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I rifiuti fotovoltaici, criticità italiana. Una proposta di gestione

I rifiuti fotovoltaici, criticità italiana. Una proposta di gestione

18 Novembre 2025 Off Di Redazione In24

Riceviamo e pubblichiamo:

La gestione del rifiuto fotovoltaico non incentivato in Italia: un nuovo modello di finanziamento
A cura di: Andrea Ballabio, Donato Berardi, Giulia Gadani, Andrea Tenconi e Nicolò Valle del Laoratorio REF Ricerche

 

La Legge di Delegazione Europea del 2024 (Legge 13 giugno 2025, n. 91), che stabilisce i criteri per l’adeguamento dell’ordinamento nazionale agli obblighi derivanti dalla Direttiva (UE) 2024/884, che modifica la Direttiva 2012/19/UE sui RAEE (art. 8), apre una finestra per una riflessione e un eventuale intervento sulle modalità di gestione del fine vita dei pannelli fotovoltaici e sul relativo sistema di finanziamento. Negli ultimi anni in Italia si è registrata una forte accelerazione nelle installazioni di pannellifotovoltaici, sostenute dagli obiettivi del PNIEC di aumento della capacità fotovoltaica installata e dal revamping e repowering degli impianti esistenti. È dunque cresciuto anche il volume di moduli che giungono a fine vita e che devono essere gestiti come rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE): una tendenza che è destinata ad accentuarsi nei prossimi anni, quando il ciclo di vita dei pannelli incentivati dal Conto Energia giungerà a termine, e nei prossimi decenni, per fare fronte alla progressiva dismissione dei pannelli non incentivati dal Conto Energia.

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Secondo lo Scenario REF, infatti, nel periodo 2025-2050 vi sarà un ammontare di pannelli non incentivati a fine vita, pari a 140 milioni: un incremento di quasi trenta volte nel numero di pannelli fotovoltaici destinati alla dismissione ogni anno, con importanti implicazioni per i detentori degli impianti, i consorzi e, più in generale, per l’intera collettività. Si passerà dai circa 427mila pannelli dismessi nel 2025 a oltre 12 milioni nel 2050, con un conseguente aumento anche in termini di massa: da 9mila a 264mila tonnellate annue di RAEE fotovoltaici da raccogliere e gestire correttamente per anno.La crescita dei volumi di RAEE fotovoltaici da gestire si traduce inevitabilmente in un incremento dei costi da sostenere per logistica e il trattamento dei pannelli fotovoltaici a fine vita. Considerando un costo unitario di gestione costante pari a 250 €/ton (circa 5,5€/pannello a prezzi 2025), si stima che tra il 2025 e il 2050 sarà necessario sostenere complessivamente circa 762 milioni di euro (a prezzi 2025) per la gestione dei pannelli dismessi.L’onere di sostenere tali costi è in capo ai produttori, dal momento i rifiuti da pannelli fotovoltaici sono coperti da uno schema di responsabilità estesa del produttore (Extended Producer Responsibility – EPR). Il modello attuale stabilisce infatti che ad ogni pannello si associa un contributo – definito dal consorzio a cui appartiene il produttore – destinato a coprire i costi digestione del fine vita dei pannelli quando diventano rifiuti. Inoltre, i sistemi individuali e collettivi depositano il contributo ambientale in un trust, segregando le risorse da impiegare per la gestione del pannello fino a quando tale modulo non andrà gestito come rifiuto. Secondo quanto stabilito dal disciplinare tecnico del GSE, l’importo del contributo ambientale è indicato in almeno 1 € per pannello, secondo logiche del libero mercato: un valore che è diventato un riferimento di mercato nella determinazione del contributo ambientale per i pannelli non incentivati. Il sistema attuale per i pannelli non incentivati dai Conti Energia, dunque, nato con l’obiettivo di mettere in sicurezza la gestione del fine vita, ha condotto ad un equilibrio di mercato nel quale l’ammontare dei contributi ambientali e delle garanzie richieste sembra essere guidato verso il basso dal desiderio di essere competitivi nei confronti dei produttori. Le evidenze raccolte sembrano prefigurare il rischio di incapienza delle somme segregate, almeno rispetto ai costi correnti di logistica e trattamento. L’analisi presentata mostra come il passaggio a un modello generazionale, già in uso per gli altri RAEE, possa rappresentare una svolta efficace e sostenibile. Il principio cardine di tale modello è che i costi relativi alla raccolta e alla gestione dei RAEE siano sostenuti dai produttori attivi sul mercato nell’anno in cui tali costi si generano, in base alla quota di mercato detenuta, determinata sul criterio del peso delle apparecchiature immesse sul mercato nazionale nell’anno solare precedente. Questo approccio garantirebbe una piena copertura dei costi di gestione attraverso un contributo ambientale equo, proporzionato ai reali costi unitari di trattamento dei pannelli, e contribuirebbe a incentivare la raccolta.

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