Megan e i restanti membri della Royal Family.

In questa posizione di pregio la duchessa di Sussex ha potuto agevolmente muovere sulla scacchiera la sua Torre: disertare usi e tradizioni dei Reali, dal ritrovo natalizio di Sandringham per trascorre insieme le festività, alla scelta di pubblicizzare il ruolo fondamentale affidato alla nonna materna per educare e allevare il piccolo Archie.

«La Regina»

Nell’ultimo atto, infine, l’irrefrenabile Megan ha di fatto sfidato la Regina Elisabetta, la monarchia britannica e tutti i senior di famiglia: ha infatti deciso di annunciare, a sorpresa, la rinuncia sia sua che di Harry al titolo di Altezze reali e di voler condurre una vita normale e libera vivendo del proprio lavoro.

I principi Carlo e William si sono così ritrovati in prima linea a dover prendere posizione e soprattutto a cercare di riportare Harry, figlio e fratello, alla ragione. Operazione non facile perché il «piccolo» di casa Windsor non sembra nutrire alcun dubbio sulle finalità benevole della consorte. 

Per assicurarsi i favori della partita i duchi di Sussex in queste ore avrebbero pure lasciato mediatamente trapelare i tormentoni del politicamente corretto strumentalizzato più in voga al momento: le accuse di razzismo nei confronti di Megan e gli atti di bullismo perpetrati contro Harry. 

Accusare il primogenito di Carlo e Diana di aver bullizzato il piccolo Harry a poche ore di distanza dall’amareggiata dichiarazione di William, «ho tenuto per tutta la vita un braccio sul fianco di Harry», é forse lo scalino più basso di questa triste querelle che investe la Royal Family.

Come lo é la minaccia di una ventilata intervista senza freni di Megan all’amico Tom Bratley, presentatore di ITV, sul “razzismo« operato contro di lei da Sua Maestà. 

E’ lecito sperare a questo punto che nel corso del Royal Summit la Regina e i principi Carlo e William siano riusciti a far leva almeno sul sentimento paterno di Harry. Convincendolo che la rinuncia al titolo avrebbe effetti anche sul futuro del piccolo Archie, così come su un eventuale affidamento in caso, sciagurato, di separazione.

In sintesi é forse proprio sul peso di baby Archie, più che sulle rendite miliardarie, la mossa finale di questa drammatica partita a scacchi.