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I vomiti di Floris, Giannini e dei Poteri Forti non spaventano Di Maio e Salvini

Continua il bombardamento mediatico sul Governo, DI Maio e Salvini da parte dei Servi del Sistema. E’ un attacco senza precedenti supportato dagli agonizzanti interpreti di Bruxelles.

Quegli opinionisti che confondono l’analisi politica col personale impegno al servizio del Sistema…

“Fuoco di fila”, titola oggi in prima pagina Il Manifesto. “Ci mancava solo il Fondo Monetario. La Manovra di Cinquestelle e Lega sta facendo impazzire i Poteri Forti”, fa eco La Notizia. Due titoli che la dicono tutta sul bombardamento mediatico dei Servi del Sistema, un bombardamento supportato dagli agonizzanti interpreti di Bruxelles, da Bankitalia, dagli Establishment della Finanza e degli Affari, dai tecnici del Parlamento che ieri hanno bocciato il Def, e dai vomiti di Opinionisti che confondono l’analisi politica col personale impegno a favore e a sostegno di Poteri in via di sgretolamento.

Il top della bulimia mediatica antigovernativa ieri sera su La7. Incrocio un nel programma DiMartedì, congestionato, paonazzo, agitato Massimo Giannini mentre è alle prese col disperato tentativo di mettere in difficoltà la ministra per il Sud Barbara Lezzi. Un match senza speranza per il Giovanotto di Repubblica. All’angolo – come in tutte le scazzottate che si rispettino – Giannini è sostenuto da Giovanni Floris, il senzalabbra sempre più simile a certi maldestri squalotti dei fumetti. Nelle espressioni dei due si legge la smodata voglia di fare un sol boccone della Lezzi. E’ un attacco di bulimia allo stato puro. Ma restano a bocca asciutta. Giannini – innamorato di se stesso e del suo lavoro di maggiordomo del potere – vede frustrato il suo narcisismo, la Lezzi lo zittisce. Ma non è tutto. Una legnata a Giannini arriva telefonicamente anche da parte di Alessandro Di Battista. Vista la malaparata Floris cerca di distrarsi trattando con le pinze un bastonato ma pur sempre lucido Massimo D’Alema.

Inutile dire che se il fare informazione politica televisiva significa affidarne la gestione a genuflessi carrieristi megafoni dei Poteri forti, lo spettacolo non può essere che di immensa tristezza! I vomiti mediatici generano soltanto sensazione di disgusto. E di pietà per quanti li producono…

 

Cinquestelle e Lega avanti tutta. All’orizzonte rischio di collisione col Quirinale

Detto ciò, Luigi Di Maio e Matteo Salvini non intendono indietreggiare sulla Manovra. Fanno bene. Peggio di quanto hanno fatto “quelli di prima” (così li definisce Di Maio, ndr) non possono fare. Il ciclopico debito lo hanno alimentato “quelli di prima” con lo stesso impegno col quale hanno demolito il welfare per sostituirlo con precarietà e insicurezza sociale. E se i Poteri forti tremano significa che la strada tracciata da M5s e Lega sia quella giusta per contrastare le diseguaglianze.

Giustizia sociale”, una espressione e una istanza politica usata e perfino abusata negli anni della Prima Repubblica dagli uomini della Sinistra e della Destra sociale. Sarebbe ora di rispolverarle.

Intanto niente paura. I numeri di cui dispone il Governo in Parlamento sono inattaccabili. Senza dire che Il voto del 4 marzo ha messo alla porta di Camera e Senato la sparpagliata monnezzaglia “moderata” ragion per cui certi giochini non sono più possibili.

Alla fine – vedrete – il Capo dello Stato firmerà la Legge di Bilancio per evitare una insanabile frattura istituzionale. Infatti nel caso in cui Sergio Mattarella rinviasse la Manovra alle Camere queste – in virtù dei numeri di cui dispone la maggioranza – la rispedirebbero pari pari al Quirinale. E a questo punto il Presidente della Repubblica non potrebbe non firmarla. Sarebbe uno schiaffo senza precedenti alla Prima Carica dello Stato