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Immigrazione: il nuovo Centro a Castel Volturno contestato in Regione Campania

Immigrazione: il nuovo Centro a Castel Volturno contestato in Regione Campania

18 Maggio 2026 Off di Redazione In24

Le politiche migratorie continuano a dividere maggioranza  e opposizione.Lo schieramento che si oppone al governo è ampio con il contributo di molte associazioni cattoliche e laiche. L’ultimo fronte di scontro riguarda la Campania.

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Un Centro da 43 milioni di euro

Il governo vuole costruire un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) a Castel Volturno. Il bando di Invitalia per conto del ministero dell’Interno è stato pubblicato, ma l’opposizione alla realizzazione della struttura aumenta. L’opera ha un costo di 43 milioni di euro per 120 posti letto. Il governo ha impostato il programma di contenimento dei migranti in strutture sul territorio nazionale, dopo le polemiche sul centro in Albania. Ma la scelta di Castelvolturno è contestata da comitati e organizzazioni con l’appoggio della Chiesa.

Dopo gli appelli del vescovo Pietro Lagnese, la questione è arrivata in consiglio regionale della Campania. Il consigliere regionale del M5S Raffaele Aveta ha presentato una mozione  per chiedere alla regione  di esprimere la propria contrarietà alla realizzazione del Cpr. Interlocutore privilegiato è il suo compagno di partito e presidente della Campania Roberto Fico.

“Non è accettabile che un territorio già segnato da fragilità sociali, ambientali e infrastrutturali venga individuato come sede di una struttura che rischia di aggravare tensioni e marginalità, invece di accompagnare un percorso di riscatto e rigenerazione. Castel Volturno ha bisogno di investimenti in sicurezza urbana, servizi pubblici, inclusione sociale, tutela ambientale e sviluppo sostenibile, non di decisioni calate dall’alto”, spiega  Aveta.

 Immigrazione e integrazione

La gestione dei fenomeni migratori richiede strumenti efficaci, proporzionati e rispettosi della dignità della persona. Concetti espressi pubblicamente dal  vescovo Lagnese. I CPR, invece, sollevano perplessità sulla loro reale efficacia e sulla compatibilità con obiettivi di coesione sociale.

“Il Consiglio regionale- aggiunge Aveta- ha l’occasione di esprimersi con un atto ufficiale: Castel Volturno non può essere trattata come una periferia su cui scaricare scelte sbagliate. Deve essere sostenuta come comunità viva, complessa, strategica per il futuro della provincia di Caserta e dell’intera Campania”.

La mozione e le contestazioni sono il segno di uno scontro politico destinato a durare e che ripropone le due visioni opposte tra centroinistra e centrodestra sulla gestione dei flussi migratori. Il bando è stato pubblicato i soldi sono stati stanziati e solo un ricorso con forti motivazioni può ostacolare il progetto di Giorgia Meloni e Matteo Piantedosi.

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