I primi passi dell’Alleanza tra M5s e Pd istigano al turpiloquio. Inascoltabili i sermoni dei Cinquestelle

I primi passi dell’Alleanza tra M5s e Pd istigano al turpiloquio. Inascoltabili i sermoni dei Cinquestelle

30 Agosto 2019 0 Di Marino Marquardt

Ad assistere ai primi passi dell’intesa tra M5s e Pd sul nascente Governo la tentazione di lasciarsi andare al turpiloquio è forte. Mi trattiene il retaggio di avere studiato dai Gesuiti e di essere consapevole che è peccato profferire parolacce. Sennò si finisce all’Inferno. Mi rendano giustizia – allora – Quanti non hanno studiato dai Gesuiti. E con forza e coloritamente esprimano lo sdegno, proprio e quello del sottoscritto.

I Pentastellati pretendono di fare l’esame del sangue ai Dem dopo essersi venduta l’anima col SalvSalvini

Detto ciò, sono inascoltabili quei Cinquestelle che pretendono di fare l’esame del sangue ai Dem dopo essersi prestati a fare da zerbini a Matteo Salvini, dopo aver salvato lo Stesso dal processo, dopo averne tollerato ogni genere di nefandezza, di sgrammaticatura istituzionale, di straripamenti in campi altrui, dopo aver consentito al Leader della Lega forme inaccettabili di crudeltà verso i migranti e dopo aver assistito passivamente all’imbarbarimento, all’incattivimento e all’arretramento culturale del Paese ad opera del Truce Ministro dell’Interno.

Tacciano per pudore, guardino avanti, ragionino in termini politici, i Cinquestelle. E non facciano gli shifiltosi verso il Pd dopo avere attinto a piene mani il letame leghista.

E Se poi trovano insopportabilmente repellenti i Dem, i Cinquestelle non votino la fiducia a Conte, vadano al voto e regalino il Paese a Salvini (il Leader Leghista può vincere soltanto a breve termine altrimenti è finito) e se ne tornino a casa,. Già, perché grazie alle continue genuflessioni di Luigi Di Maio al Capo del Carroccio loro a casa ci tornano. Eccome ci tornano!

Di Maio parli poco e si faccia vedere poco in giro

Luigi Di Maio parli poco e si faccia vedere in giro il meno possibile, la sua manifesta Debolezza ha fatto da passepartout a tutte le nefandezze salviniane. Faccia altrettanto Alessandro Di Battista, un po’ Disertore e un po’ inutile Grillo Parlante. Si dia spazio a Roberto Fico e a Nicola Morra, si cerchi di recuperare il Comandante Gregorio De Falco… E non si trasformi in questione di vita o di morte il taglio del numero dei Parlamentari. E’ una misura-bandiera che piace alla maggioranza degli italiani ma che certamente non ne cambia la vita. Oscurata nell’occasione la Piattaforma Rousseau (la nuova linea è stata decisa tra gli Intimi di Casa Grillo), la si ridimensioni nel ruolo, sia soltanto un misuratore del sentiment degli iscritti e nulla più. La prossima consultazione sarà telecomandata – vedrete – da un quesito che contiene già la risposta. Uno strumento che premia chi ha perso in un anno 6 milioni di voti è – del resto – quanto meno sospetto. O inattendibile! Serietà – allora – e si pensi a costruire il Partito!

Nel Pd si punti su Zingaretti, Franceschini e Bettini

Nel Pd ci si affidi a Nicola Zingaretti, a Dario Franceschini a Goffredo Bettini e a Graziano Delrio; si recuperi la vicinanza con Pier Luigi Bersani; Matteo Renzi – già appagato per aver fatto superare senza danni la bufera alle sue Legioni senatoriali – si tenga in disparte. E si lasci perdere il Pariolino in cerca d’Autore Carlo Calenda, Uno che si crede Chissàcchì e che ora vuole costruirsi il proprio giocattolo-partito. Già scritto che fine farà il Balocco Calendiano.

Tra Cinquestelle e Dem – per concludere – basta chiacchiericcio, parole in libertà e si evitino inutili e dannose polemiche rivolte al passato. Abbiano la capacità di proiettarsi verso il futuro! Sempre che Costoro ne abbiano la capacità e che vogliano fare sul serio…

Ps. Nota per gli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dal corrente galateo linguistico sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola attenzionata dalla maiuscola.

 

30/08/2019   h.07.50