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Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica
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Il caro energia condanna i Consorzi industriali. “Creiamo i distretti energetici”, dice il presidente della Ficei

Il caro energia condanna i Consorzi industriali. “Creiamo i distretti energetici”, dice il presidente della Ficei

27 Aprile 2026 Off di Andrea Sperelli

I Consorzi industriali italiani sono sul piede di guerra per la bolletta energetica. “Il conto della guerra arriva sulla bolletta prima ancora che sui confini. E l’Italia lo paga più di altri perché dipende quasi interamente dall’estero per alimentare case, imprese e trasporti. I numeri sono chiari: il Paese importa il 95% del gas e il 91% del petrolio che consuma. Una fragilità strutturale che, in una fase segnata dal rincaro dell’energia legato ai conflitti internazionali, espone famiglie e aziende a scosse immediate sui costi”.

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La presa di posizione netta e forte è di Antonio Visconti, presidente di Ficei (la Federazione che raggruppa i Consorzi industriali italiani) e numero uno dell’Asi di Salerno.

«Il nodo più pesante -prosegue Visconti- riguarda il sistema elettrico. In Italia il gas pesa ancora per circa il 50% nella produzione di energia. Questo significa che ogni tensione sui mercati internazionali si trasferisce più rapidamente sul prezzo all’ingrosso dell’elettricità. Il risultato è un divario penalizzante: il costo dell’energia resta più alto rispetto a Germania, Olanda, Francia e Spagna».

Per Visconti, la «questione non è solo ambientale, ma industriale. Un Paese che acquista quasi tutto il combustibile fossile dall’estero subisce ogni crisi geopolitica come una tassa invisibile. E quando il prezzo sale, la dipendenza si traduce in rincari, perdita di competitività e pressione sui consumatori».

Puntare sui distretti energetici

In questo scenario, dal mondo industriale arriva una proposta operativa: puntare sui distretti energetici. L’idea, sostenuta da Ficei, è costruire sistemi locali di produzione e consumo, integrati e autonomi, capaci di ridurre l’esposizione ai mercati esteri e stabilizzare i costi per le imprese. “Pensiamo che sia una risposta strutturale a una crisi che non è più episodica, ma permanente”.

La dipendenza dall’estero, insomma, si può ridurre. Per Visconbti  non è la domanda il problema ma quell’esposizione alle forniture straniere che sono da combattare. “Finché gas e petrolio- dice il presidente della Ficei- resteranno il motore principale del sistema energetico nazionale, ogni guerra lontana continuerà ad avere un effetto molto vicino per famiglie e industria: dentro le bollette”.

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